Noi e la Giulia – Recensione

Ci sono un venditore, un truffatore, un comunista, una ragazza incinta e un pessimo ristoratore che..
Quello che sembra l’inizio della più classica barzelletta italiana sul costume nostrano (o di un cine-panettone) è invece la condizione di esistenza di Noi e la Giulia, terzo film di Edoardo Leo.

Abbiamo avuto il piacere di assistere alla proiezione del film in occasione dell’evento (sold-out) organizzato da CinemaItaliaUk al Genesis Cinema di Londra, oltre che beneficiare (approfittare n.d.r.) del rinfresco a cura delle ragazze di Donna Fügassa. Il film sarà inoltre in replica al JW3 il 16 Dicembre.

Qualche foto della serata

Io sono un commediante e perciò tendo a raccontare delle storie attraverso la lente deformante della commedia. In questo caso mi premeva mostrare la possibilità di cambiare la propria vita attraverso un piano B e alla stesso tempo il confronto con un Paese che te lo impedisce. Il libro Giulia 1300 e altri miracoli mi è sembrato una fotografia perfetta del nostro presente.

Edoardo Leo, regista di Noi e la Giulia

Noi e la Giulia è un film intelligente, talvolta sobrio, talvolta critico in grado di strappare più di una risata senza la necessità di abbassare il suo registro. Una storia di maturità per un gruppo di “falliti” che si uniscono in nome di un piano B per le loro vite: aprire un agriturismo. I loro progetti però sono destinati a incontrarsi e scontrarsi con il passato che torna, la camorra e una Alfa Giulia 1300.

Quella che potrebbe essere una commedia di situazione diventa per estensione una storia comica nella situazione tragica italiana dove non ci si sforza a ridere, si ride davvero, anche e sopratutto grazie al lavoro corale dei suoi interpreti, su tutti Claudio Amendola e Carlo Buccirosso. Seppur scivolando a volte nella parodia del personaggio, alcuni momenti del film  ricordano gli intrecci de I soliti ignoti, con la dovuta cautela di un palcoscenico non neo-realista e ricordando più il cinema classico italiano che quello post-Aldo, Giovanni e Giacomo.

Edoardo Leo, oltre che nei panni di Fausto, truffatore, fascista e nemesi di Amendola nel film, risulta essere perfettamente a suo agio al timone di regia, riuscendo nel non facile compito di non raccontare una fiaba moderna ma una storia possibile.

Così, tra falci e martelli, Playstation e marce indietro, il gruppo affronta il percorso di crescita e riflessione che cambierebbe l’Italia e che li trasforma in eroi, anche solo per un giorno, lasciando allo spettatore il sorriso e un motivo per applaudire.

Guardatelo se:

Sapete la differenza tra I soliti ignoti e I soliti idioti.
Cercate una buona commedia italiana.
Avete auto-ironia.

Stefano Broli

Stefano Broli

Director at Italian Kingdom
Direttore responsabile di Italian Kingdom, Stefano Broli è un Fotografo Leica Freelancer, Photo Editor e Vice-Direttore dello Youth Economic Summit London.
Stefano Broli