Un viaggio sensoriale al Bellavita Expo: storie di sogni e di passioni

Varcando la soglia del Bellavita Expo, il primo trade show internazionale dedicato alle eccellenze del Made in Italy, ha avuto inizio il mio viaggio sensoriale tra le prelibatezze italiane.

Una piacevole commistione di odori e sapori inconfondibili ha preso d’assalto le mie papille gustative, che non hanno resistito ai tanti prodotti tipici che tratteggiavano la cultura del Bel Paese.

La mia avventura culinaria è cominciata assaggiando ‘prodotti di nicchia’, come ama definirli Roberto Bertolini, proprietario di Bertolini Wild, un’azienda di Udine che produce succulente specialità, come il prosciutto di petto d’anatra all’arancia e il prosciutto di suino in crosta di pane.

Poco più avanti, ho adocchiato tarallini e paté e sono stata invitata cordialmente da Adele Costantini a degustare i suoi salumi di carne di maiale (deliziosi). Inevitabile scambiare quattro chiacchiere con Adele, che mi ha raccontato con passione la storia della sua azienda, Salumificio Costantini, situata a Torano in Abruzzo.

«La nostra storia inizia nel lontano 1950 con nonno Luciano e poi prosegue con i figli Giustino, Nazzareno ed Enrico e i nipoti», dice Adele.

E precisa: «Il nostro punto di forza è rappresentato dalla ricerca di qualità, coniugata con tradizione e innovazione».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’azienda Auricarro, che punta a valorizzare le risorse naturali della Puglia, la ‘terra dell’olio’, e produce, oltre all’olio di oliva, anche gustose conserve sott’olio e paté (ai carciofini, di pomodori, di cima di rapa, di melanzane e molti altri).

Le tentazioni per il palato non finiscono qui, perché il richiamo della pizza appena sfornata non si è certo fatto aspettare. La folla di visitatori e turisti ha affollato lo stand Prodal, un’azienda che è stata fondata nel 1994 da veri artigiani della pizza con alle spalle trent’anni di esperienza.

Assaggiando un’ottima pizza margherita, ho avuto modo di constatare la bontà dell’impasto, che mi hanno detto derivi da una «naturale lievitazione che, unita ad una modalità di cottura adeguata, danno come risultato un prodotto che mantiene integralmente le caratteristiche tipiche della vera pizza italiana».

Degni di nota anche i pomodori semi-secchi siciliani dell’azienda Pomup, che si è da poco aggiudicata il premio come ‘Superior Taste’ dall’International taste and quality Institute.

Accompagnamento immancabile per il buon cibo è stato il buon vino, che ho avuto modo di degustare allo stand dell’azienda di Marco Funiati. Il suo vino rosso, Messapica, ha richiamato col suo intenso odore l’attenzione di una chef, Reezan Karakas.

«Lavorando nel mondo della ristorazione, sono in grado di riconoscere l’alta qualità e questo vino ne è la prova», ha affermato Reezan.

E ha aggiunto: «Talvolta può capitare che a Londra, nei ristoranti italiani, non ci siano prodotti autentici ed è facile rendersene conto dall’odore e dai sapori, praticamente inesistente. Mentre qui, è una piacevole scoperta sensoriale».

Per concludere il mio tour al Bellavita Expo, dulcis in fundo, è stata la volta degli squisiti dolci, i Peccatucci di Mamma Andrea. Prima di assaggiare le pastine alle mandorle e le prelibate conserve, sono rimasta colpita dall’eleganza e raffinatezza dello stand che, in un tripudio di colori e sapori, richiamava la cultura siciliana in ogni suo dettaglio.

Alquanto incuriosita, ho ascoltato la storia di Mamma Andrea, una scenografa costumista arrivata a Palermo trent’anni fa. «Da artista non riesce a fare meno di cogliere la bellezza della terra siciliana e, perciò, decide di aprire un atelier per dolci che è diventato un punto di riferimento per le nobildonne e le suore che le hanno affidato con cura le loro ricette più segrete».

Tra le tante storie raccolte durante questo trade show, merita di essere menzionata anche quella di Nino Battista, che molto chiaramente ammette: «Sono nato nel caffè, questa è la mia vita. E sto dedicando la mia vita per garantire un prodotto unico e di qualità per bar e ristoranti, che spero di esportare all’estero».

Tutte le aziende che hanno preso parte alla manifestazione sono accomunate dallo stesso desiderio di valicare la frontiera nazionale e far conoscere all’estero prelibatezze che nascono dalla passione, tipica italiana, di credere nei propri sogni e di fare sacrifici per realizzarli.

Questo è stato il mio viaggio al Bellavita Expo. Non c’erano solo stand numerati, ma tanta volontà di portare alto il nome dell’Italia. La bella Italia che merita di raggiungere traguardi sempre più alti e che mi rende orgogliosa di essere italiana, anche quando la osservo dall’alto, tra le nuvole, seduta in aereo per ritornare a Londra.