Undressed: A Brief History of Underwear. Il V&A svela il suo lato più intimo

Ci sono cose che non vanno dette, ma direttamente mostrate. Piccoli segreti da indossare con nonchalance su abiti comuni, svelati solo quando davvero se ne ha voglia e, in ogni caso, per il gusto di compiacere prima di tutto se stessi. E a riprova di quanto oggi l’intimo non sia più solo un affare personale o una mera questione di igiene, il Victoria and Albert Museum di Londra ha da poco inaugurato “Undressed: A Brief History of Underwear”, un’interessante mostra sulla fascinosa e (alle volte) controversa questione della biancheria intima dal XVIII secolo fino ai nostri giorni.

“Nessuno la vedrà mai; è terribilmente costosa e nessuno saprà mai che è di seta. Lo saprò io, e camminerò in modo diverso.”

Greta Garbo

In un percorso tematico alla scoperta di questi capi spesso impalpabili, quasi invisibili e con oltre 200 esempi di biancheria tra innovazione, lusso e necessità, la mostra cerca di spiegare l’intima relazione tra lingerie e moda e il ruolo che essa ha avuto nella formazione dell’ideale di un corpo che sfida i secoli cambiandone l’appeal, tra lavorazioni, tessuti, taglie e decorazioni, ma ancor di più tra generi, sesso e moralità.

Di storia dell’intimo infatti non se ne parla molto, ma ricca di gustosi spunti immaginativi, pone le sue radici in epoca romana, quando non era raro indossare protezioni in lino tra le cosce, soprattutto durante lo sport. Quanto alla percezione della femminilità in questo ambito e al significato della biancheria intima per le donne, era molto diverso da quello odierno, se si pensa che i primi reggiseni sono nati per evitare la vista di seni troppo floridi o decadenti, oltre che per sorreggerli. Molto più eccitante doveva invece essere il significato e l’uso di questi accessori per l’uomo, in un gioco di vedo-non-vedo che rivendicava già a quei tempi una carica erotica molto forte.

La funzione igienica di questi indumenti, invece, non era tanto scontata nemmeno in tempi più recenti; nei primi anni del 1800, nonostante i progressi in ambito industriale, si tendeva a non indossare alcuna biancheria intima. Anche questo argomento diventa un interessante spunto didattico per arrivare al lato più vezzoso e seduttivo dei capi di biancheria che il V&A sviluppa in un costante parallelismo tra capi storici e moderni.

Ecco quindi una carrellata di pezzi fatti su misura e capi indossati dalle donne nell’Inghilterra del XVIII secolo, il corsetto S-Bend di due secoli più in là, l’intimo indossato dalla mamma della Regina Victoria, le camicie da notte del 1930, un corsetto in latex House of Harlot creato apposta per la mostra e i pezzi più trendy dei designer di oggi come Stella McCartney, Rigby & Peller e Paul Smith.

Sponsorizzata da Agent Provocateur e Revlon, Undressed va ben oltre la mera raccolta di pezzi da collezione, si appresta a diventare la più grande mostra sull’intimo mai esposta ed è il frutto di un lungo lavoro di ricerca ad opera di Edwina Ehrman, iniziato alla fine del 2014, quando sulle passerelle e per strada sono stati avvistati i primi pantaloni e completi molto simili nelle sembianze a moderni pigiami. E se pensiamo alla moda di quest’anno, alla massiccia presenza di impalpabili vestiti a mo’ di sottoveste e alla stessa di Liza Bruce indossata nel 1993 da Kate Moss, capiamo quanto attuale e rilevante questa mostra sia per spiegare non solo le tendenze, ma anche l’intera società, che sempre più spesso scopre ed entra nel personale, ostenta, ammalia, spinge e provoca, in un gioco sottile tra eccitazione e sofferenza.

Del resto, non accade la stessa cosa indossando un corsetto (e se non ne avete mai portato uno, proprio durante la mostra potrete dare uno sguardo alle radiografie comparate di una gabbia toracica libera e di una stretta tra i lacci di un corpetto)? Certo, c’è sempre il lato “basic” e funzionale di questi indumenti (l’interessante selezione di elementi maschili lo dimostra), ma fare sacrifici per la vita (Dita Von Teese con la sua da soli 46 centimetri docet) sembra non essere più una semplice espressione retorica.

 

Undressed: A Brief History of Underwear
Victoria and Albert Museum
16 aprile/12 marzo 2017

 

Anna Tursi
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Anna Tursi

Blogger at Lifestyle Notes
Lavoro part time sulla concretezza e sogno a tempo pieno.
Fondatrice di Lifestyle Notes, mi occupo di scrittura, pubbliche relazioni, tendenze e intrattenimento.
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