Salvatore Scellato

Salvo Scellato, senior software engineer presso Google.

“Mi occupo del servizio di geo localizzazione per la piattaforma Android. La decisione di trasferirmi a Londra è stata la conseguenza diretta del voler lavorare per Google ma restando in Europa, senza andare negli USA. Quando mi hanno assunto mi hanno dato la possibilità di scegliere tra l’ufficio di Zurigo e quello di Londra, ma Zurigo è molto più noiosa di Londra! A dire la verità vivevo nel Regno Unito prima ancora di lavorare per Google, ma non a Londra bensì a Cambridge, e questo ha sicuramente molto influenzato la mia scelta. 

Appena arrivato a Londra si è immediatamente posto il dilemma del dove abitare. Ci sono così tanti quartieri diversi, ciascuno con un’atmosfera particolare e una serie diversa di vantaggi e svantaggi. Far combaciare costo, distanza dal centro e grandezza della casa non è stato semplice. E poi trovare il supermercato migliore per frutta e verdura – una scelta critica.

Probabilmente vivendo in questa città sono diventato più impaziente e sicuramente più attivo (in vita mia non avevo mai camminato così tanto ogni singolo giorno). E sono anche molto più sicuro di me: il riuscire a vivere in una città così complessa e dinamica è di per sé una bella sfida! Non posso dire di aver avuto particolari difficoltà. Forse inizialmente c’era un po’ di solitudine perché spostandomi ho lasciato diversi amici, ma presto ho capito che c’è sempre qualcuno che conosci che passa da Londra e col tempo ho fatto nuove amicizie anche qui. 

(Qual’è la tua soddisfazione più grande? n.d.r.) A pari merito con la promozione al lavoro c’è l’avere trovato il nuovo appartamento con vista sullo Shard! Tra i luoghi di Londra che amo particolarmente ci sono Sloane Square e la Saatchi Gallery: adoro andare a Sloane Square soprattuto durante il periodo natalizio, mentre la Saatchi Gallery riesce a stupirmi tutto l’anno con mostre interessanti e innovative.

Ho nostalgia di chi è rimasto in Italia (la mia famiglia e i miei amici) e delle cose belle che ci sono in Italia: il sole, il paesaggio e le sue meravigliose città, ma molte altre cose non mi mancano affatto.

Ad un italiano pronto a partire direi: «Per aspera ad astra» ovvero «le difficoltà ti porteranno a cose eccelse». Non frenare la tua ambizione, non avere paura di rischiare, e cogli tutte le opportunità che ti vengono offerte. E mai, mai, e poi mai andare ad abitare con altri italiani. Piuttosto innamorati di qualcuno del luogo per migliorare l’inglese (ride n.d.r.)

Ho fin troppi progetti per gli anni a venire. Londra è una città che ti proietta direttamente nel futuro. Probabilmente resterò qui per i prossimi anni, farò un investimento comprando casa, e magari dopo penserò alla prossima avventura. Tornare in Italia mi sembra davvero improbabile in questo momento, non avrei molte opportunità di lavoro. Però mai dire mai!”

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom
  • LuKe

    “Tornare in Italia mi sembra davvero improbabile in questo momento, non avrei molte opportunità di lavoro. Però mai dire mai!”
    …certo lavorando a Google è comprensibile.
    Io invece è quasi due anni che sono qui, lavoro come software engineer (Python/Django) presso un’azienda di cyber security, e il mese prossimo tornero’ in Italia, ho accettato una proposta di lavoro presso un’azienda US.

    Per quanto mi riguarda Londra è fantastica per le tre cose seguenti:

    – stipendio

    – quantità/qualità proposte lavorative

    – cultura aziendale (progressione carriera, bonus, valorizzazione)

    Il resto, a mio parere, direi che è DA BUTTARE, per i seguenti motivi:

    – casa: competizione assurda e prezzi folli per aggiudicarsi affitti con standard abitativi subumani;

    – cibo: sia chiaro a Londra c’è tutto, ma il modo in cui i britannici (e non) riescono a rovinare piatti o bevande standard per andare incontro a gusti e mercato locale è imbattibile (es: pizza pollo & pesto);

    – gente: essendo all’interno dell’area EU, ed essendo uno dei maggiori poli economici, spesso qui arriva gente da tutta europa senza una qualifica, senza un lavoro, senza abbastanza soldi (si sà che londra è cara) per sopravvivere almeno per i primi mesi, senza sapere l’inglese ad un livello accettabile per cavarsela da soli, magari improvvisando business improbabili e borderline con la legalità (un es. su tutti: i subaffitti). Questa cosa l’ho notata sia con italiani (vedi i tanti gruppi su FB dove cercano di vendere di tutto, da ‘servizi di traduzione’ a camere) che con altre nazionalità. L’altro aspetto negativo, per quanto mi riguarda, è l’altra concentrazione di islamici radicali che vorrebbero la sharia come legge di stato in UK.

    – meteo: non tanto per il classico discorso ‘pioggia’, ma perchè non c’è una chiara divisione delle stagioni, gli inverni sono meno freddi, ma non c’è nessuna estate, al più c’è una sorta di ‘stagione unica’ che va da marzo a novembre. Mai avrei immaginato di rimpiangere il caldo d’estate.

    – stile di vita.

    Ora non penso di essere l’unico a ragionare così, in quasi due anni che sono qui ho conosciuto diversi italiani (e non) e sostanzialmente, apparte il lavoro che li inchioda qui, il 99% è in linea con quello che ho detto (“tornerei ma come faccio…”).
    Per quanto riguarda colleghi che ho avuto/ho, chi ha potuto mantenere il lavoro (o almeno in parte) lavorando da remoto, è reimpatriato, chi invece è appena arrivato da poco più di un mese si sta chiedendo perchè sia venuto qui.
    Ho conosciuto solo due persone (italiane) che erano/sono entusiasti di Londra e non la cambierebbero con nessun altro posto al mondo (uno dei due fà il mio stesso lavoro)

    Londra penso sia un’esperienza da fare perchè ti migliora e ti rende più forte, ma non è per tutti: o si ama o si odia, non vedo come possa crescere una passione per questo posto col tempo.
    Ma come dici tu, “mai dire mai”, può darsi che tra qualche mese o un anno tornerò qui obbligato dal discorso lavoro 🙂

    ciao ciao