CinemaItaliaUK vi invita alla première di INFLUX

Dopo quasi due anni di attesa INFLUX, il documentario sulla community italiana a Londra del regista siciliano Luca Vullo, arriva al cinema e noi di CinemaItaliaUK siamo felici di ospitarne la première il 22 giugno al Genesis (ore 19).

La data è molto “calda” perché è quella che precede il referendum in cui gli inglesi sono chiamati a votare per decidere se rimanere o meno nell’Unione Europea e il dibattito con il regista che seguirà la proiezione non mancherà di interrogarsi su ciò che potrebbe accadere agli immigrati italiani ed europei in caso di Brexit.

Ma sarà anche una serata di grande festa, con il cinema e il bar aperti fino a mezzanotte per l’occasione e cibi e bevande all’insegna del meglio del made in Italy. Correte a prenotare i vostri bigliettiCi vediamo al cinema!

C’è una ragazza che cammina su una fune tesa nel vuoto, i passi lenti, calibrati. È un equilibrio non facile quello che cerca e ci vuole cautela, strategia. Senza, sa che cadrebbe, e il vuoto fa paura.

Ma voltarsi indietro non si può perché l’equilibrio subirebbe un ulteriore scossone e allora sì, che rischierebbe la caduta. E poi ormai ha cominciato, quei primi, incerti passi, sono forse i più difficili e tornare al punto di partenza sarebbe una sconfitta ancora più grande.

Influx racconta le storie di tanti equilibri. Equilibri che si sono rotti e mai ricomposti, equilibri precari, equilibri ritrovati, equilibri che esistono soltanto in sogno. Dietro a questi equilibri ci sono le storie, gli sguardi, i percorsi di decine di italiani che, negli anni, hanno lasciato il proprio Paese e sono approdati nel Regno Unito; tanti funamboli che ogni giorno camminano per le strade di Londra e seguendo quella corda immaginaria stanno costruendo qui la propria vita. Il futuro è incerto ma il presente, pur con le sue difficoltà, sembra contare di più.

Luca Vullo, regista di Influx e immigrato lui stesso, fa parte di questa variegata schiera di acrobati di cui prova a raccontare emozioni, ragioni, desideri e mancanze in una sorta di auto-analisi collettiva, come lui stesso ha definito questo lavoro. Un’esplorazione durata quasi due anni fatti di interviste, riprese, crowdfunding, decine di porte che si spalancano e altrettante chiuse in faccia.

La comunità degli italiani a Londra viene fotografata in tutta la sua varietà, da quelli “che ce l’hanno fatta” a chi è appena arrivato, dai VIP a coloro che hanno perso tutto, dalle istituzioni a qualche occhio inglese che, curioso, commenta dal di fuori.

Esuberanti, sbruffoni, intolleranti alle regole o sofferenti per la mancanza di, latini nell’animo, creativi, in fuga da una società chiusa, arretrata e giudicante. Tante (troppe?) volte incoscienti e impreparati, ma anche pieni di risorse inaspettate, di buona volontà, di talenti e voglia di rivalsa.

C’è, come è ovvio che sia, tutto e il contrario di tutto in questo ritratto pieno di sfumature e forse proprio per questo è impossibile non riconoscersi almeno in un piccolissimo dettaglio. Al di là della retorica politica di cui spesso si macchiano i documentari sull’argomento, Influx racconta bene l’umanità di questa larga fascia di connazionali che hanno fatto di Londra la propria casa. “Una città che se non divori, ti divora lei” come dice una ragazza dagli occhi profondi e pieni di incertezza.

Si parla di voglia di vivere, di desideri che è difficilissimo realizzare, che si ridimensionano o si fanno lontani (forse irraggiungibili) ma cui ci si attacca tenacemente. Si osservano facce soddisfatte, arrabbiate, fiere, nostalgiche, smarrite, attraverso una camera che parla di distanze, di solitudini piccole o sconfinate, ma anche di speranza e di senso di appartenenza, nonostante tutto.

Camere che inquadrano vuoti come pure sorrisi che si aprono improvvisi come caldi arcobaleni.

Si narra di un sogno che vale poco ma che è tutto quello che si ha e che forse potrà salvare, un giorno.

Lo seguiamo e seguiamo quei passi da ballerina col fiato sospeso perché vogliamo davvero sapere come andrà a finire, se ce la farà ad arrivare alla fine di quel viaggio un po’ folle o se finirà per cadere. Se la caduta farà male o riuscirà a rialzarsi col sorriso. Se, comunque vada, sarà un successo.

Facciamo il tifo per lei, facendo forte, fortissimo, il tifo per tutti noi.

Carlotta Tilli
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