CinemaItaliaUK ci porta alla scoperta dei vincitori del Festival di Cannes

Si è conclusa ieri sera la 69ª edizione del Festival di Cannes e noi di CinemaItaliaUK non potevamo certo lasciarvi senza la lista completi dei vincitori e un commento sulla presenza del cinema italiano sulla Croisette. A trionfare quest’anno è stato Ken Loach con il suo acclamatissimo I, Daniel Blake che gli è valso la seconda Palma d’oro, dieci anni dopo Il vento che accarezza l’erba. Scopriamo quindi chi sono stati i vincitori di questa edizione.

Miglior attore: Shahab Hosseini per Forushande (The Salesman) di Asghar Farhadi

Miglior attrice: Jaclyn Jose per Ma’ Rosa di Brillante Mendoza

Miglior regia: Olivier Assayas per Personal Shopper e Cristian Mungiu per Baccalaureat (Graduation)

Miglior sceneggiatura: Forushande (The Salesman) di Asghar Farhadi

Miglior cortometraggio: Timecode di Juanjo Gimenez

Miglior opera prima: Divines di Houda Benyamina

Palma d’oro alla carriera: Jean-Pierre Léaud

Premio della giuria: American Honey di Andrea Arnold

Grand prix speciale della giuria: Juste la fin du monde (It’s Only The End Of The World) di Xavier Dolan

Inizialmente per l’Italia questa edizione si era aperta con la profonda delusione di non avere nessun film selezionato per il Concorso Ufficiale ma il tempo è stato galantuomo e i nostri titoli, presenti in sezioni collaterali, hanno avuto la possibilità di farsi valere e ricevere meritatissime ovazioni.

Il titolo più rappresentativo è stato La pazza gioia, scelto alla Quinzaine des Réalisateurs, ritorno alla commedia di Paolo Virzì dopo il cupissimo Il capitale umano. Commedia amara, road movie dal sapore monicelliano, l’ultima fatica del regista livornese (con la collaborazione di Francesca Archibugi alla scrittura) racconta la fuga di due donne di diversissima estrazione sociale dalla casa di cura in cui sono ricoverate. Entrambe ritenute “disturbate” e socialmente pericolose, Beatrice e Donatella – questi i nomi delle protagoniste – partono alla ricerca di una pazza gioia che a loro pare essere stata negata. Da sempre attento valorizzatore dei suoi attori, Virzì anche stavolta fa centro grazie alle ottime prove di Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.

Dalla Quinzaine arriva anche un insolito Marco Bellocchio, alle prese con l’adattamento di un best seller “commerciale”, Fai bei sogni di Massimo Gramellini. Attraverso i suoi occhi, l’indagine psicologica del romanzo, incentrata sulla vera causa di morte della madre del protagonista, diventa una sorta di favola oscura, di viaggio attraverso una foresta di maschere rispettabili, ognuna con il suo lato oscuro, temi già presenti in Bellocchio, basti pensare a quel brillantissimo festival dell’ipocrisia che fu L’ora di religione. Intense le interpretazioni di Valerio Mastrandrea e Bérénice Bejo, positive e commosse le reazioni di pubblico e critica dopo la proiezione.

Claudio Giovannesi, tra i registi della seconda stagione di Gomorra, torna a dedicarsi gli ultimi, tema ricorrente nella sua giovane filmografia, con Fiore, storia d’amore tra due giovani sbandati, Dafne e Josh (Daphne Scoccia e Josciua Algeri, entrambi attori attori non professionisti), che si conoscono all’interno del carcere minorile in cui sono detenuti. Descritto dai critici come un film duro e poetico al contempo, Fiore sta facendo parlare di sé e c’è chi ha definito la giovane protagonista come la vera rivelazione del festival.

Nella sezione Un Certain Regard Stefano Mordini ha presentato invece il controverso Pericle il Nero, la cui gestazione è stata lunga e travagliata. Non deve essere stato facile trovare qualcuno disposto a scommettere finanziariamente sugli esiti della storia di un malavitoso che punisce con la violenza sessuale chi fa un torto al clan per cui lavora, e va fatto un applauso a Riccardo Scamarcio per la scelta di puntare su un personaggio così complesso e poco empatico. Fra i produttori del film figura Valeria Golino che ha fatto parte della giuria del Festival guidata da George Miller.

La Semaine de la Critique ha invece visto la comparsa di I tempi felici verranno presto, nuovo lavoro di Alessandro Comodin in cui due vicende, una ambientata in tempo di guerra e l’altra ai giorni nostri, si scoprono legate da un sottile filo in cui si intersecano i rapporti tra l’uomo e una natura primordiale che pare completamente fuori contesto nel nostro mondo civilizzato e tecnologico.

Non sono poi mancati gli omaggi a tre grandi capolavori del cinema italiano: Il sorpasso di Dino Risi, C’eravamo tanto amati del recentemente scomparso Ettore Scola (ricordato anche da CinemaItaliaUK con la proiezione del documentario a lui dedicato, Ridendo e scherzando. Ritratto di un regista all’italiana) e Signore e signori di Pietro Germi che 50 anni fa vinse la Palma d’oro.

Spenti i riflettori, salutiamo quindi la Croisette col suo cinema e il suo glamour, in attesa di tornarvi l’estate prossima per altre grandi occasioni e una settantesima edizione all’altezza del suo nome.

E chissà che non possiate vedere presto qualcuno di questi film nel programma di CinemaItaliaUK? Continuate a seguirci su Twitter e Facebook per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità e non mancate alla proiezione del prossimo 22 giugno!

Lorenzo Tamburini

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