Silvia Serpino

Silvia Serpino, 25 anni, Project Coordinator in un agenzia di traduzione.

“Ho studiato Lettere Classiche a Bari e Traduzione e Interpretariato a Genova, dove mi sono laureata a Dicembre. Le mie lingue di specializzazione sono Inglese e Tedesco: dopo l’anno di Erasmus in Germania, avevo voglia di un’esperienza in un Paese anglosassone, quindi ho colto al volo la possibilità della borsa Erasmus Placement.

La nostalgia per l’Italia va a  momenti. Questa è una fase di transizione per me: non essendo il trasferimento definitivo, non può esserlo neanche la nostalgia. A volte penso alle uscite con i miei amici, ma poi mi rendo conto che presto anche loro andranno via dalla mia città e cerco di scacciare la malinconia. Più di tutti, mi manca la mia nipotina Eva: ha da poco compiuto un anno e non posso vederla scoprire il mondo giorno per giorno. Per fortuna c’è FaceTime: se smettesse di riconoscermi, penso che salirei sul primo aereo per tornare a casa!

Per quanto riguarda il mio arrivo a Londra posso dire di essere stata fortunata: mio cugino abita qui da qualche anno e ho avuto un tetto da subito. Sono arrivata di notte, da sola, e la strada di casa sua mi ha ricordato una delle scene di Mary Poppins: l’ho preso come un segno di positività e un pizzico di magia infantile, nonostante avessi paura che la dimensione metropolitana mi avrebbe fagocitato. Negli ultimi anni ho cambiato città spesso e ho sempre viaggiato tanto, tuttavia qui era evidente che i ritmi fossero completamente diversi. La mattina continuo a osservare la gente sulla metro e un po’ rido sotto i baffi, come i primi giorni: tutti vestiti uguali, che sopportano di stare schiacciati come sardine per andare ad ammattire nei loro uffici e poi godersi non si sa bene come i loro soldi.

Non credo che Londra abbia cambiato la mia personalità al momento: sono consapevole del fatto che le persone qui sono diffidenti, anche quelli che vengono dal tuo stesso Paese, perché dopo un po’ capisci che tutti vanno e vengono e cerchi di non affezionarti troppo. Sto cercando di mantenere un equilibrio da questo punto di vista per non snaturarmi e questo sembra ripagarmi: nel Pret a Manger dove pranzo sempre sotto il mio ufficio, mi offrono cose gratis di continuo per il semplice fatto che sorrido e mi piace chiacchierare coi ragazzi che ci lavorano! Di sicuro ho capito che devo adattarmi ed essere paziente: non si può avere tutto in una volta.

Adesso che il tirocinio si è trasformato in un lavoro vero e proprio a tempo indeterminato, ho dovuto trovare una casa per me (ero stata ospite da mio cugino finora): la situazione immobiliare qui è ridicola. Le case in zona 1 costano un sacco di soldi solo per la posizione, ma vi sfido a trovarne una che abbia delle finestre giudicabili moderne o un semplice rubinetto che misceli la temperatura dell’acqua. Inevitabilmente ti sposti in zone più periferiche, rimettendoci però con i trasporti. È una sfida trovare qualcosa di decente che coniughi vicinanza al lavoro, decenza della casa, rapporto coinquilini/bagni accettabile. Io purtroppo sull’ordine e la pulizia non mi so molto adattare, quindi per me questo ha rappresentato un grosso problema.

Senz’altro la mia soddisfazione più grande è stata il fatto che mi abbiano offerto di restare. Io non ci ho provato neanche a cercare un lavoro, la vedevo come un’esperienza di 3 mesi e basta, pensavo di trasferirmi a Milano per un tirocinio. Invece la mia superiore, un mese prima che terminassi il tirocinio, ha iniziato a caldeggiare l’ipotesi di assumermi e ha insistito con il direttore della compagnia affinché venisse creata una posizione per me. Tutti i colleghi della mia squadra si sono affezionati a me e sono stati felicissimi quando ho accettato di restare.

Dal lunedì al venerdì lavoro 9-17 e anche oltre. La sera quando torno a casa mi rilasso cucinando, è una cosa che mi piace molto, anche perché andare a fare la spesa mi consente ogni sera di farmi una passeggiata fino al supermercato. È uno dei pochi momenti in cui posso stare all’aria aperta, a Londra finisce che passi almeno un’ora sottoterra in metro A/R e poi chiuso nelle quattro mura dell’ufficio. Il fine settimana mi piace uscire e scoprire locali nuovi. Mi piace il fatto che qui ci siano mille possibilità diverse. Se non esco la sera, mi piace esplorare la città per quartieri.

Se stai per trasferirti a Londra, cerca di rimanere il più spensierato possibile e di goderti la magnifica possibilità di passare un periodo in questa città, comunque si evolva il tuo soggiorno. Non sai mai cosa può succedere!

Per ora resto a Londra e vedo cos’altro succede. È ancora presto per me per dire ‘Questa è casa mia’, ho voglia di viaggiare e provare nuovi posti. A Londra ci sono sempre opportunità e penso che potrei comunque tornarci prima o poi.”

IK

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