I ‘Manteros’ di Barcellona escono dall’illegalità

In Italia sono conosciuti come “vu cumprà”, in Spagna li chiamano “manteros”, da manta (coperta), perché espongono la loro mercanzia su coperte o lenzuola. Il fenomeno dei venditori ambulanti, a Barcellona, si è trasformato in un problema di ordine pubblico con episodi finiti anche in tragedie. Il comune ha risposto con progetti che mirano a reinserire queste persone nel tessuto sociale ma il problema è ancora lontano dall’ essere risolto.

Nel film Biutiful, del regista Alejandro Iñàrritu, c’è una scena che a prima vista può sembrare una trovata cinematografica. Nella centrale plaça Catalunya di Barcellona si scatena l’inferno quando, all’arrivo della polizia, comincia il fuggi fuggi dei venditori ambulanti che travolgono qualsiasi cosa e chiunque si trovi sulla loro strada. Niente finzione però, questi fatti sono all’ordine del giorno nella Ciudad Condal. Da Paseig de Gracia a Drassanes fino ad arrivare al Port Vell si moltiplicano episodi di questo tipo. Non appena si avvicina una pattuglia della polizia, i venditori chiudono i lenzuoli con la mercanzia, se li caricano in spalla e cominciano a correre, spesso verso la stazione della metropolitana più vicina.

Nonostante i controlli delle forze dell’ordine il commercio illegale continua. Non spaventano i provvedimenti e nemmeno le maniere forti. Anzi, in questo senso, i risultati negli ultimi mesi sono stati pessimi. A marzo uno di questi inseguimenti si è risolto con due donne ferite accidentalmente (una di queste era una donna di ottant’anni). Il giorno seguente, sulla scalinata di accesso alla stazione della metropolitana di Drassanes, si è ripetuta la stessa scena ma a farne le spese sono state due ragazze giovani. Inoltre non si contano gli scontri tra “manteros” e polizia. L’ultimo in ordine cronologico ha visto il ferimento di tre agenti durante un’azione della Guardia Urbana in plaça de Joan Vila. Suscitò molto clamore anche il caso che si verificò a Salou. Un senegalese, durante una perquisizione domiciliare della polizia, cadde da un balcone precipitando da un terzo piano. Il fatto più grave però fu morte di un uomo di quarant’anni che, per fuggire a una retata sulla montagna di Montjuic, si lanciò da un terrapieno da un’altezza di trenta metri.

Il fenomeno è ormai fuori controllo e i cittadini non sanno da che parte stare. Da un lato c’è chi appoggia gli ambulanti e sostiene che anche loro hanno diritto a vivere del loro lavoro, nonostante si tratti di una pratica illegale. Dall’altro, invece, c’è chi è sul piede di guerra. Primi fra tutti i piccoli commercianti, i quali sostengono che da quando i “manteros” hanno invaso il tratto finale della Rambla, hanno visto calare le loro vendite del 50%. Gli artigiani non sono contro i venditori ma contro il sistema che, a loro dire, non premia chi paga tasse e contributi ma chi invece lavora nell’illegalità. Per questo rimproverano al comune una eccessiva permissività nei confronti di questa pratica.

La questione è estremamente delicata e il sindaco Ada Colau si trova in mezzo a due fuochi. I suoi alleati in comune, i consiglieri della CUP (Candidatura di Unità Popolare, partito indipendentista di sinistra), chiedono la legalizzazione degli ambulanti e l’interruzione delle retate da parte della polizia. La Guardia Urbana, invece, punta il dito contro il primo cittadino e dice di non sentirsi appoggiata. Inoltre i partiti d’opposizione (PP, CIU, Ciutadans) non perdono occasione per strumentalizzare il problema utilizzandolo come arma politica contro il governo cittadino. Da parte sua, il comune sta cercando di trovare soluzioni che vadano oltre la repressione e l’uso della forza di un fenomeno così esteso e comune a tante altre grandi città d’Europa. Dopo aver autorizzato la formazione di un sindacato dei “manteros”, il comune ha recentemente reso noto un piano di inserimento nel mondo del lavoro dei venditori ambulanti tramite la concessione di licenze che ne legalizzino l’attività, e la possibilità di ottenere borse di studio per la formazione in diversi ambiti professionali. Un’iniziativa di Mercabarna, i mercati generali di Barcellona, ha visto partire con buoni risultati un corso per operatori di pescheria, un progetto pilota a cui partecipano undici persone tra i 24 e i 50 anni, tutti ex venditori ambulanti. Organizzatori, insegnanti e studenti del corso, intervistati, hanno manifestato un grande entusiasmo per l’iniziativa.

In uno scenario tutt’altro che roseo, l’arrivo dell’estate con le migliaia e migliaia di turisti che si riverseranno per le strade di Barcellona a ogni ora del giorno e ella notte, rischia di trasformare il problema dei venditori abusivi in una vera e propria bomba a orologeria per la giunta di governo che, esattamente un anno fa, ha vinto le elezioni proprio puntando sull’impegno a risolvere quelle questioni sociali lasciate aperte dalla precedente amministrazione.