Parigi in autunno

“Parigi in autunno. Gli ultimi mesi dell’anno e la fine del millennio. In questa città ho molti ricordi: bar, musica, amore. E morte.”

George Stobbart – Broken Sword.

Sono stato un adolescente allegro ma molto introverso. Ho sempre viaggiato con la fantasia per costruire la mia idea del mondo. Con un libro, un film, un videogame ho sognato storie che mai avrei pensato di vivere.

Roma. Avevo 16 anni, erano da poco passate le 15:00 di un martedì qualsiasi di SettembreInterrompendo l’ennesima replica dei “Simpson” in televisione la mia fantasia veniva cambiata per sempre. Ricordo benissimo le immagini in diretta di quell’aereo di linea che si schianta contro la la torre nord del WTC, il sapore dei bastoncini Findus, il colore delle sedie in cucina, gialle, e il riflesso del sole attraverso la finestra. Quell’attimo è ancora lì come una scheggia sospesa nel tempo, quella che Deleuze chiamerebbe “immagine-memoria” ma che io chiamerei soltanto una presa di coscienza.

La mia fantasia è cambiata a 16 anni, quando ho capito che un’esplosione in televisione può far vibrare le pareti della tua sfera di confort. Non sei il protagonista di questa storia, non hai super poteri, una doppia identità o l’indole del giustiziere. La paura viaggia più veloce della luce. 

Londra. Ho 30 anni, sono da poco passate le 21:00 di un venerdì qualsiasi di Novembre.
Ho mangiato del merluzzo, zucca e zucchine saltate in padella. Gabriella era in bagno mentre il nostro gatto stava dormendo appoggiato alla finestra. Gocce di pioggia sul vetro. Il rumore dei Kalashnikov in diretta tv ci ha svegliati da questa normalità. Tutti.

Ha piovuto tutta la notte. Su Londra, su Parigi, sulle cifre di questi attentati.
Su l’ennesimo richiamo profetico ad Oriana Fallaci, “maledetta” dalla sua grande colpa di saper usare la ragione, ciò di cui avremmo bisogno nel decennio del Like/Share. Sui “bastardi islamici” dei giornali e sul “Napoli colera” negli stadi. Sull’ISIS e sui bombardamenti francesi in Siria. Sugli aeroporti evacuati per psicosi e le frontiere chiuse. Su Schengen e l’Europa tutta. Sulla sua identità. Sulle sue divisioni.

Buonisti e complici. Paladini e guerrafondai.
Piove, sugli sciacalli che in questo momento fanno campagna elettorale snaturando le parole del loro significato.
Vivendo quella realtà davanti al televisore o la timeline di Facebook che rende facile ogni strumentalizzazione.

Il Sole è uscito sulle #porteouverte dei parigini. Sulla loro ospitalità a chi cercava riparo in strada e le lunghe file negli ospedali per donare il sangue agli oltre 80 feriti gravi dopo gli attentati. Anche solo una vita salvata è una sconfitta per chi ha commesso questo crimine.

Pochi giorni fa parlavo con un amico di “omofobia” dicendo: “Il nostro giardino non si secca se il vicino di casa decide di piantare cactus ma se smettiamo di innaffiare le piante”.

I parigini stanno dando il buon esempio.

Photo credit: EPA/ETIENNE LAURENT

Stefano Broli

Stefano Broli

Director at Italian Kingdom
Direttore responsabile di Italian Kingdom, Stefano Broli è un Fotografo Leica Freelancer, Photo Editor e Vice-Direttore dello Youth Economic Summit London.
Stefano Broli