Stefania Passamonte

Stefania Passamonte, concertista e direttore artistico della stagione concertistica dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

“La mia, più che una scelta, è stata dettata dal destino. Terminata la laurea in legge e il master in concertismo avevo una vita ben pianificata in Italia. Poi arrivò l’invito irrefutabile per un corso postgraduate di pianoforte alla mitica Royal Academy of Music di Londra che mi catapultò sulla scena musicale internazionale, e da lì non c’è più stata occasione per ritornare.

Quando arrivai a Londra non conoscevo nessuno, ed ero la prima italiana ad essere ammessa alla Royal Academy dopo parecchi anni. Ricordo bene il primo giorno alla Royal: dopo il discorso di apertura dell’anno accademico, rimasi affascinata dai tanti gruppi di studenti, da quello dei giapponesi che si parlavano inchinandosi a vicenda, il gruppo più formale dei tedeschi, quello chiassoso degli australiani. In quel momento mi sentì molto sola; ripensando a quello che avevo lasciato in Italia e chiedendomi se avessi fatto la scelta giusta. 

Fu proprio questa la difficoltà maggiore che incontrai agli inizi: il non avere amici italiani che alleviassero la mia nostalgia di casa e, insieme a questo, lo smettere di pensare che tutti avessero i nostri valori o il nostro modo di reagire alle situazioni. All’improvviso mi ritrovai senza nessun appiglio relazionale e a dover combattere con incomprensioni o rancori creati unicamente da un problema di traduzione e tradizione culturale.

Poi iniziarono quelle amicizie che mi aprirono gli occhi sulla realtà a discapito degli stereotipi, partendo dai carissimi amici francesi e spagnoli – coi quali le cene diventavano un’autentica sfida a chi avesse il vino migliore: diciamo che da allora bevo solo spumante italiano (ride a crepapelle n.d.r) – per continuare con i tedeschi dai divertentissimi estremi contraddittori – filosofi e poeti rigidissimi che nelle partite di calcio rimanevano genuinamente stupiti sui miei inutili commenti di fantasia – i russi con le loro feste alla Dostoyevsky e la passione per la canzone napoletana, i giapponesi, i cinesi… tutti raccontavano la loro vita prima di arrivare a Londra. Molte delle loro storie somigliavano a quelle che avevo trovato nei libri ma che raccontate in prima persona dai loro protagonisti, cambiarono per sempre il mio modo di guardare agli altri e soprattutto mi svelarono quanto sono fortunata ad essere italiana! 

Avrò sempre nostalgia del mio paese, sempre. L’Italia è nel cuore, nel mio carattere, nel mio modo di fare, nella maniera di guardare alla vita. Sono dodici anni che vivo a Londra, ma dodici anni in cui ammetto con fierezza di essere italiana e di rappresentare il “made in Italy” in tutti i sensi. 

Arrivai a Londra da sola e dal nulla creai un’accademia di musica che organizza masterclass internazionali al Royal Collage of Music e che attrae allievi da tutto il mondo, oltre ad una casa discografica che mi ha portata sul tappeto rosso dei Grammy’s e dei Classic BRITS Awards. Ma i progetti per il futuro non finiscono mai: Londra è una città che mi ispira a sognare. Nel futuro immediato ci sono la nuova stagione concertistica all’Istituto Italiano di Cultura, il nuovo album che registrerò a luglio e una nuova collaborazione in Europa per l’esportazione del mio modello di masterclass di pianoforte.

La mia settimana tipo è lunga un mese, o meglio un anno londinese, non c’è settimana uguale all’altra. Ogni volta mi dico che la prossima sarà più tranquilla e invece nuove opportunità o sorprese arrivano dalle direzioni più inaspettate, tanto che non so dire se resterò qui, tornerò in Italia o andrò altrove.

Il futuro è davvero imprevedibile: dodici anni fa non avrei mai immaginato di essere ancora qui, di avere fatto così tanto e di avere ancora così tanto da fare. La verità è che bisogna prendere la vita e le sue occasioni così come vengono. Mi sembra che il mio destino punti a farmi restare qui, ma se dovessi tornare so che questa esperienza mi farebbe creare altrettanto in Italia.

Per cui a te, connazionale in partenza, consiglio di partire leggero perché quando si arriva a Londra non avrai bisogno di almeno metà di quello che si pensa di dover portare, sia mentalmente che praticamente. Londra è una città apparentemente fredda e competitiva ma se hai voglia di fare e le regali idee nuove o un impegno onesto, sa ripagarti con una generosità tale da superare le tue più rosee aspettative.”

www.stefaniapassamonte.com

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom