Mirella Orsi

Mirella Orsi, giornalista scientifica e consulente di comunicazione e marketing farmaceutico. 

“Attualmente scrivo per diversi giornali e lavoro ad una serie di progetti rivolti alla divulgazione scientifica. Sono laureata in Chimica e tecnologia farmaceutiche e da amante della scienza sono fermamente convinta che la divulgazione ne sia una parte fondamentale. Chi lavora nella divulgazione ha il prezioso compito di collegare il mondo scientifico al resto del mondo, rendendo fruibile al grande pubblico nozioni ed argomenti che a prima vista possono sembrare solo per esperti.    

Sono venuta a Londra la prima volta 4 anni e mezzo fa’, per un corso di inglese e mi sono innamorata di questa città. Così, sei mesi dopo ho deciso di trasferirmi. La ragione principale è, come nella maggior parte dei casi, il lavoro. Tuttavia, non è solo questo. Londra è una città vitale ed energica, una sorta di amplificatore, che ti mette continuamente alla prova. Ricordo le enormi difficoltà a comunicare degli inizi, perché quando sono arrivata in questo paese conoscevo a malapena quattro parole di inglese. Dopo un primo corso di inglese sono riuscita a trovare il mio primo lavoro e contemporaneamente ho iniziato a studiare per l’IELTS TEST. Fare quel corso è stata un’autentica follia perché all’epoca non avevo un livello d’inglese sufficiente per iscrivermi, ma ho preso comunque il certificato. Nello stesso periodo ho conosciuto per caso una ragazza che mi ha proposto di scrivere un articolo: ho detto di si solo per migliorare l’inglese, ma da quel momento è iniziata la mia avventura di giornalista scientifica. 

La mia settimana lavorativa è molto variabile, dato che lavoro come freelance. Diciamo che mi divido tra la scrittura, i progetti di marketing e di divulgazione scientifica che mi portano in giro per Londra. Inoltre, cerco di seguire i vari eventi medico scientifici che si susseguono nella città. Attualmente ho vari progetti divulgativi in corso, tra cui dei seminari medici e un paio di idee di cui non posso dire molto ma che riguardano sempre lo stesso tema. Non so dire se resterò per sempre a Londra, la vita è imprevedibile e tutto cambia in un momento ma sono certa che, anche se non dovessi più vivere qui, Londra sarà sempre la mia seconda casa.

A volte ho nostalgia dell’Italia specialmente della famiglia, degli amici e del mare. Vivere lontano non è facile, ci sono situazioni in cui vorresti essere vicino a coloro che ami ma non puoi. Vivendo a Londra sono diventata molto più combattiva ed energica. Gli inglesi sanno essere molto determinati nel realizzare i loro sogni, e mi hanno contagiata; inoltre, ho imparato che la vita è imprevedibile, non sai mai dove ti porta, ne quali scelte ti daranno le soddisfazioni più grandi. Quindi meglio dire più “si”, “si” alla vita, “si” ai progetti di lavoro, anche quelli che non sembrano importanti, perché nessuno sa quel “si”dove ti porterà. 

E poi chi lo sa, si potrebbe finire a lavorare alla BBC! È stato un progetto di poche settimane che però mi ha dato tantissimo anche perché, secondo i pochissimi italiani presenti alla BBC che ho avuto modo di conoscere, sono stata la prima italiana a lavorare nel dipartimento di scienze.   

A chi volesse partire ora direi sicuramente che Londra è una città ricca di opportunità, ma  che non è una città facile. Londra ti dà tanto ma richiede tanto. Per la categoria dei consigli pratici direi di studiare bene l’inglese, ricordandosi che i soldi spesi per imparare qualcosa cosa non sono mai spesi ma sempre investiti, quindi cercare la soluzione più economica alla lunga non paga. Gli direi qualcosa che mi dice spesso un mio caro amico inglese: «l’unica persona che può mettere un limite ai tuoi sogni, sei tu!» Quindi sii positivo e combatti per i tuoi sogni ma, aggiungerei io, non vendere mai la tua anima per realizzarli perché i sogni giusti non richiedono mai questo tipo di sacrificio.”

IK

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