Michela Palese

Michela Palese, manager per Positive News.

“Sono una neo-laureata in Studi Sociali e Politici Europei allo University College London, dove attualmente sto facendo un Master’s in Scienze Politiche. Professionalmente, lavoro per un’impresa sociale non a scopo di lucro, Positive News, come manager amministrativa ed assistente del Direttore. Positive News è la prima testata giornalistica al mondo dedita al racconto degli sviluppi positivi in modo  propositivo, senza dover ricorrere a prospettive forzatamente drammatiche e negative. Il mio sogno è lavorare nel campo della politica o dell’amministrazione pubblica – a livello locale o in Parlamento – e poter affrontare ed aiutare a risolvere i temi socio-politici che mi stanno più a cuore.

Mia madre è irlandese, quindi sono sempre stata circondata dalla lingua e mentalità anglosassoni. La scelta di venire a studiare e vivere a Londra per me è stata molto semplice: non avevo nessuna barriera linguistica o culturale, sono appassionata di moda e musica, e le università inglesi occupano costantemente i primi posti nelle classifiche mondiali. Mi sono trasferita nel settembre 2010, quando ho iniziato a studiare alla UCL. Vivendo e studiando qui ho avuto accesso a tantissime opportunità, professionali ed extracurricolari, come far parte del Glee Club della UCL o vendere cioccolatini a Spitalfields Market (il freddo non me lo dimenticherò mai), di conoscere persone interessanti e completamente diverse fra loro, e di sentirmi una vera e propria Londoner.

Sicuramente la parte più frenetica, competitiva ed impaziente della mia personalità ha avuto piede libero qui a Londra! Fondamentalmente, penso che il vivere in questa città non abbia cambiata, ma ha sviluppato la mia personalità. Uno dei motivi per cui mi sono trasferita era poter esprimere il mio carattere più riservato e meno estroverso, che in Italia viene a volte trascurato. Come ho spiegato prima essere per metà irlandese, ed avendo una personalità molto affine a quella britannica, hanno fatto sì che, una volta a Londra, io non abbia incontrato molte difficoltà. Da un punto di vista più astratto, penso che la cosa più difficile sia stata adattarmi ad una visione meno idealizzata e più realistica di Londra, e del Regno Unito in generale. Vedere la povertà e la ricchezza convivere in modo malsano, e sentire la crescente insofferenza verso gli immigrati e le altre culture sono realtà che non mi aspettavo di trovare in una delle città più multiculturali del mondo. 

Più che un’unica grande soddisfazione, mi piacerebbe citere le tante piccole soddisfazioni che hanno reso la mia vita a Londra un po’ più speciale. Ad esempio, ricevere un premio dal preside della UCL per i miei voti di laurea; aver iniziato a lavorare in un campo a me sconosciuto, mentre continuo gli studi, per mantenermi da sola; e, soprattutto, aver imparato a suonare –finalmente! – la chitarra l’anno scorso.

(C’è un luogo di Londra a te caro o che ha un’importanza particolare per te? n.d.r.) Hampstead e il cimitero di Highgate sono per me veramente magici, in particolare d’inverno e intorno a Natale. Quando ci vado, sento di essere in un libro delle Brontes o in un film vittoriano: si prova la vera “British Experience”. Non ho nostalgia dell’Italia in sé, ma mi mancano i miei parenti, i miei amici e la mia pazza Inter, che da quando mi sono trasferita non ha più vinto lo scudetto.

Ad un italiano pronto a partire consiglierei di non avere paura di parlare con tutti (anche se l’inglese non è ancora perfetto) perché le persone sono più comprensive di quanto sembrano; di iniziare a lavorare facendo qualsiasi cosa, tanto piano piano le opportunità si trovano; di divertirsi e godere i momenti di euforia che si provano quando si è appena arrivati a Londra, perché poi la stanchezza e l’abitudine iniziano piano piano ad impedirti di fare subito tutto ciò che ti eri promesso!

Per il futuro conto di restare. Assolutamente restare! Non mi posso mica perdere un concerto dei Libertines o dei Blur! Non ho progetti molto definiti, dato che al momento sono molto occupata fra lo studio e il lavoro a tempo pieno. Ma non vedo l’ora di finire il mio Master’s, così potrò avere più tempo per capire come ottenere ciò che voglio davvero nella vita.”

IK

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