Violetta Lima

Violetta Lima, co-founder e blogger di Websista.it, social media manager e responsabile della comunicazione in UK per Pop Up Market Sicily.

“Mi sono trasferita a Londra tre anni fa per seguire mio marito. Lui avrebbe iniziato a lavorare per Google London e io mi sono semplicemente portata dietro tutto quello che avevo già iniziato in Sicilia. È stato piuttosto facile, mi sono bastati un pc e una connessione a banda larga. Ai tempi abbiamo preferito Londra a Zurigo, non solo per ovvie ragioni linguistiche – il tedesco non mi ha mai particolarmente affascinata, per usare un eufemismo – ma anche perché Londra ci sembrava più viva, dinamica, accogliente, oltre che dalle mille opportunità. Adesso stringerei la mano alla me stessa di tre anni fa: «Well done my dear!»

La ricerca della casa è uno dei primi inevitabili step e il primo scoglio da superare una volta arrivati a Londra. Per quanto sia una fase stressante e a volte traumatica ha anche i suoi lati positivi: si sta sempre con una mappa davanti agli occhi, si gira tanto, si studiano linee della metro, overground, bus e DLR, si spulciano classifiche sui vari quartieri, graduatorie sulla Council Tax, si leggono forum e siti – come Italian Kingdom – con le storie di altri italiani arrivati prima di te, e senza nemmeno accorgersene si finisce per conoscere buona parte di quella città che, per tua scelta, diventerà la tua nuova casa. 

Non credo che Londra abbia cambiato la mia personalità: resto ‛quintessentially Italian’ nel mio sorridere molto, di gesticolare mentre parlo o conversare nella metro proprio come farei in Italia, ma sento che vivere qui ha cambiato le mie aspettative e le mie prospettive. Apprezzo molto la considerazione che gli inglesi hanno dei consumatori e del concetto di soddisfazione del cliente: è possibile lamentarsi per un servizio non all’altezza delle aspettative o per un totale disservizio, non solo per sfogarsi e liberarsi dalla frustrazione momentanea che ne deriva – unica cosa che ci è data da fare in Italia – ma anche e soprattutto per ottenere un concreto e tangibile gesto di riparazione, fossero anche delle semplici scuse. 

Il cambio di prospettive è legato anche alla mia soddisfazione più grande, l’aver portato a Londra in uno dei market più conosciuti e frequentati, quello di Spitalfields, un pezzo della mia Sicilia con la prima edizione londinese del Pop Up Market Sicily. Ci siamo presentati con una buona idea e un piano, abbiamo lavorato con impegno e passione, e ci è stata data una grande possibilità, senza raccomandazioni o il ‛chi conosce chi italiano’, senza vie traverse. Come dovrebbe andare sempre, insomma. E adesso lavoriamo già alla prossima edizione! Spitalfields, quindi, com’è facile dedurre, è il mio luogo ‛speciale’ di Londra, in cui ho visto realizzarsi un progetto made in Sicily, di cui sono anch’io parte attiva.

La nostalgia è inevitabile, anzi sarebbe strano il contrario! Mantengo un forte legame con la Sicilia; la mia famiglia, i miei amici, i miei luoghi sono tutti lì, e li porto sempre con me. Alla fine noi siamo come un albero: per poter crescere forti e alti, con rami lunghi e rigogliosi, non possiamo fare a meno di radici profonde e altrettanto salde. Come mi piace sempre dire: sono prima Siciliana, poi Italiana… e adesso Inglese d’adozione. 

Ad un italiano con un biglietto per Londra già fatto consiglierei di non ripensarci, di buttarsi in quest’avventura, che fosse solo per qualche settimana, mese, anno, o di sola andata. Non importa, buttati. Le occasioni giuste per noi sono tali solo se le cogliamo e abbiamo il coraggio di provare. Informati prima di partire, chiedi tanto, a tutti, sui social o via mail; tutte le informazioni che ti servono sono a portata di click oramai sia in inglese sia in italiano. Prendi tutto quello che di positivo Londra offre: mostre, musei, cultura, culture, opportunità. Per il sole puoi sempre tornare in Italia appena vorrai.

Una volta, al controllo passaporti, un addetto alla sicurezza mi chiese se stessi tornando in Italia dopo una vacanza in UK. Risposi che sono siciliana – cioè italiana (ride n.d.r.) – ma che vivo a Londra, e lui mi disse: «Buon per te, vuol dire che adesso hai due posti da chiamare casa». Per ora casa è a Londra e nei prossimi anni resteremo qui: ci sono altre occasioni da cogliere e progetti da realizzare. Però mi immagino tra venti-tren’anni in una masseria nel ragusano, a godermi mare, sole e buon cibo. Un meritato ritorno alle radici”. 

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom