Ruggero Dalla Santa

Ruggero Dalla Santa, regista, scrittore e attore.

“Sono venuto nel Regno Unito perché qui ci sono le migliori scuole di recitazione al mondo, e sono stato sufficientemente fortunato da essere accettato alla East 15 Acting School per un corso triennale tenuto a Southend-on-Sea. La decisione di venire a studiare qui è dovuta soprattutto alle condizioni in cui versa attualmente l’industria dell’intrattenimento, che nel Regno Unito è molto più sviluppata rispetto all’Italia, con un mercato incredibilmente più ampio e con molte più occasioni.

La mia esperienza del Regno Unito – come dicevo sono stato tre anni a Southend, poi due a Londra e adesso vivo a Hertford, poco a nord della capitale – è stata filtrata dal corso: far parte di un’accademia di recitazione è un’esperienza completamente diversa, credo, dal venire qui in cerca di lavoro. Come prima cosa mi è stato molto facile fare amicizia e conoscere gente, che da quello che sento è sempre molto difficile per chi espatria. Sono cresciuto e mi sono aperto un sacco in questi anni ma, ancora una volta, lo devo alla scuola più che alla nazione inglese.

Una volta finito il corso la difficoltà più grande è stata guadagnarmi da vivere come attore. L’industria qui è grande, ma di soldi ce ne sono sempre pochi. Direi che la soddisfazione più grande è stata trovare la mia fetta di mercato, grazie al mio business di showreels per attori: scrivo, giro e monto tre scene per ogni attore, dopodiché le metto insieme in una specie di portfolio video che loro usano per pubblicizzarsi, che di questi tempi è di fondamentale importanza. Ho iniziato quattro anni fa da solo, e oggi ho quattro montatori che collaborano come freelance.

Non ho un luogo a Londra che mi è particolarmente caro, ma mi sono innamorato di Hertford, dove ho comprato casa con la mia partner. È una cittadina bellissima, piena di verde e completamente a misura d’uomo. Non potrei mai vivere a Londra!

Più che dell’Italia in sé, ho nostalgia di casa, che per me è Venezia. Ci torno almeno due volte l’anno perché ogni volta sento di potermi ricaricare le pile solo lì (e ogni volta, se ci resto per più di due settimane, mi sento soffocare…)

Ad un italiano che ha già la valigia pronta direi: “impara bene l’inglese”. È una cosa che sembra ovvia e che molti, una volta trovato lavoro e imparato quel minimo di lingua che basta a sopravvivere, prendono sottogamba. Però avere una conoscenza realmente approfondita della lingua apre molte più porte e fa comprendere questi ‘misteriosi inglesi’ molto di più. 

Sto per fare domanda per ottenere la cittadinanza inglese, e ho tutta l’intenzione di restare qui. Grazie mille e in bocca al lupo!”

In collaborazione con
NIAL

IK

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