Gli italiani a Londra. Dal designer di Hackney alla mamma di West London

Pasta, mandolino, caffè espresso, mafia e bei vestiti. Noi italiani – e Italian Kingdom – siamo stufi degli stereotipi che avvolgono da sempre il nostro paese. Anche se non credo si possa ignorare che ogni stereotipo si fondi su una qualche verità. Questa volta mi son divertita io, da italiana, a delineare alcuni tipi di italiani a Londra a cui è difficile sfuggire. Perdonatemi l’approssimazione, ma è stato troppo divertente e non è stato difficile includere anche me. Ora sta a voi indovinare chi sono…

La mamma West London.

Con il suo macchinone (possibilmente un Suv) sfreccia per Londra fra scuola (dei figli), palestra (sua e dei figli), Waitrose o Whole Food e il tè con le amiche (per avere un po’ di Britishness). Non potrebbe che vivere a West (ah, perché ci son anche altre zone a Londra?). Abbronzatissima d’estate, super coperta d’inverno, se ha una bici, la usa esclusivamente per un giro a Hyde Park in una bella giornata di sole senza rischio di pioggia (quindi mai). Più facile trovarla sulla luna con Richard Branson che sulla Central Line nell’ora di punta. La mamma di West London è la mamma esportabile (potrebbe essere a Londra, come a Milano o a Parigi).

Il designer…

O fotografo, o graphic artist. Sede: Hackney. Stile: figo. Espressione: seria, serissima. Sabato a Broadway Market a fare il brunch e la sera in qualche warehouse a Hackney Wick. Lo trovate durante la settimana con il suo Mac in qualche caffè dove un americano costa 3 pounds (dico, acqua sporca 3 pounds? Ah, è organic). Ha tanti di quegli accessori Mac che, se tutti fossero come lui, Bill Gates sarebbe a lavare i vetri delle macchine ai semafori. Non si perde un concerto -figo-, un evento –figo-, una mostra –figa-. Impeccabili profili Instagram e Facebook (Twitter? Out. Troppe parole) dove fa vedere la sua vita da ‘sognio’ come direbbe il Briatore di Crozza.

La blogger.

Di solito è una persona -spesso ragazza- a cui non piace il proprio lavoro e per lenire le sue angosce cosa fa? Apre un blog. Che sia un blog sul cibo, sui viaggi, su Londra, sui libri, sulla moda o sul deltaplano, non importa, l’importante è postare e avere followers (più cugini e zii si hanno, meglio è). Che sappia o meno scrivere non è importante, che abbia qualcosa da scrivere ancor meno. Basta avere una connessione internet, praticamente. Dove la potete trovare? Ovunque. È molto brava nel mimetizzarsi. All’inizio la blogger è l’incubo dei famigliari e degli amici che non sanno se incoraggiarla – per gentilezza– o ignorarla –per sopravvivenza-. Ma non sottovalutatela, perché alla fine potrebbe farcela, lasciando tutti basiti, anche se stessa.

Il cameriere wannabe musicista.

Vestiti preferibilmente di nero nel tempo libero e di bianco di giorno, perché spesso fanno i camerieri, i gelatai, i kitchen porter. Due sole religioni: la musica e la musica. Si muovono in bicicletta, spesso scassata, non vogliono essere cool, ma duri e puri. Spesso vivono con altre 4 o 5 persone e un bagno, a Nord o Sud di Londra. Se ne sbattono di tutto, c’è solo solo una cosa che conta: la loro band. Brunch? Apericena? Vernissage? Eh? Cosa sono ‘ste robe da rincoglioniti. Se li invitate a cena facile che portino una di quelle belle bottiglie di vino da £3.99, quelle che dovrebbero avere l’ibuprofene incorporato, neh. Ma son simpatici, eccome se son simpatici.

Il turista.

Eccoli arrivare in massa con i loro trolley. Con nonchalance si appropinquano con la loro carta d’identità cartacea al controllo passaporto, ignari che per questo saranno odiatissimi sia dagli sbirri di frontiera che dagli altri in coda. Amati soprattutto (o solo?) dai commercianti londinesi, li riconosci da: 1. Il piumino d’inverno e l’impermeabile (anche se c’è il sole) d’estate 2. L’andatura (lenta, troppo lenta per un Londoner) 3. La loro anarchia (fissano tutti e gridano) e il loro –inspiegabile- entusiasmo sulla metro. Se vuoi fare una full immersion del turista italiano medio, basta andare ai magazzini Harrods (ma perché?) o a Piccadilly Circus –in qualsiasi giorno- o a Notting Hill il sabato. Loro amano Londra, anche se cara, anche se caotica, anche se continuano a perdersi sulla metropolitana.

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  • eloona

    Dimmi dove i wannabe musicista trovano il vino a £3.99 pls!!!