Holyrood mon amour: perché gli scozzesi (e non solo) amano Arthur’s Seat, in 5 punti ­- PHOTOWALK

Sia che amiate la Scozia, che ci viviate o che ci veniate in vacanza, non vi sarà sfuggita l’anomalia: una grossa montagna, 251 metri d’altezza, in mezzo alla città. Avete capito bene: un complesso montuoso vero e proprio, con le sue diverse cime – o crags come le chiamano qui – da scalare a piacimento, 365 giorni all’anno (che gli scozzesi, si sa, non li ferma niente, nemmeno la neve dicembrina).
E se gli States hanno Hollywood, anche Edimburgo non è da meno: gli scozzesi hanno Holyrood. L’Holyrood Park, vasto parco che si snoda nel cuore della città e unisce Old Town, Newington e Leith, da forma allo skyline cittadino. La sua storia ha radici antiche: Arthur’s Seat, la vetta più alta, non è altro che il resto di un vulcano estinto sito ai piedi del Royal Mile, la cui attività risale niente meno che al 5000 a.C.

foto di Cristiana Aresu

foto di Cristiana Aresu

Meta turistica tra le più gettonate, l’Holyrood Park è crocevia di runner intrepidi, hikers spavaldi, turisti, giovani e meno giovani, bambini, studenti, famiglie. Il parco è senza dubbio uno dei luoghi del cuore di Edimburgo: non importa quali siano le condizioni climatiche, se girate la testa verso Holyrood, sarà impossibile non scorgere sagome di hikers coraggiosi che si avventurano su Arthur’s Seat o sulle Salisbury Crags (anche con la neve, anche sotto la bufera).

Perché questo amore per Holyrood? Cerchiamo di spiegarvelo brevemente qui, in 5 semplici punti.

1) I sentieri migliori per arrampicarsi dall’Holyrood Park sulle cime

Situato nel centro di Edimburgo, a solo un miglio di distanza dal più noto Edinburgh Castle, le vette dell’Holyrood Park (Arthur’s Seat e Salisbury Crags), nonostante l’altezza, sono relativamente facili da scalare e sono mete gettonate per l’hillwalking. Scalabile bene o male da ogni direzione (anche passando anche dai sentieri meno adatti, richiando di lasciarci una gamba, forse due, n.d.r.), se volete salire a vedere il paesaggio senza rimetterci femore e anca, prendete il sentiero a est: la più “tenera” salita in mezzo al “verde” (ok, a seconda della stagione) che parte dal Dunsapie Loch vi condurrà sulle Salisbury Crags senza per forza dover rischiare un’embolia polmonare.

2) Salisbury Crags, paradiso per “rock climbers”

Storica venue per amanti del rock climbing, un tempo erano diverse le pareti che si potevano scalare per raggiungere le crags, primae e più basse tra le sommità del parco. Oggi il rock climbing è praticabile solo nell’area di South Quarry.

3) Arthur’s Seat: nessuno sa quale sia la vera origine del nome

Secondo alcuni il nome avrebbe un legame con la leggenda di Re Artù: si crede che un tempo questa sia stata casa di Kind Arthur e dei valorosi Cavalieri di Camelot. Molti sostengono che la presenza di una serie di altre vette sparse per la Gran Bretagna che portano lo stesso nome (Ben Arthur nelle highlands occidentali, noto come Arthur’s Seat, o l’Arthur’s Chair in Inghilterra) siano una prova a sostegno di questa tesi. Nonostante non esista un vero e proprio nome di origine gaelica per designare “Arthur’s Seat”, una delle ipotesi più probabili è quella che suggerisce che il nome attuale derivi da Àrd­na­Said (simile ad “Archer’s Seat”, all’incirca “la sedia dell’arciere”), che con il tempo si è poi evoluto per estensione in Arthur’s Seat.

foto di Cristiana Aresu

 

4) La roccia di Arthur’s Seat è la sagoma di un drago addormentato

Seconda una vecchia credenza celtica, un drago era solito sorvolare Arthur’s Seat, terrorizzando gli abitanti e razziando raccolti e allevamenti. Un giorno si appollaiò in mezzo al parco, distrutto per il troppo mangiare, e non si risvegliò più.

5) Arthur’s Seat: film, letteratura, intrattenimento

Lo scozzese “doc” Robert Louis Stevenson, descrivendo Arthur’s Seat, ha scritto: “A hill for magnitude, a mountain in virtue of its bold design”. Ma le apparizioni famose per la celebere vetta non finiscono qui: dal “Frankenstein” di Mary Shelley al ben più recente “One Day” di David Nicholls (i protagonisti Emma e Dexter che nel libro scalano la vetta sono mostrati anche nell’omonimo film del 2011, ispirato dallo stesso romanzo), passando per “The Underground City” di Jules Verne (Nell, uno dei personaggi di Verne, viene portata su Arthur’s Seat a vedere l’alba per la prima volta). Senza contare le innumerevoli “comparsate” nei libri dell’altro scozzese di fama, Ian Rankin.

Riuscite a trovarne altre?

arthur seat

foto di Cristiana Aresu

Consigli per turisti: Holyrood Park, cosa fare e cosa vedere

• Arrampicatevi sulla cima di Arthur’s Seat (251m) per una bird­eye view a 360 gradi su Edimburgo e i Lothians

• Fate una sosta all’Holyrood Lodge Information Centre e visitate la free exhibition sulla storia, archeologia e geologia del parco

• Percorrete la Sir Walter Scott’s Radical Road, il percorso che abbraccia le vette del parco, e lasciatevi condurre fino a Salisbury Crags

• Fate una capatina alla St Anthony’s Chapel, pittoresca rovina medievale alle pendici del parco

• Fermatevi al Duddingston Loch per una sosta sulla strada di casa e date da mangiare alle oche, papere, anatre e ai cigni del famoso laghetto.

Elettra Antognetti

Elettra Antognetti

"Emotivamente instabile, viziata ed insensibile" - e troppo postmoderna per descrivermi con parole mie.Un passato da sfaccendata a Berlino, giornalista in Italia e Community Manager a Bruxelles, adesso mi occupo di tutt'altro a Edimburgo. Quando non scrivo su Italian Kingdom, mi trovate a fare jogging su e giù per la Old Town e organizzare eventi benefici - ma soprattutto a degustare vini nei peggiori bar di Caracas o a fare la spola tra mercatini vintage. Di tanto in tanto, mi leggete anche su www.cafebabel.co.uk.
Elettra Antognetti