La forza ispiratrice dell’evento TEDxBrixton

Sabato 10 Ottobre si è svolta a Londra TEDxBrixton. Sedici speakers, con le loro TEDtalks, hanno acceso per il terzo anno consecutivo i riflettori su Brixton. Il tema di quest’anno, ‘caleidoscopio’, ha dipinto un ritratto del quartiere come mosaico di culture, idee e racconti.

Può un solo giorno cambiarvi la vita? Dopo un sabato denso di idee, di fratellanza e di sfide passato ad ascoltare i sedici speakers di TEDxBrixton, posso dire proprio di sì. Vi scrivo a letto con forti sintomi di “TEDache”, mal di testa dato dall’aver imparato troppo nello spazio di una giornata di TEDTalks. Ecco perché eventi come questo, a cui ho potuto partecipare grazie al mio lavoro di press officer a Manifest London, possono cambiare il vostro modo di vivere e pensare.

TED è un’organizzazione non profit che mira a diffondere idee rivoluzionarie attraverso brevi ed emozionanti discorsi che di solito non durano più di diciotto minuti. TED nasce nel 1984 come una conferenza sulla tecnologia, l’intrattenimento e il design. Ora le TEDTalks trattano qualsiasi argomento in più di 100 lingue e gli eventi TEDx portano avanti il loro messaggio a livello locale.

Organizzato per la prima volta nell’estate del 2013, TEDxBrixton è stato fondato da Stephanie Busari e ha l’obiettivo di condividere l’innovazione, le idee e il caleidoscopio di culture e lingue di Brixton col resto di Londra e il resto del mondo. La ‘x’ in TEDx sta per ‘evento TED organizzato da volontari’.

TEDxBrixton è stata una giornata di talks attuali, emozionanti e ispiratrici. Pionieri in settori che andavano dalla scienza alla tecnologia passando per la medicina, lo sport, la psicologia e i diritti della comunità LGBT, gli speakers si sono mostrati unici, ma umili, sempre pronti ad abbracciarti alla fine del loro discorso.

Durante l’evento, la giornalista Isabelle O’Carroll ha parlato delle pazzie che facciamo in nome delle cotte trattando lo scabroso binomio delle donne e del desiderio sessuale. Tra il serio e il faceto, Isabelle ci ha fatto riflettere sul perché solo le donne hanno cotte ossessive, dicendo:

«Sin dalla più tenera età, la società ci fa pensare che desiderare qualcuno sessualmente sia sbagliato per una donna»

Isabelle ha spiegato al pubblico che la nostra società pretende troppo dalle donne, che non devono essere né troppo promiscue né troppo timide: devono essere perfette. Il risultato di queste pretese le porta a nascondere il desiderio sessuale e a trasformarlo in una cotta.

Nella più emozionante talk della giornata, l’attivista Pakistano trans Sabah Choudrey ha esplorato il concetto di ‘disforia culturale’, o la sensazione sconfortante di sentire che la propria personalità è fuori luogo rispetto alla cultura di cui si fa parte. Sabah ha ricevuto una serie di standing ovation e ha detto:

«Dobbiamo distruggere l’idea che bisogna per forza distruggere una parte di noi stessi per trovare il resto»

Sabah ha condiviso col pubblico la sua storia di ribellione, scoperta e accettazione della propria sessualità e ha incoraggiato il pubblico e la società a trovare modelli da imitare di tutti i tipi, non solo per le persone bianche e eterosessuali.

Il poeta Inua Ellams ha riflettuto sull’idea della mascolinità e su come questa gravi sulla salute mentale degli uomini di colore: «Le donne cercano aiuto, gli uomini muoiono». Inua ha incoraggiato il pubblico a cercare aiuto rivolgendosi a uno psichiatra quando necessario, portando alla luce il pregiudizio sulla salute mentale.

Alex Lambert, che lavora nell’industria delle comunicazioni e della tecnologia, ha parlato del potere delle email: in una realtà dove vieni ancora giudicato per il tuo accento, la tua famiglia, il colore della tua pelle, le email ti permettono di far conoscere le tue idee senza incorrere in pregiudizi. Ha detto:

«Le buone idee possono venire da posti che non conosciamo o che non ci aspettiamo di dover considerare»

Il capo dell’organizzazione Brixton Pound Binki Taylor ci ha illuminato sulla possibilità di cambiare la società con semplici gesti volti a suscitare un senso d’appartenenza. Binki ha chiesto a tutti i membri del pubblico di stringere la mano del proprio vicino per capire ed essere in stretto contatto con le idee e l’identità di ogni partecipante.

Steadman Scott, fondatore dell’associazione sportiva Afewee, ha condiviso la sua esperienza di criminale convertito in attivista che aiuta i teenager a trovare un futuro migliore tramite lo sport. Rebecca Trevalyan, co-fondatrice dell’associazione The Library of Things, ha spiegato che la sua associazione incoraggia a condividere qualsiasi prodotto invece di comprarlo e ha sfidato tutti a iniziare il progetto che continuano a rimandare:

«Qual è il progetto che sogni di iniziare? Che cosa ti impedisce di iniziarlo? Come hai intenzione di trasformarlo nel tuo lavoro?»

A TEDxBrixton non sono mancate talks di argomento scientifico: il Professor Roi Cohen Kadosh ha parlato di ‘brain hacking’, una tecnica indolore che stimola il cervello per migliorare le sue capacità cognitive, mentre la ricercatrice Lata Govada ci ha spiegato come i cristalli proteici curano le malattie.

L’evento di Stephanie Busari ci ha fatto sentire inadeguati e ispirati allo stesso tempo: ci siamo tutti sentiti indegni rispetto ai fantastici speaker, ma ci siamo anche sentiti parte della loro vita e di quest’iniziativa, che ha creato un senso di comunità e integrazione unico, davvero difficile da percepire quando si cammina, anonimi, per le strade affollate di Londra. Come si fa a dormire dopo una giornata così?

Pictures: Carolina Are, TEDxBrixton

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.