Biglietti d’oro. I grandi incassi del cinema italiano

Ci siamo quasi, il film che ha sbancato al botteghino italiano battendo persino Star Wars sta per sbarcare a Londra! Venerdì 15 aprile CinemaItaliaUK in collaborazione con Taodue Film ospiterà la première di QUO VADO? con la partecipazione straordinaria di CHECCO ZALONE (Pasquale Luca Medici) al Genesis Cinema, per una grande serata prima del lancio nel film nelle sale inglesi di Vue Cinemas, a partire dal 22 aprile.

In poco più di un mese e mezzo dalla sua uscita in Italia, il giorno di Capodanno del 2016, Quo Vado? diretto da Gennaro Nunziante e scritto e interpretato da Pasquale Luca Medici (in arte Checco Zalone) ha incassato la sbalorditiva cifra di 65 milioni di euro, assestandosi come il maggior incasso della storia del cinema italiano. Il precedente primatista non l’ha presa troppo male. Era sempre Zalone che, con Sole a catinelle, aveva superato la soglia dei 51 milioni di euro nella stagione 2013, occupando anche il terzo posto con la sua opera seconda, Che bella giornata, uscita nel 2011 con oltre 43 milioni di incasso. Si tratta indubbiamente di un fenomeno che siamo ben lieti di ospitare a Londra.

In attesa di una serata ricca di divertimento e risate, è interessante ripercorrere la storia dei maggiori incassi del cinema italiano. Curiosi? Leggete qui!

Nella maggior parte dei casi si tratta di commedie, anche se non mancano gli exploit di alcuni film drammatici, soprattutto le grandi co-produzioni (Guerra e pace con Vittorio Gassman e Audrey Hepburn nel 1956, Il nome della rosa nel 1987 e L’ultimo imperatore l’anno successivo). Nel 1946, finita la guerra e riaperte le sale, il primo trionfatore è Aquila Nera (195 milioni dell’epoca), mix di avventura e dramma nella Russia ottocentesca. Due anni dopo è Totò a conquistare le classifiche con Fifa e arena (391 milioni), rendendo popolare la sua comicità surreale. Nel 1949, invece, Catene, diretto da Raffaello Matarazzo con la coppia Amedeo NazzariYvonne Sanson, incassa ben 735 milioni di lire, rendendo il trio una garanzia per drammi strappalacrime.

Gli anni ’50 sono gli anni del benessere. La guerra è lontana, il Paese sta tornando a crescere, la gente vuole ridere e premia le commedie, da Don Camillo (1 miliardo e mezzo) a Pane amore e fantasia (ben 2 miliardi e due seguiti di successo). E se non si ride, ci si stupisce con gli effetti speciali di Ulisse, prima co-produzione tra Hollywood e Cinecittà.

Nel 1960, La dolce vita, aiutato anche dall’alone di scandalo che lo circonda, porta a casa 1 miliardo e mezzo di lire. Seguiranno i successi di Divorzio all’italiana, Il sorpasso, Ieri, oggi, domani e Matrimonio all’italiana fino al successo dello spaghetti-western, prima con i titoli di Sergio Leone, successivamente con le comiche della coppia Bud Spencer-Terence Hill: Lo chiamavano Trinità nel 1970 incassa oltre tre miliardi di lire.

Spencer e Hill domineranno il decennio ’70 grazie a Continuavano a chiamarlo Trinità, Altrimenti ci arrabbiamo e I due superpiedi quasi piatti. Accanto al loro, nel 1975 ci sarà il trionfo degli scatenati Amici miei, le cui zingarate porteranno nelle sale quasi 15 milioni di italiani.

Nel 1980, Massimo Troisi, col suo esordio Ricomincio da tre (presentato lo scorso gennaio da CinemaItaliaUK al Regent Cinema), incassa quasi 13 miliardi di lire, rimanendo nelle sale per ben 600 giorni. Un risultato importantissimo, anche perché il cinema degli anni ’80 è in crisi e i grandi autori faticano a trovare chiavi di lettura come avevano fatto brillantemente negli anni ’60. Sono gli anni del trionfo di Adriano Celentano (Il burbero, Innamorato pazzo), ma c’è spazio anche per l’anarchia di Roberto Benigni, prima in tandem con Troisi con Non ci resta che piangere (15 miliardi) e poi con Il piccolo diavolo (36 miliardi).

Gli anni ’90 lo consacrano prima con Johnny Stecchino (42 miliardi) e poi con il trionfo mondiale de La vita è bella (60 miliardi), anche se sarà un altro toscano, Leonardo Pieraccioni, a prendersi il record del botteghino con i 70 miliardi de Il ciclone. Gli anni 2000 sono dominati dalla coppia Boldi – De Sica. I vari “cine-panettoni” totalizzano in media incassi sui 20 milioni di euro, diventando appuntamento fisso della stagione natalizia. La separazione della coppia porterà a un indebolimento dei loro incassi, lasciando spazio a opere ugualmente leggere ma meno grevi come Benvenuti al Sud (quasi 30 milioni di incasso) fino all’avvento di Zalone.

Al pubblico italiano piace ridere, che sia di qualcuno o ancora meglio di se stesso. Ci auguriamo che possa riuscire a farlo sempre, magari imparando anche qualcosa da queste divertenti commedie.

E se anche a voi piace ridere, non mancate all’appuntamento con Checco Zalone e il suo QUO VADO? venerdì 15 aprile al Genesis Cinema (ore 18.30). I biglietti sono quasi sold out, correte a prenotare il vostro! E seguite CinemaItaliaUK sulla nostra pagina Facebook e su Twitter.

Lorenzo Tamburini

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