Pride in London 2015, un nostro fotoracconto

Sabato 27 giugno 2015, Trafalgar Square.
Pride in London, un carnevale di musica e colori.
Proprio pochi giorni dopo l’approvazione dei matrimoni gay da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti.

La parata è partita da Orchard Street intorno alle 13:00, attraversando Oxford Street, Regent Street, Piccadilly Circus, Lower Regent Street e Trafalgar Square e concludendosi a Whitehall. Le strade sono state completamente chiuse al traffico, includendo qualche attraversamento pedonale. Pride in London, che ha salutato circa 750.000 partecipanti lo scorso anno, è l’unico evento che richiede la chiusura di un’area così grande di West London, destinazione famosa e sempre affollata per gli amanti dello shopping londinese.

Trafalgar Square, punto principale di ritrovo, era circondata da transenne, che proteggevano numerosi stand espositivi, spettacoli musicali, danze, famiglie, bancarelle, persone sedute a terra a ridere e scherzare. La fila per poter entrare nella piazza (gratuitamente) era lunghissima ed è forse scontato dire che tutto era stato organizzato alla perfezione, nel classico stile londinese. Con una donazione di 3£, si riceveva invece un braccialetto-ricordo dell’evento. Fuori dalle transenne hanno preso posto giornalisti, telecamere, forze dell’ordine e curiosi e sono stati distribuiti volantini e stickers. Someone is gay, get over it.

Gli eventi della giornata sono descritti con precisione nella LGBT Guides, souvenir guida della parata, che era disponibile gratuitamente fuori dalla piazza. La guida contiene anche notizie sul tema della giornata, Pride Heroes, e numerosi commenti, tra cui quello del primo ministro David Cameron, di Harriet Harman (ex leader del Labour Party) e di Baroness Sal Brinton (presidente del partito Liberal Democratico). Fra gli sponsor troviamo nomi come Barclays, King, Asda, London Evening Standard, Smirnoff e Starbucks.

Ma cos’è Pride in London? Come raccontare questa manifestazione in cui non solo la comunità LGBTI, ma anche pansessuali e asessuali, comunicano al mondo il loro orgoglio e difendono i propri diritti?

Essere chi vogliamo essere, amare chi vogliamo amare.
L’amore è amore, senza paure, senza distinzioni, senza vergogne.
Impossibile non essere catturati dalla magia di questo evento, dalla forza di tutte le persone che hanno il coraggio di alzarsi e lottare, senza il timore di essere esclusi da chi ha ancora paura delle diversità.

Le strade sono state completamente invase da manifestanti, da uomini e donne che si abbracciavano e si baciavano fra loro. Corone di fiori sulla testa, face painting, spille inneggianti la libertà di amare, ghirlande, fischietti. Eterosessuali, gay, lesbiche, bisessuali e trans uniti nello stesso giorno, a marciare per lo stesso obiettivo, per universalizzare un concetto che nel nostro secolo dovrebbe già essere scontato. Love is ALWAYS love, no matter what.

Sfilate di moto, carri con dj, palloncini, coriandoli, birre, parrucche, bandiere della pace usate anche come gonna o vestito: Londra si è trasformata in un vortice di colori, smile e striscioni per una giornata. Love is a human right.
La bandiera arcobaleno era issata ovunque e tra i partecipanti non mancavano certo le forze dell’ordine e gruppi di religiosi, tra cui spiccavano i Christians, con i loro spettacolari striscioni. Un popolo intero si è riunito per mostrare l’orgoglio di essere LGBT o semplicemente per difenderne i diritti. Freedom to.
Gli hashtag del giorno? Pride Heroes, Pride in London, Love is Love, Love is a Human right, Freedom to, Love Everyone.

La giornata, particolarmente fortunata data l’assenza di precipitazioni e la temperatura più che favorevole (forse anche troppo caldo!), si è conclusa alle 20:00 a Trafalgare Square presso il palco principale, dopo l’ultima esibizione di Drag Idol & Michael Twaits.

Oggi Londra è tornata a essere uggiosa e grigia, ma il carnevale di musica, magia, amore e colori di cui è stata protagonista lo scorso sabato, avrà sicuramente lasciato il segno dentro ognuno dei partecipanti e di chi si è accontentato di leggere le notizie e sfogliare le gallerie fotografiche.

Con la speranza che queste manifestazioni possano diventare in futuro solo una fonte di intrattenimento per tutti e non la speranza di un futuro migliore per chi vuole semplicemente essere lasciato libero di esprimere se stesso.
Love is a Human right.

Do not forget it.

Fotografie di Elisa Pan ed Elena Marchi.

Francesca Baronti

" Finché respiro, scrivo." Elias Canetti.
Scrivere per dare un posto ai colori, una voce ai sogni, per trasformare un incubo in una favola.
Amo i sentimenti forti, gli abbracci alle due del mattino, i pomeriggi di sole, il vino, i brividi della libertà e la scrittura.
Aspirante giornalista, mi chiamo Francesca, ho 23 anni e sono una sognatrice.