Tutto quello che avreste voluto sapere sul pesce d’Aprile (…)

Origine, storia e tradizioni del pesce più burlone del mondo, ovvero tutto quello che avreste voluto sapere sul pesce d’Aprile ma di cui forse avreste fatto anche a meno.

«Siete così stupidi che se vi dicessi che gli spaghetti crescono sugli alberi ci credereste!», il rimprovero antipatico di una maestra ai suoi alunni in tempi in cui ai docenti era ancora socialmente permessa una severità scevra da eufemismi. Di certo non si aspettava che fra i suoi allievi ci fosse un futuro reporter della BBC, né che il suo commento sarebbe passato alla storia diventando lo spunto per uno dei “pesci d’Aprile” più famoso al mondo.

Il 1 Aprile del 1957 il programma di attualità della BBC Panorama mandava in onda un servizio di tre minuti su una famiglia svizzera dedita alla raccolta di spaghetti; dopo l’inverno, la natura rifioriva e anche gli alberi di spaghetti – la cui produzione nel canton Ticino non era paragonabile a quella estensiva lungo gli argini del Po – davano finalmente i frutti tanto attesi. Nell’Inghilterra degli anni ’50 la pasta non era certamente un alimento comune, e in centinaia telefonarono all’emittente radiofonica per avere informazioni su come avere la propria coltivazione personale di spaghetti: «Mettetene un pugno in un barattolo di salsa al pomodoro e sperate per il meglio» ebbero come risposta gli utenti derisi.

Ma dove e quando nasce la tradizione del pesce d’Aprile? Le origini di questa tradizione sono incerte, ma l’ipotesi più probabile fa risalire la ricorrenza al 1582, quando papa Gregorio XIII sostituì il calendario giuliano allora in uso basato sull’anno solare con un nuovo calendario basato sull’anno astronomico, anticipando così fra le altre modifiche il capodanno di ben tre mesi. Quest’ultimo infatti, cadeva fra il 25 marzo e il 1 aprile in corrispondenza dell’equinozio di primavera ed era usanza scambiarsi doni per l’occasione. Da qui sarebbe nata l’usanza di fare finti regali a coloro che proprio non riuscivano ad adattarsi alla nuova data nuovo, ovvero gli “sciocchi d’Aprile”.

Ci si potrebbe poi chiedere cosa c’entrino i pesci con gli scherzi; anche su questo punto le ipotesi si sprecano. C’è chi vi ci legge dietro l’influenza delle stelle, leggendo nell’uscita del sole dalla costellazione dei pesci in corrispondenza dell’equinozio di primavera l’eziologia del nome; e c’è invece chi preferisce rifarsi alla cultura popolare, che chiama in causa la presunta scarsa intelligenza del pesce che abbocca facilmente all’esca, come gli ingenui abboccano a tutti gli scherzi.

Va detto però che il nome pesce d’aprile si trova solo nella versione italiana e in quella francese (poisson d’avril). I Britannici optano per il più diretto April Fool’s Day, i tedeschi per il più diplomatico Aprilscherz, “scherzo di aprile”. Gli Scozzesi lo festeggiano in più puntate: il primo aprile festeggiano infatti il Gowkie Day, ovvero il giorno del cuculo, animale simbolo degli sciocchi e dei pazzi – come Kubrick ci insegna – e proseguono il giorno successivo con il Taily Day, il giorno delle natiche, in cui sulla schiena dei malcapitati viene appeso un bigliettino che recita “Kick me”. Ancora più fastidiosa la tradizione portoghese, che festeggia la ricorrenza la domenica e il lunedì prima della Quaresima gettando interi pacchi di farina sugli “amici”.

Se siete particolarmente allergici agli scherzi e avete prenotato un viaggio in India per evitare di trovarvi malmenati, infarinati o con la schiena più piena di annunci di una bacheca universitaria, sappiate che neanche questo vi salverà: il 31 marzo viene infatti celebrato il ritorno della primavera con una festa che prende il nome di Huli. E cosa c’è di meglio per festeggiare e ridere in compagnia se non facendosi scherzi a vicenda?