Come trasportare i vostri animali nel Regno Unito

Sempre più stranieri realizzano il loro progetto di venire a vivere in UK e molti di loro portano con sé famiglia, tradizioni, ricordi e… animali.

Entrare nel Regno Unito con un animale da compagnia può sembrare facile ma non lo è affatto; lo so bene io che, armata di parecchia pazienza e un infinito amore per le mie due gatte, ho viaggiato con un trasportino più grosso di me e due genitori ansiosi da Milano a Londra. Se seguite i racconti della nostra quotidianità su Casa Bubis, sono sicura che la mia esperienza vi farà molto ridere!

Ma andiamo un po’ indietro e vediamo quali sono le regole (ferree) imposte dal governo UK per il trasporto di animali, che si trovano nel Pet Travel Scheme. Procediamo per punti:

  • Tutti gli animali possono viaggiare ma solo cani, gatti e furetti sono esenti da quarantena una volta sbarcati.
  • Tutti gli animali devono avere il microchip.
  • Tutti gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia ad almeno 12 settimane di vita e solamente DOPO essere stati microchippati (almeno 24h dopo, meglio 48h). La vaccinazione va fatta almeno 21 giorni prima della partenza.
  • I cani devono essere vaccinati contro la tenia, tra i 5 giorni e le 24h precedenti il viaggio. Se il vaccino viene fatto in un lasso di tempo diverso da quello indicato, l’animale potrebbe essere tenuto in quarantena o, peggio, rispedito a casa.
  • Tutti gli animali devono viaggiare con regolare passaporto (pet passport) compilato in tutte le sue parti: al suo interno vengono indicati i dati del padrone, i dati dell’animale e tutte le vaccinazioni a cui l’animale è stato sottoposto (con data, firma del veterinario e nome del farmaco).
  • Gli animali possono entrare nel Regno Unito via cielo o via mare ma solo con determinate compagnie aree e di traghetti e solo in tratte approvate (qui la lista completa).

Facile, no? Quando mi sono trovata davanti questa lista di pre-requisiti mi è mancato il fiato e ho seriamente pensato di lasciar perdere. Ma come fai a partire lasciandoti dietro quattro occhioni gialli e un sacco di pelo morbidissimo? Come me tanti altri, mossi a compassione, hanno attraversato la Manica in aereo, auto o treno in compagnia dei loro amici pelosi; qui è dove vi racconto la mia e le loro storie, sperando che vi possano essere utili nel caso in cui decidiate di viaggiare con il vostro quadrupede.

 

Du gatt in reoplano (due gatti in aereo)

Questo è il titolo che mio nonno ha dato ad una poesia in dialetto milanese che ha scritto dopo aver saputo che quella pazza di sua nipote avrebbe trasportano non uno ma due gatti da Milano a Londra, in aereo. Dopo aver valutato diverse opzioni, tra cui caricare i gatti su un furgone insieme ai miei 42 scatoloni e farci la traversata in auto, io e il mio fidanzato (che viveva già qui e quindi ha vissuto tutto solo virtualmente) abbiamo deciso che l’opzione migliore per noi e per le bestie era viaggiare in aereo: il viaggio è più breve e sicuramente meno stressante, anche se infinitamente più caro. Dopo aver consultato il documento con le tratte approvate, ci siamo rivolti a British Airways Cargo. I ragazzi di BA sono stati davvero professionali e ci hanno dato tutte le informazioni di cui avevamo bisogno.

Come da copione abbiamo portato le gatte dal veterinario e le abbiamo fatte chippare e vaccinare (lo stesso giorno, ignari dell’illegalità del nostro gesto!) e abbiamo poi richiesto il passaporto alla ASL di Lecco (città natia delle due disgraziate). FATE ATTENZIONE A COME VIENE COMPILATO IL PASSAPORTO: noi abbiamo dovuto farlo annullare e rifare da capo perché il veterinario della ASL aveva sbagliato a compilare alcuni campi. Una volta ricevute le scansioni dei passaporti, British Airways ha emesso i biglietti aerei per i gatti e contemporaneamente io ho comprato il biglietto per me, mamma e papà sullo stesso volo. Qui arriva il punto in cui voi iniziate a pensare “ma quanto ha speso”??? Tanto! Il viaggio per un animale di piccola taglia (le mie due gatte si aggirano entrambe intorno ai 3/4kg) costa circa 700€; Polly e Croccola hanno viaggiato insieme nello stesso trasportino e grazie ad una convenzione il secondo animale ha pagato “solo” 50€ in più. Il trasportino, si diceva. Questa è un’altra spesa non indifferente perché gli animali possono viaggiare in aereo (ah, ovviamente IN STIVA) solo all’interno di trasportini omologati (ATLAS40-50-60 a seconda della taglia) che costano in media 130€.

Circa due settimane prima della partenza ho portato le gatte a fare un ultimo controllo dal veterinario, come richiesto dagli amici inglesi, per essere certi che non avessero pulci, vermi o altri strani problemi. Una volta sicuri delle ottime condizioni di salute delle bestie ci siamo messi il cuore in pace fino al giorno della partenza.

