“Fear of the dark”: i timori degli italiani del Regno Unito dopo il Brexit

Fear of the Dark

Parafrasando il titolo della famosissima canzone degli Iron Maiden, il popolo degli italiani in UK sta guardando con particolare timore al proprio futuro dopo il risultato della Brexit.
Il voto con cui i britannici hanno deciso che il Regno Unito dovrà uscire dall’Unione Europea, ha destato non poca meraviglia in tutto il mondo. Gli organi di informazione hanno provato ad analizzare quanto accaduto e gli inviati in UK hanno espresso la loro meraviglia.
Pienamente in accordo con loro anche le centinaia di migliaia di italiani che vivono al di là del Canale della Manica.
Certo, se si considera che oltre l’80% dei nostri connazionali vive tra Londra, Edimburgo, Glasgow e Manchester, si comprende facilmente lo stupore scaturito dalla vittoria del “Leave“. L’accoglienza ricevuta qui nell’ultimo secolo, le opportunità che questa terra ha dato senza troppi pregiudizi e l’idea di vivere in un melting-pot, non lasciavano certamente presagire l’esito del voto.
Quanto accaduto nel Regno Unito ha sicuramente tolto il velo ad una realtà parallela e, per la prima volta, molti italiani in UK hanno timore di sentirsi stranieri o almeno di essere considerati tali.
Cosa accadrà ora?
Se da una parte, è quasi del tutto da escludersi l’eventualità di espulsioni di massa, dall’altra, la principale preoccupazione riguarda l’eventuale abbassamento di diritti di mobilità che l’uscita dall’UE potrebbe scaturire. C’è poi da considerare che il valore dei risparmi accumulati nel Regno Unito con il favorevole cambio sterlina-euro rischia seriamente di scendere. Non si dimentichi poi la condizione degli studenti italiani ed europei che possono permettersi di frequentare a prezzi agevolati, o addirittura gratuitamente sfruttando il prestito SAAS, le università britanniche che oggi rischierebbero di pagare le altissime rette riservate agli extracomunitari.
Uk after Brexit
Preoccupazioni tutte reali e motivate, ma ci sono da analizzare alcuni altri fattori che lasciano intravedere interessanti prospettive.
La prima è quella dell’analisi del voto: Londra, Scozia ed Irlanda del Nord hanno votato con ampia maggioranza per restare nell’Unione Europea. Il resto dell’Inghilterra e il Galles hanno invece deciso di lasciare Bruxelles portando con loro la maggioranza dei voti che ha sancito la vittoria del Leave. Importanti poi, sono state le reazioni immediatamente successive. Innanzitutto quella immediata dei londinesi, e poi quelle di milioni di persone che, da tutto il Regno Unito, si son dichiarate disposte a firmare la richiesta di un nuovo referendum.
C’è poi da considerare l’incertezza della decisione del parlamento che deve decretare ufficialmente l’uscita dall’Unione Europea, ma che sembra propenso a cercare qualche appiglio per rimandare la decisione definitiva. Importanti e rassicuranti anche le parole del primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, che ha dichiarato di voler restare in Europa ringraziando le decine di migliaia di stranieri che vivono nella terra di William Wallace, minacciando addirittura un nuovo referendum per l’indipendenza dalla Scozia.
Anche dalla stessa Londra sembrano arrivare voci di una paventata uscita dall’Inghilterra per restare in Europa, ma qui la situazione si complicherebbe ulteriormente.
Insomma, tra timori e speranze, la vita di tutti i giorni in UK continua senza particolari cambiamenti, almeno per ora. Resta però vivo un ultimo ulteriore interrogativo che riguarda l’eventualità di un annullamento del referendum sulla Brexit, paventato per il mancato raggiungimento del 75% degli aventi diritti al voto. Sarebbe infatti la seconda volta in meno di dodici mesi che un popolo dell’Unione Europea decide, mediante il democratico sistema referendario, di abbandonare Bruxelles e l’UE. Come un deja-vous torna alla memoria il caso della Grecia di un anno fa, con il voto popolare poi ribaltato dalla decisione del premier Tsipras di accordarsi con il cancelliere tedesco.
Per la seconda volta la politica deciderebbe di virare la decisione della maggioranza verso un porto sicuramente meno pericoloso, ma innegabilmente anche meno democratico.
(Articolo a cura di Stefano Peccerillo)

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom