Marianna Cardenio

Marianna Cardenio, fotografa e project manager presso Art Lover Ground.

Mi chiamo Marianna Cardenio, ho 24 anni e lavoro come freelance press photographer. Studio Photographic Arts all’Università di Westminster e da poco ho intrapreso una collaborazione come project manager con Art Lover Ground, una piattaforma culturale che promuove artisti di vario genere.

La scelta di trasferirmi a Londra è stata davvero azzardata. Vivevo a Firenze quando ho deciso di venire qui: è stato un po’ un salto nel buio, ma avvertivo l’esigenza di studiare all’estero e soprattutto di mettermi alla prova in un ambiente completamente differente e decisamente più vasto sotto quasi tutti i punti di vista.

Ho molta nostalgia dell’Italia. Sempre. Nostalgia del sole e delle stagioni, dei profumi, della cucina e soprattutto del tepore di famiglia e amici. Andare via di casa, specialmente andare via dal proprio paese è qualcosa che, al di là dei motivi per cui decidi di farlo, ti fa sempre un po’ male al cuore. Non poter vedere i tuoi genitori ogni mattina, semplicemente per augurargli una buona giornata, il fatto di non avere le loro voci sempre nelle orecchie a pregarti di stare attento, di non fare tardi o non cacciarti nei guai (…) Sono cose che dopo ti mancano. Arrivati ad una certa età si cerca sempre di allontanarsi dal proprio ambiente familiare pur di seguire la propria strada ma la verità è che in fondo, nei tuoi successi e nei tuoi dispiaceri più o meno grandi, vorresti avere sempre la tua famiglia accanto a te. Per fortuna la tecnologia alleggerisce di molto questa mancanza, ma mai del tutto.

Mi sono trasferita a Londra circa tre anni fa, eppure mi sembrano trascorsi secoli. La ragazzina ingenua di un paesino di provincia del sud Italia, che guardava il mondo con occhi sempre un po’ spaesati, ma allo stesso tempo curiosi di scoprire ogni angolo di questa città, è dovuta diventare una donna scaltra e attenta ad ogni passo. Di quando mi sono trasferita ricordo l’entusiasmo verso qualunque cosa mi circondasse: era tutto così nuovo e affascinante per me, ma ricordo anche quanto mi sentissi estranea a questo posto e quanto abbia temuto di non poterne mai far realmente parte. 

Non credo che Londra abbia cambiato davvero la mia personalità, ma sicuramente ha smussato degli angoli del mio carattere. Questa città mi ha insegnato ad essere molto paziente, a riflettere prima di dire qualcosa, a tenermi stretta le cose importanti e condividerle solo con quei pochi con cui vale davvero la pena farlo e quindi a essere molto più riservata. Allo stesso tempo mi ha anche resa molto più estroversa e sicuramente meno timida.

La lingua è stata sicuramente la prima difficoltà, ma non la più grande. Naturalmente la comunicazione è la chiave per conoscere e farsi conoscere, e avere delle possibili lacune nel linguaggio limita molto questo processo. Per fortuna è una difficoltà con cui ho dovuto convivere per poco, solo il tempo di ambientarmi. Sicuramente i ritmi quotidiani sono da identificare come difficoltà, almeno per chi come me viene da circostanze completamente opposte. La bella Italia offre moltissime risorse tra cui principalmente il tempo. Il tempo di goderti effettivamente quello che fai, e gli dà un sapore diverso. Qui si è sempre di corsa: i giorni off non sono mai davvero off, hai sempre qualcosa da fare che non prevede quasi mai semplice e puro relax. Ma questo è solo il mio punto di vista.

La mia soddisfazione più grande è semplicemente quella di essere riuscita a intraprendere la mia strada. Ho lottato tanto per poter fare della fotografia una risorsa per la mia carriera, e dopo tanti sacrifici finalmente i risultati iniziano piano piano a vedersi.

Di luoghi di Londra che mi sono cari ce ne sono tanti, ma sicuramente quello che porto di più nel cuore è il parco di Alexandra Palace. Ricordo ancora le cosiddette passeggiate di meditazione, passi lunghi e lenti trascorsi a pensare e fare progetti sulla mia vita. 

Ad un italiano pronto a partire direi di essere forte e tenere duro, soprattutto nel primo periodo. Londra non è solo quello che sembra dall’esterno. Esistono party e divertimento, ma bisogna anche lavorare sodo per permettersi di festeggiare. Molte volte gli italiani pensano di poter trovare fortuna qui senza dover dare nulla in cambio, come trovare per caso il tesoro sotto l’arcobaleno. Invece tutto costa. Ma c’è da dire che poi ne vale la pena.

Il futuro è un bel punto interrogativo. Per il momento tornare in Italia non è nei miei progetti, ma neanche restare qui a Londra. Sicuramente continuerò a godermi questa città al massimo delle mie possibilità finchè vivrò qui e fare in modo di tornare in Italia quanto più spesso possibile, almeno come tentativo di accorciare le distanze.”

http://www.mariannacardenio.com/

IK

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