Il 23 giugno 2015 la giornata è iniziata alle 6 del mattino, con le gatte super agitate in viaggio verso l’aeroporto di Linate. Lì, nell’area cargo di British Airways, la loro gabbia è stata tappezzata di etichette, timbri e cartelline porta documenti e ho dovuto salutarle due ore prima della partenza del volo. Mi è stato assolutamente proibito di sedarle quindi le poveracce hanno passato ore di terrore ma alle 14 (ora inglese) sono arrivate con me in suolo britannico. Credete che me le abbiano riconsegnate così, alla svelta? Assolutamente no! Arrivati a Heathrow le hanno prese e portate in una clinica veterinaria, a circa 15 minuti di autobus dall’aeroporto, dove le hanno trattenute per controlli fino alle 18, senza darmi notizie. Quando finalmente le abbiamo riviste stavano benissimo, inaspettatamente, ed erano anche molto tranquille. Ora, nella nostra casetta inglese, sono molto più sane e felici di quando vivevano in Italia dunque rifarei questo enorme sbattimento tutto da capo!

 

Coco sul treno

Un altro mezzo di trasporto comodo, specialmente se viaggiate con un cane, è il treno. Il cane può sopportare viaggi più lunghi del gatto, soprattutto perché può sgranchirsi le gambe durante le soste nelle varie stazioni.

I nostri amici Katia e Stefano hanno attraversato l’Europa sul TGV per poi prendere un traghetto che li portasse a Plymouth, la città più vicina al paese in cui abitano. Insieme al loro Border Collie Coco sono partiti da Torino e, sempre in treno, si sono diretti a Milano: qui hanno preso il TGV diretto a Parigi. Il cane è salito a bordo provvisto di regolare biglietto (se comprato con anticipo non è molto caro), passaporto e documenti comprovanti tutte le vaccinazioni effettuate e ha viaggiato con mamma e papà nel suo trasportino (sempre della serie ATLAS – molto spaziosi e comodi da trasportare).

A Parigi Katia e Stefano si sono fermati una notte in hotel (e ci hanno raccontato che il vero problema è stato trovare un hotel in cui alloggiare con il cane e un taxi disposto a farlo salire a bordo). Il giorno dopo sono ripartiti, sempre in treno, alla volta di St Malo, piccolo paese sulla costa francese da cui parte il traghetto per Plymouth. In traghetto Coco ha viaggiato in stiva, insieme alle automobili e agli altri animali, sempre chiusa nel suo trasportino; agli animali non è infatti permesso stare sul ponte insieme ai padroni. Giunti a Plymouth, Katia, Stefano e Coco hanno preso un nuovo (ed ultimo!) treno che in pochi minuti li ha portati a Saltash, nella loro nuova casa inglese!

 

Ruggiera on-the-road

Per quanto il Regno Unito sia tipicamente una terra ospitale per i nostri amici a quattro zampe, Londra non è propriamente una città a misura di gatto e di zona in zona la situazione cambia radicalmente quando si parla di vivibilità. Se quindi non dovesse bastare la difficoltà nel trovare una sistemazione pet-friendly, anche solo portare il proprio animale nella capitale britannica, nel modo meno stressante per lui e dispendioso per voi, si è rivelato una vera avventura.

Il viaggio di Ruggiera, gatta di 7 anni sterilizzata e microchippata è durato quasi 24 ore. Dopo aver svolto le pratiche pre-partenza dal veterinario, verificato tutti i documenti ed essersi sincerati di non trovare sorprese alla frontiera, Stefano e Gabriella sono partiti nel tardo pomeriggio da Roma con gatta (in trasportino) e bagagli al seguito, destinazione Milano. Arrivati nel capoluogo lombardo hanno aspettato la coincidenza del treno-notte per Parigi e così, dopo una notte in cuccetta, tutti e tre (il trasportino è considerato come un bagaglio) si sono risvegliati alla gare de Lyon.

E qui arriva la svolta, organizzata settimane prima. Antimo, loro amico, li raggiunge a Parigi con una macchina in affitto noleggiata a Londra. Passando per il tunnel della Manica, Londra-Calais-Parigi sono circa 5 ore di tragitto e rappresentano forse il modo meno stressante per il vostro animale con cui raggiungere la capitale britannica: nel trasportino (sempre, per ragioni di sicurezza) ma non nel bagagliaio, qualche sosta e sopratutto solo voci amiche attorno. Alla fine il costo di tutta la traversata (circa £600) giustifica in parte lo stress risparmiato all’animale.

E così è stato, dandosi appuntamento all’aeroporto Charles De Gaulle (il più facile da raggiungere venendo da nord) e facendo verificare i suoi documenti all’ufficio PETRA alla frontiera di Calais, il primo miagolio di Ruggiera è stato quando già si trovava in Gran Bretagna e probabilmente solo per sapere a che ora fosse la cena.

Esistono inoltre diversi servizi per il trasporto di animali oltre confine. Uno tra tutti è quello offerto da Relocat, una compagnia che si occupa di trasportare qualunque animale dall’Italia verso tutti i paesi d’Europa (e non solo!). Se cercate una soluzione pratica e veloce mettetevi in contatto con loro!

E così ora conoscete tre gatte ed una cagnolona coraggiose, che hanno affrontato ore di terrore e sconforto ma alla fine hanno raggiunto, è proprio il caso di dirlo, la loro “isola felice”! E voi, come avete trasportato i vostri amici pelosi? Raccontatecelo nei commenti.

 

Ludovica Volpi

Ludovica Volpi

Blogger at Casa Bubis
Lettrice e creativa per vocazione, ballerina di boogie woogie per diletto. Neo lip gloss addicted. Milanese DOC trapiantata in Cornovaglia. Per amore, of course. Scrivo cose serie per Italian Kingdom e Theoldnow Magazine e cose stupide sul mio blog molto personale, Casa Bubis.
Ludovica Volpi