WWOOF: da hippy a hipster, il ritorno alla natura che non passa mai di moda

Mai sentito parlare di WWOOF? Si tratta di un movimento mondiale senza fini di lucro nato in Inghilterra negli anni ’70 che da la possibilità a volontari da tutto il mondo di partecipare a progetti rurali nelle fattorie del proprio network. Per partecipare basta registrarsi gratuitamente come volontario o host, armarsi di entusiasmo e partire all’avventura. Lo scopo è quello di costruire una comunità globale sostenibile e ristabilire quel contatto ancestrale con la natura.

Il movimento WWOOF è nato in Inghilterra da un’idea di Sue Coppard, segretaria londinese che, stanca della vita metropolitana, ha iniziato a organizzare gruppi di lavoro nella campagna inglese. Il primo workshop si è svolto nell’arco di un weekend alla byo-dinamic farm dell’Emerson College, Sussex. Era il 1971, Woodstock era passato solo da 3 anni, gli hippy si spogliavano nei parchi, inneggiavano all’amore libero e mettevano fiori nei cannoni. Quel sabato all’Emerson College c’erano solo quattro persone e ancora non si parlava di WWOOF. Solo in un secondo momento, quando queste gite del fine settimana hanno cominciato a diventare l’abitudine più che l’eccezione, si è iniziato a parlare di movimento vero e proprio ed è nato il termine WWOOF. All’epoca, l’acronimo stava ancora per “Working Weekends on Organic Farms” ma con il tempo è diventata l’abbreviazione di “Worldwide Opportunities on Organic Farming”, per adattarsi alle nuove esigenze del movimento – esteso oltre al limite del fine settimana e oltre i confini UK.

Oggi WWOOF conta oltre 100.000 aderenti in più di 100 Paesi. Totalmente gratuito per volontari e host, promuove la coltivazione organica e uno stile di vita low-impact. La struttura è talmente semplice da essere quasi banale: i volontari offrono il loro aiuto ai coltivatori nello svolgimento di semplici mansioni, in cambio di vitto, alloggio e dell’opportunità di imparare qualcosa in più sulle tecniche di coltivazione e sullo stile di vita 100% organico.

Nato per rispondere ai bisogni dei cittadini schiacciati dalla frenetica vita di città negli anni d’oro del movimento hippy, oggi vive un ritorno di popolarità. Forse perché hippy e hipster non sono poi tanto diversi, perché i secondi sono figli dei primi, perché – non serve nemmeno sottolinearlo – siamo sempre più alienati e sradicati, e abbiamo bisogno di tornare alle cose semplici, vere, immediate. Anche chi non ha mai sentito parlare di WWOOF prima d’ora non avrà difficoltà a mettere in relazione questo concetto con la propria esperienza: pensateci bene, vi verrà in mente di avere amici, parenti, datori di lavoro, amici di amici che hanno mollato tutto, appeso l’abito e i mocassini al chiodo per andare a coltivare la verdura su un’isola delle Baleari o a piantare patate in uno sperduto villaggio olandese (forse, se non avete questo tipo di conoscenti, dovrei iniziare a farmi qualche domanda sulle mie frequentazioni).

Secondo Scarlett Penn, direttrice di WWOOF UK, «Tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 si respirava un clima di grande cambiamento sociale e culturale in UK e in tutto il mondo. C’era crescente interesse verso temi come giustizia globale e animal rights, e un’opposizione crescente verso gli stili di vita egoisti e auto-distruttivi che le persone stavano continuando ad adottare. WWOOF è nato in questo contesto di crescente consapevolezza, non a caso nello stesso anno in cui è stato fondato Greenpeace».

Come diventare WWOOFers?

 

Se siete volontari, iscrivetevi al sito  web del vostro Paese (natale, di residenza, o semplicemente quello in cui volete lavorare). Avrete accesso alla lista di host su tutto il territorio, potrete contattarli e iniziare questa esperienza. La durata dipende da voi – da un minimo di un paio di giorni a un massimo di sei mesi, a seconda della disponibilità dell’host. L’impegno giornaliero, invece, va dalle 4 alle 6 ore di lavoro – per il resto del tempo potrete andare alla scoperta della vostra nuova location, imparare tante cose sull’organic lifestyle, fare amicizia con i vostri host e soprattutto gli altri WWOOFers volontari come voi, in una ambiente internazionale e rilassato. Per partecipare non serve essere esperti coltivatori: WWOOF è aperto a tutti, anche e soprattutto agli inesperti, a chi non ha idea di come sia fatta una zappa e non hai messo stivali da lavoro. Enjoy!

Se avete una fattoria, un eco-villaggio, praticate la permacultura o metodi di coltivazione bio-dinamica, se siete singoli di individui o cooperative, potete registrarvi come host. Iscrivetevi al sito  web del vostro Paese e sarete inseriti nel network di host WWOOFers, rendendovi così rintracciabili dai volontari. Una volta che accetterete volontari nella vostra fattoria, avrete la possibilità di usufruire di preziosa forza lavoro a costo zero e di un aiuto nello svolgimento di mansioni (spesso le più semplici) all’interno della fattoria – raccogliere olive, strappare le erbacce, piantare semi, e così via. In cambio, dovrete offrire ai vostri volontari un posto dove dormire e un pasto caldo, mostrare loro che vivere in modo semplice e naturale è possibile, e idealmente trasmettere nozioni sui vari metodi di coltivazione.

Se non ci credete, chiedete a Nim Kibbler: scozzese, WWOOFer a Detroit a soli ventidue anni, ci racconta: «Negli USA mi sono occupata di un progetto di urban gardening. A questo viaggio è poi seguita la Tunisia, Spagna e Portogallo, spesso con l’opportunità di spostarmi da un host all’altro all’interno dello stesso Paese, visitando posti sempre nuovi. La cosa migliore di tutto ciò? La possibilità di imparare. Ciascun WWOOFer ha un suo modo di esplorare, che sia la cultura di un posto o la tecnica per allevare il bestiame. WWOOFing è un modo di apprendere tutto personale». Contro la crescente spinta all’individualismo, WWOOF punta sulla fiducia e la collaborazione: volontari e host, completi estranei, si affidano l’uno all’altro, vivono insieme per tutta la durata dello scambio e mettono al centro della loro relazione rispetto e comunicazione. Per molti, ‘WWOOFing è l’esperienza più bella che abbia mai fatto, mi ha cambiato la vita’.

Per maggiori informazioni:

http://www.wwoof.net
http://www.wwoof.org.uk
http://www.wwoof.net/fowo/
https://www.instagram.com/wwoof/

Elettra Antognetti

Elettra Antognetti

"Emotivamente instabile, viziata ed insensibile" - e troppo postmoderna per descrivermi con parole mie.Un passato da sfaccendata a Berlino, giornalista in Italia e Community Manager a Bruxelles, adesso mi occupo di tutt'altro a Edimburgo. Quando non scrivo su Italian Kingdom, mi trovate a fare jogging su e giù per la Old Town e organizzare eventi benefici - ma soprattutto a degustare vini nei peggiori bar di Caracas o a fare la spola tra mercatini vintage. Di tanto in tanto, mi leggete anche su www.cafebabel.co.uk.
Elettra Antognetti