Emergency Exit: intervista a Brunella Filì

Emergency Exit è un documentario diretto dalla regista barese Brunella Filì e che racconta le storie di ragazze e ragazzi italiani emigrati in diversi paesi del mondo. Il progetto, dopo aver conquistato molti riconoscimenti in diversi festival è da pochi giorni disponibile per la visione su Netflix, iTunes e Google Play ed è visibile anche dal Regno Unito, sottotitolato in inglese.

Emergency Exit si appresta a sbarcare online con la prima stagione di una web-series ospitata anche da Italian Kingdom. A fine Novembre, siamo riusciti a scambiare qualche battuta con Brunella che tra un impegno e l’altro ci ha raccontato come è nato:

“L’idea di questo documentario è nata quella che ho identificato come un’urgenza sociale che sentivo crescere da tempo dentro di me, osservando mano mano partire la maggior parte dei miei amici e colleghi, alcuni dei quali spinti non proprio dalla fisiologica curiosità e voglia di fare una esperienza all’estero, quanto piuttosto dalla necessità economica e dalla mancanza di alternative per potersi mantenere e uscire dal precariato ed entrare nella vita adulta. Le migrazioni esistono da sempre in tutto il mondo, certo, ma numeri e moventi sono cambiati; sentivo la necessità di indagare più a fondo queste motivazioni attraverso gli strumenti del documentario.”

Brunella Filì, regista di Emergency Exit

“La lavorazione di Emergency Exit ha richiesto diversi anni di duro lavoro a partire dalla fine del 2012, quando abbiamo iniziato ufficialmente la produzione. C’era una gran nuvola di confusione attorno al fenomeno migratorio; bisogna anche dire che le cifre, seppur simili a quelle di oggi, erano intrappolate nel cliché dei cervelli in fuga (idea oggi ancora non superata del tutto n.d.r.) e non c’era molto spazio sui giornali per le storie di chi partiva senza vincere un bando di ricerca o senza la prospettiva di una carriera di successo. A noi interessavano i motivi che rendono queste persone felici, tristi e li mettono in relazione tra loro.”

Emergency Exit è nato con il tentativo di soddisfare una curiosità umana, la scoperta dell’esperienze quotidiane altrui in un contesto, quello della migrazione, dove il filo conduttore è proprio la vita di tutti i giorni.

Brunella vive in Italia, ma nel raccontare le storie di Emergency Exit ha passato diversi mesi con la valigia in mano, dormendo su divani e condividendo casa ed esperienze con le persone presenti nel documentario. Questo le ha permesso di avere uno sguardo personale e privilegiato del mondo che circondava queste persone:

“Chi si trasferisce in altre città europee coltiva in sé la voglia di tornare, come se la porta di casa non sia del tutto chiusa. E’ come se tanto più un emigrato si allontana da casa, tanto più aumenta la sua voglia di integrarsi. Con la distanza aumentano le difficoltà, i cambiamenti allo stile di vita e subentra quella che a tutti gli effetti è una “nevrosi da immigrazione” in relazione ad un contesto che a volte può essere anche ostile.”

Presentare il progetto e raccogliere finanziamenti per la sua realizzazione in Italia è stata la grande sfida di Brunella:

“C’era un forte disinteresse nei confronti del progetto da parte dei media italiani, probabilmente perché si trattava dell’opera di un’esordiente e la lente di ingrandimento non era ancora sulle frontiere. Almeno in Italia, perché ad esempio diversi giornalisti stranieri si sono dimostrati interessati al documentario, uno fra tutti Bill Emmott. Mano a mano che si è iniziato a parlarne sono arrivate anche la stampa italiana e le adesioni al progetto, una campagna crowdfunding e la produzione del progetto a cura di Beth Di Santo.”

A nostro avviso Emergency Exit rivolge il suo sguardo sulla community italiana con una direzione pionieristica, concetto cardine di Italian Kingdom stesso, ossia il superamento della geografia per qualsiasi discorso comunitario. Il filo conduttore di cui parla Brunella e che unisce le storie, seppur lontane tra loro, è nella loro italianità, nel momento storico che ha costretto queste persone a partire e della necessità di trovare un posto per loro.

“Tutti abbiamo il diritto di essere riconosciuti, di sentire il nostro peso nelle scelte, non solo politiche ma essere semplicemente padroni del nostro destino. Le persone intervistate e presenti in Emergency Exit sono tutte in contatto tra loro, molte sono diventati amici e anche se lontane si sentono abitualmente perché hanno qualcosa in comune. La vita è il filo conduttore che li unisce”.

Brunella sarà impegnata nelle prossime settimane alla realizzazione di un documentario indipendenti su una comunità di pescatori in Puglia . Nel frattempo, Emergency Exit chiuderà il suo percorso di festivals e proiezioni all’estero ed inizierà la sua distribuzione online, anche grazie alla web-series in lavorazione che, stando alla sua autrice, vuole rendere accessibile a quante più persone possibile.

La web-series ispirata al documentario, anch’essa low-budget e realizzata grazie al supporto del bando Principi Attivi e all’Apulia Film Commission, al momento si compone di una prima stagione formata da 4 episodi originali; ogni episodio ospita 2 o più storie di giovani italiani all’estero, ambientate in una nazione diversa, proprio come accade per i capitoli del documentario originale. I primi 4 episodi sono stati girati in Belgio (puntata pilota), Oman e Portogallo.

Il primo episodio sarà online da sabato 19 dicembre, dopo l’anteprima ufficiale al Cineporto di Bari: per quanto ci riguarda, saremo in prima fila con i popcorn.

Emergency Exit

Website – Trailer – Facebook – iTunes – Google Play

Stefano Broli

Stefano Broli

Director at Italian Kingdom
Direttore responsabile di Italian Kingdom, Stefano Broli è un Fotografo Leica Freelancer, Photo Editor e Vice-Direttore dello Youth Economic Summit London.
Stefano Broli