Mariavittoria Scala

Mariavittoria Scala, fondatrice di Lost in Samsara.

“Nella vita vivo, di solito tra paure e speranze. Nel frattempo, per sostenere materialmente le ultime, ho co-fondato Lost in Samsara, un business etico che vuole sostenere e creare opportunità per i piccoli artigiani e produttori in comunità rurali in Ghana, Cambogia, Guatemala, Kenya e Nepal (per il momento). Attraverso l’acquisto di oggetti provenienti da questi luoghi del mondo, i nostri clienti contribuiscono attivamente alle micro-economie di queste comunità con la certezza che gli oggetti acquistati sono, al 100%, prodotti eticamente. Per me, Lost in Samsara non è solo un business ma un progetto per promuovere uno stile di vita diverso, restituendo alla parola “etico” il suo autentico significato.

Ho scelto di trasferirmi a Londra quasi nove anni fa nel tentativo di trovare lavoro in un’organizzazione non governativa come Amnesty International e Oxfam che hanno le loro sedi centrali qui.

Una volta arrivata, ho subito cominciato a cercare un lavoro che potesse mantenermi e trovato, non con poca fatica, un posto in un caffe’ del centro per poi lavorare in un ufficio di cambio. Nel frattempo ho continuato a seguire le mie ambizioni lavorando in due diverse organizzazioni come volontaria IANSA e Friends of the Earth.

Londra mi ha regalato la fiducia in me stessa, mi ha regalato la scoperta di culture diverse, l’indipendenza. Più che cambiare la mia personalità l’ha accolta e nell’accoglierla mi ha dato l’opportunità di esprimerla.

La difficoltà più grande che ho avuto è forse stata quella di trovare un lavoro. Mancando di esperienze lavorative in Italia, ho trovato il mio primo lavoro dopo quasi tre mesi dall’arrivo, quando avevo ormai perso le speranze di poter restare.

La mia soddisfazione più grande e’ quella di aver trovato un posto da chiamare casa. Un posto da cui posso partire per altre avventure, ma dove non mi dispiace mai tornare.

Se dovessi dire quale luogo di Londra mi sia più caro non saprei rispondere. Ogni posto ha la sua particolarità, la sua diversità. Ogni volta è come ri-innamorarsi di nuovo, continuo a sorprendermi di quante persone diverse ci siano. Per me vivere qui è come partire restando.

Non ho nostalgia dell’Italia in sé, ma delle persone. L’essere lontani spesso comporta dei prezzi da pagare, tra questi il non poter essere vicino a chi si ama.

A chi sta per partire vorrei non consigliare niente se non di lasciare a casa ogni aspettativa, ogni abitudine e di svuotare la mente da quello che si sa o pensa di sapere. Londra, come ogni posto nel mondo, va vissuto per quello che è, nei suoi pregi e nei suoi difetti.

Lost in Samsara è il mio progetto presente e futuro. Spero un giorno questo mi porti non solo a sostenere i progetti con cui abbiamo già cominciato a collaborare, ma a crearne di nuovi qui e in altre parti del mondo. Lost in Samsara e’ per me il ponte tra il partire e il restare, tra mondi conosciuti e ancora da conoscere.”

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom