#OneDayIWill – La campagna di Google per l’International Women’s Day

L’iniziativa di Google per “festeggiare” l’International Women’s Day lancia l’hashtag #OneDayIWill, ma è davvero questo il messaggio per le donne di domani?

Senza interrogarsi troppo sull’origine della “Festa della Donna” e caricare l’8 Marzo di ulteriori significati politici o ideologici, bisogna dire che questa giornata è riconosciuta a livello internazionale come International Women’s Day e le Nazioni Unite, indicendone l’ufficialità a partire dal 1994, indicano per ogni anno, un tema a cui attorno far ruotare i suoi eventi. Il tema del 2016 è il percorso per il raggiungimento delle quote paritarie 50:50 nel lavoro e nel riconoscimento dei diritti.

Per quanto il significato di questa giornata voglia essere una spinta motivazionale per le donne di tutto il pianeta a fare progetti, rischiare e non nascondersi negli angoli bui della società – dimostrando che c’è ancora molto da fare -, la sua natura positiva e propositiva si scontra però con il muro della disinformazione (e commercializzazione) che la rende un ibrido tra il Valentine’s Day e il Mother’s Day. 

Come molti di voi, (a quest’ora probabilmente persino un miliardo di persone) abbiamo avuto modo di vedere la campagna che Google ha indetto con il suo video-doodle, #OneDayIWill, in cui donne di età, estrazione sociale e geografia differenti confidano la loro speranza, professionale e personale, per il loro futuro. Tra di loro anche alcune personalità internazionali come Jane Goodall o il premio Nobel Malala Yousafza a rafforzare il messaggio positivo di “un giorno farò/sarò“, e dimostrare che “volere è potere“.

Ma è davvero questo il messaggio che questa giornata vuole trasmettere? E sopratutto, è così che attraverso il video viene ricevuto?

La domanda che ci si potrebbe porre, pensando a come “saremo un giorno” potrebbe essere: «perché non oggi?».
Il percorso di crescita, di raggiungimento di un sogno non è forse più simbolico e rappresentativo persino del sogno stesso?

Così come il tema dell’International Women’s Day inviti donne e uomini ad agire ora; a prendere decisioni adesso e fare in modo che la parità nei diritti non sia raggiunta solo tra 137 anni (c’è persino un countdown che ne spiega i passaggi evidenziando gli attuali limiti che devono essere superati), probabilmente affidare i propri sogni ad un augurio, un hashtag, non cambierà molto le cose.

Per quanto il video sia ben fatto, faccia sorridere e probabilmente sia anche in grado di saper leggere dentro le persone, i successi di quelle donne che seguono i loro sogni non sono figli di una speranza ma dei loro sacrifici, del loro impegno e la loro costanza che le rendono le eroine di se stesse e di tutte quelle che come loro cambieranno il mondo.

#ThatDayIsToday

 

 

IK

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