Matteo Turi

Matteo Turi, direttore finanziario. 

“Sono originario della Puglia. Mi sono trasferito a Londra nel lontano 1990. All’epoca avevo anche Milano come alternativa, ma a Londra avrei avuto per alcuni mesi l’appoggio di mio fratello e alla fine decisi per Londra. Il primo passo non appena arrivato è stato quello di imparare la lingua, cosa che ho potuto fare lavorando prevalentemente nella ristorazione, sia in cucina che in sala. 

Devo dire che vivere in questa città mi ha permesso di migliorare la mia dose di autostima, spingendomi ogni giorno a fare sempre di più e meglio. La difficoltà principale che ho avuto è stata infatti quella di non essere abituato ad esprimermi al 100%. Di conseguenza ero troppo timido e rispettoso degli altri. Col tempo sentirmi apprezzato per le mie qualità personali e professionali mi ha riempito di soddisfazione. Non amo i complimenti interessati, ma la fiducia e la lealtà che altri decidono di darmi.

(C’è un luogo di Londra a te caro o che ha un’importanza particolare per te? n.d.r.) The Ark a Hammersmith: è stato il mio primo posto di lavoro da professionista. Era il 1995. 

La nostalgia per l’Italia c’è, anche se non è un sentimento dominante. Potevo decidere di tornare ma mi sarei sottodimensionato in termini di stile di vita, quindi ho deciso di restare a Londra. 

Ad un italiano pronto a partire direi che ha fatto un’ottima scelta, e di essere pronto a sviluppare sé stesso e la propria personalità senza avere paura di compiere qualche passo falso ogni tanto. Le opportunità per riscattarsi ci sono sempre, un po’ come i bus di Londra: sono uno dopo l’altro.

In futuro penso di fare più vacanze in Italia ma non penso di tornare nei prossimi cinque anni, a meno di offerte imprenditoriali che siano volte a rilanciare il paese”.

 

IK

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