Stefania Totaro

Stefania Totaro, office assistant presso una casa d’aste di monete antiche.

“Cosa faccio nella vita? Sopravvivo! No scherzo… (ride ndr) Ho appena finito un internship presso la Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito, dove lavoravo nel Dipartimento di Innovazione e Investimenti. È stata una bella esperienza, che mi ha insegnato tanto. A settembre invece inizierò un altro lavoro in una casa d’aste di monete antiche, come office assistant. 

Mi sono trasferita a Londra più che altro perché è andata così. Vivevo sulla costa inglese da un annetto, dove lavoravo come volontaria in un centro conferenze cristiano, un’esperienza che rifarei cento volte ancora. Verso la fine dell’anno ho iniziato a mandare tonnellate di curriculum, in Italia ed in Inghilterra, e quello mandato alla Camera di Commercio di Londra è stato quello definitivo: a febbraio mi sono trasferita nella grande City. Il primissimo passo: trovare un tetto sopra la mia testa. Impresa ardua fin dall’inizio, e io che pensavo che Milano, la città dove sono nata, fosse una città difficile. Una passeggiata in confronto alla capitale inglese. Secondo passo: capire la città, tutto della città: come muoversi, come parlare e come comportarsi senza risultare la tipica straniera completamente persa nel suo piccolo mondo. Terzo passo: trovare buoni amici. Fondamentali punti di riferimento in una città che è capace di farti dimenticare anche perché ti sei trasferito.

Mi chiedi le difficoltà che ho avuto… Riassumo in poche parole: le case – ne ho girate più a Londra che in tutta la mia vita in Italia – e credo la solitudine – è strano sentirsi soli con tutte quelle persone attorno. In compenso, iniziare a costruire la propria vita è una grande soddisfazione. Non penso che Londra abbia cambiato la mia personalità: sicuramente questa esperienza mi ha insegnato a essere indipendente, a cavarmela da sola. A buttarmi, essere più elastica e pronta a tutto. A saper accettare le sconfitte, e anche a godermi le piccole vittorie. Più di tutto, sto imparando a dipendere solo da Dio, e non dalle circostanze intorno a me.

Tra i luoghi di Londra che mi sono cari c’è sicuramente la stazione di London Victoria, dove vado praticamente tutti i weekend a prendere il treno verso sud, dove vive l’uomo della mia vita! Se ho nostalgia dell’Italia? No, ma va’, oramai me la sono dimenticata l’Italia! (Leggi: tecnica di auto-convincimento per continuare a vivere sereni a Londra. Realtà dei fatti: mi manca tantissimo).

A un italiano pronto per la partenza indicherei il link sul sito della Ryanair per chiedere il rimborso… (scherzo! :P) Vieni qui pronto ad affrontare una sfida, prefiggiti degli obiettivi e perseguili una volta a Londra. E magari trovati una casa e un lavoro prima di venire, ti eviterai una quantità non indifferente di problemi (e di perdita di soldi). P.s. sapere la lingua, almeno un minimo, è altamente consigliabile e, perché no, conoscere anche un po di abitudini inglesi non guasta. (Hai progetti per il futuro? ndr) Restare, per ora.”

IK

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