La Naked Bike Ride a Brighton: sul lungomare in bicicletta ma tutti nudi

Ormai in tutte le capitali europee ce n’è una, ma quando arriva la Naked Bike Ride fa sempre notizia e non c’è da chiedersi il perché. E subito dopo Londra, ieri 12 Giugno, è stata la volta di Brighton.

In sella ad una bicicletta, tutti nudi, sfidando non solo la pubblica pudicizia, ma anche la temperatura decisamente non da clima mediterraneo estivo e il vento che non manca mai nella costa britannica, la critical mass dei ciclisti nudi ha costeggiato tutto il lungomare per poi lanciarsi in acqua nella spiaggia nudista della città britannica.

E ce n’era davvero per tutti i gusti: c’erano quelli bianchi cadaverici e c’erano quelli dalla pelle color carbone, c’erano le natiche cadenti e quelle rotonde, c’erano corpi giovani e palestrati e anziani dai cocomeri al posto delle pance … per non parlare delle “dimensioni”, soprattutto perché la maggior parte di questa popolazione nuda erano uomini! Le donne, in minoranza e un po’ meno audaci, erano più frequentemente topless piuttosto che totalmente nude.

Se non si partecipa, all’inizio è tutto un imbarazzo divertito che si esprime con risolini ed evitando di guardare troppo nei punti clou. Poi, ci si inizia a sentire un po’ più a proprio agio, ad avvicinarsi a qualche uomo nudo e a chiedergli “Ma non senti freddo?” per sentirsi rispondere “Sì, ma è divertente, dovresti unirti anche tu, una bicicletta ce l’hai, basta solo che ti spogli”. Capirai, pare facile!!!

Poi, a poco a poco l’imbarazzo torna, ma solo perché ti senti un pesce fuor d’acqua, tu che sei vestito rispetto a loro che sono lì come si dovrebbe essere in un posto del genere in quel momento.

E poi ci sono tante bandiere colorate e tanti messaggi dipinti sulla pelle che ti ricordano che quello che stai guardando non è uno spettacolo istrionico, ma è, in realtà una marcia di coscienza civile: è una testimonianza di uno stile di vita più sostenibile, che si rifiuta di continuare a considerare l’automobile il simbolo del progresso, che vuole porre l’attenzione sugli effetti disastrosi delle attività umane sulla Terra e sulla qualità della vita dei suoi abitanti.

Siamo di fronte anche alla nudità dei ciclisti intesa come vulnerabilità di fronte ai pericoli della strada: dunque la marcia come momento di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.

Non manca chi reitera il messaggio di “Britain stronger in Europe” e non mancano coloro che manifestano per il diritti gay.

Ne abbiamo tutti bisogno, soprattutto negli ultimi tempi. Forse la prossima volta anche la pudica italiana che scrive si unirà a loro… se almeno ci saranno 30 gradi, però (appunto da buona italiana!).

Fotografia di copertina di Dave Cool.
Fotografie nell’articolo di Anita Alfonsi.