Edimburgo: la nuova vita dei vicoli del Royal Mile

Dodici tra gli oltre ottanta closes, i vicoli del Royal Mile di Edimburgo, saranno rimessi a nuovo grazie un progetto di riqualificazione della Old Town lanciato dall’associazione Edinburgh World Heritage.

Anche se non l’avete mai visitata, molto probabilmente ne avrete sentito parlare: la Old Town di Edimburgo è un garbuglio labirintico di vicoli, passaggi, stradine che – quasi come in una comune cittadina della provincia italiana – si intrecciano e si aggrovigliano. Un inconfondibile residuo – così come il Castello che sorge arroccato sulla roccia – d’origine medievale: dal Royal Mile, la strada che percorre il centro storico, ancora oggi si snodano closes (vicoli ciechi), wynds (stradine aperte) e courts (cortili).

Non tanto famosi per il loro decoro, sono più noti per le suggestive storie che celano: tra gli altri, il Riddle’s Close dove un tempo abitava il filosofo David Hume, il Fleshmarket Close, dove è stato ambientato il romanzo poliziesco Inspector Rebus, e il Mary’ King’s Close, i cui abitanti furono messi in quarantena e lasciati morire di peste (ancora oggi si dice sia infestato dai fantasmi).

Che si creda o no a queste storie, il loro fascino è innegabile ma controverso: spesso oggetto di polemica perché troppo sporchi, maleodoranti (sì, puzzolenti!) e mal frequentati, i closes non risultano particolarmente amati nemmeno dalla gente del luogo, che si rifiuterebbe di addentrarvisi e di utilizzarli come naturale passaggio tra Old e New Town.

Per arginare la situazione, sono state previste una serie di misure di riqualificazione: l’associazione locale di tutela del patrimonio paesaggistico, l’Edinburgh World Heritage (EHW), in partnership con la Edinburgh Napier University, l’Edinburgh Old Town Development Trust e il City of Edinburgh Council, ha selezionato dodici tra gli oltre ottanta closes per sottoportli ad azioni di miglioramento. Il progetto prende il nome di Twelve Closes e prevede l’incremento dell’illuminazione (ad oggi scarsa, nella migliore delle ipotesi) e la creazione di percorsi artistici in collaborazione con i residenti per metterne in risalto la storia e incoraggiare un uso più frequente da parte del pubblico.

«Scopo del progetto è ri-connettere le persone con i vicoli della Old Town. È proprio questo intreccio di stradine e cortili che tiene insieme il centro storico e conferisce alla Città Vecchia di Edimburgo la sua identità unica».

Adam Wilkinson, direttore dell’EHW

 

Twelve Closes vuole cambiare la percezione delle persone nei confronti dei vicoli della città, raccontarne la storia affascinante e soprattutto renderli di nuovo utilizzabili come percorsi pedonali che collegano la città vecchia con quella nuova.

Ecco la lista dei dodici vicoli selezionati per il progetto:

  • Stevenlaw’s: sede di una serie di fortunate scuole di cucina dell’era georgiana – da quella di Mrs McIver (che ha tramandato la prima ricetta scritta dei famosi haggis, specialità locale) nel 1770, a quella di Mrs Fraser.
  • Riddle’s: nel 1751 il filosofo David Hume prese residenza qui. Scriveva in una lettera a un amico che adesso era capofamiglia di “…due mebri inferiori – una serva e un gatto”.
  • Carruber’s: qui si trovava la Old St Paul’s Church e si dice che la congregazione si incontrò proprio qui per la prima volta nel 1689. Una targa oggi ricorda anche la dimora dell’arcivescovo John Spottiswoode, religioso del diciassettesimo secolo.
  • Trunk’s: come la maggior parte dei vicoli del Royal Mile, anch’esso prende il nome da chi lo abitava. In questo caso, John Turing, deputato, che aveva preso casa qui nel 1478.
  • Fleshmarket: come suggerisce il nome, è stato casa del mercato della carne della città per oltre 200 anni. E, come già ricordato, qui è stato ambientato un libro di Ian Rankin.
  • Chessels: ristrutturato negli anni ’50, conduce alle residenze della Chessels Court, dove pare che il Dottor Jekyll e Mr. Hyde di Edimburgo, William Brodie abbia commesso il suo ultimo crimine.
  • Bakehouse: forse il vicolo meglio conservato della Old Town, con un’importante collezione di edifici del diciassettesimo secolo (tra cui la Acheson House, 1633).
  • Crichton’s: sede della Scottish Poetry Library.
  • Fountain: prende il nome dal pozzo che si trovava all’ingresso. Oggi conduce alla Saltire Society, organizzazione per la promozione delle arti e della cultura scozzesi.
  • Lady Stair’s: porta alla Lady Stair’s House,datata diciassettesimo secolo, che oggi ospita il bellissimo Writers’ Museum.
  • North Gray’s: casa del vescovo Sydserf, ecclesiastico del diciassettesimo secolo.

Old Playhouse: ha visto nascere il primo teatro (playhouse) pubblico di Edimburgo nel 1747. Adesso è stato riaperto e inserito all’interno del progetto di sviluppo dell’Università di Edimburgo.

Illustrazione di Cathy Smile.

Elettra Antognetti

Elettra Antognetti

"Emotivamente instabile, viziata ed insensibile" - e troppo postmoderna per descrivermi con parole mie.Un passato da sfaccendata a Berlino, giornalista in Italia e Community Manager a Bruxelles, adesso mi occupo di tutt'altro a Edimburgo. Quando non scrivo su Italian Kingdom, mi trovate a fare jogging su e giù per la Old Town e organizzare eventi benefici - ma soprattutto a degustare vini nei peggiori bar di Caracas o a fare la spola tra mercatini vintage. Di tanto in tanto, mi leggete anche su www.cafebabel.co.uk.
Elettra Antognetti