Paola De Pascali

Paola De Pascali, trained journalist alla London School of Journalism.

“Sono arrivata a Londra con la consapevolezza che la strada sarebbe stata in salita, che avrei dovuto iniziare – nuovamente da zero –  la mia carriera, lottando per superare i tanti ostacoli che si possono incontrare in una realtà completamente diversa.

Contrariamente a molti italiani, Londra non è mai stato il mio sogno sin da bambina, e non avrei mai pensato di vivere all’estero. Vivevo e lavoravo con passione e dedizione in una città del Sud Italia. Ho sempre amato ascoltare la gente e scrivere dei loro problemi. Ovviamente un giornalista non può avere la presunzione di risolverli, ma può contribuire con un articolo a dare voce a chi ne ha bisogno.

Nel corso di questi anni ho vissuto il senso di comunità, intrecciando un rapporto diretto e molto friendly – come direbbero gli inglesi – con i miei lettori. Poi ad un certo punto il mondo dell’informazione in Italia ha dovuto fare i conti con svariati problemi, costringendo non pochi giornalisti ad una scelta. Continuare a fare il proprio mestiere o lasciare.

E per me il giornalismo è vita, la mia vita.

Non riesco ad immaginare le mie giornate senza picchiettare le dita su una tastiera o senza un taccuino e una penna, pronta a prendere nota di cosa accade attorno a me.

Per questo motivo sono partita alla volta di Londra per un master alla London School of Journalism, dove giorno dopo giorno ho provato a dare il massimo, cercando di arricchire le mie “skills”.

Non è stato di certo facile studiare in un’altra lingua, scrivere articoli e interviste che in Italia avrei scritto in poche decine di minuti, qui all’inizio richiedevano intere giornate di lavoro.

Con il sacrificio e l’impegno, i risultati sono arrivati. E questi sono stati la molla per andare avanti. Per non arrendermi.

Quando il mio tutor mi ha chiesto: “Una curiosità, da quanto tempo scrivi in inglese?”. Io ho risposto: “Ad essere sincera un anno fa ero in grado di scrivere appena una frase in inglese. Ma la voglia di continuare a fare il mio mestiere, seppur in un’altra lingua, mi ha spinto ad imparare.” E lui: “Incredibile,  nel giro di pochi mesi sei riuscita ad arrivare a scrivere articoli di oltre 1000 parole in inglese”. Ovviamente, questo non è il traguardo, ma solo l’inizio di un lungo percorso, tutto in salita e pieno di ostacoli.

A chi mi dice che sono stata un po’ pazza ad intraprendere questo cammino, rispondo che questo pizzico di follia sta dando un senso alle mie giornate”.

IK

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