Maria Iacuzio

Maria Iacuzio, mamma, insegnante part-time, presidente dell’Italian British Association e Vice Presidente del Comites di Londra.

La scelta di trasferirmi a Londra fu voluta dal destino. Vinsi una borsa di studio post-laurea per un corso di perfezionamento all’estero. Londra fu la città che ho sognato di visitare sin da bambina, per cui vincere la borsa di studio fu il classico sogno che si avvera. Di quando arrivai ricordo la ricerca di una casa e di un corso d’inglese intensivo. Nonostante lo studio della lingua fatto all’università e le lezioni private con madre lingua in Italia mi accorsi subito della necessità di dover migliorare al più presto l’inglese parlato. Mi ci dedicai con grande impegno provando, per un periodo, ad evitare gli italiani per poter progredire più velocemente. Fu una decisione dura ma saggia che diede frutti immediati.

Nei primi cinque anni cambiai spesso casa. Due volte perché il landlord aveva deciso di vendere quasi all’improvviso la casa in cui abitavo, altre volte per i rincari dell’affitto o per coinquilini troppo rumorosi o infantili. Cercare casa a Londra richiede tantissime energie, tempo e denaro è poi estenuante dover cambiare abitazione a causa di decisioni esterne ed impreviste. Ti fa sentire davvero impotente.

Tutto questo ha però rafforzato il mio individualismo e mi ha spinta ad andare oltre. Mi ha dimostrato che qui si possono realizzare cose che in Italia, purtroppo richiedono tempi molto diversi. Porto avanti varie iniziative e per me è fondamentale concretizzarle nell’immediato, o quasi. Il rimandare al domani, e i tempi lenti del Sud Italia e dell’Italia in genere mi fanno impazzire. Questa città si muove abbastanza velocemente e si sposa bene con il mio dinamismo. Non esiste una mia settimana tipo, le mie giornate si dividono tra il mio lavoro part-time da insegnate e gli orari di scuola dei miei figli. Per l’associazione portiamo avanti progetti di promozione di artisti, della lingua italiana ed eventi informativi sui diritti delle donne. Pertanto interagisco spessissimo con artisti, ma anche con associazioni, istituzioni e politici inglesi a seconda dei progetti che abbiamo in calendario. Adesso con l’attività dei Comites, la mia settimana è ancora più movimentata, in quanto dovrò interagire con le istituzioni italiane a Londra in rappresentanza della collettività italiana. 

A volte ho nostalgia dell’Italia. Sopratutto da quando ho avuto i miei bambini, mi rendo conto che i nonni sono delle figure di riferimento importanti, così come gli zii e i cuginetti; rafforzano la nostra identità culturale e morale. Ai miei figli mancherà quella famiglia allargata tipica meridionale, che accompagna i miei ricordi dell’infanzia. I pranzi luculliani delle grandi occasioni, le chiacchierate dei grandi che noi bambini ascoltavano durante i nostri giochi, tutte le marachelle e gli scherzi con i cuginetti. Scegliere di vivere all’estero significa anche occuparsi in prima persona dei figli; in modo esclusivo, senza nessuna pausa per sé stessi e dover poi creare una urban family sostitutiva fatta di amici e conoscenti con bambini. I miei figli sono la mia soddisfazione più grande. Gemma e Patrick sono perfettamente bilingue, con madre italiana e padre irlandese, hanno tanti amici della loro età sia in Italia che in Inghilterra. Come me si sentono perfettamente a proprio agio in entrambi i paesi, anche se tifano maggiormente per l’Italia.

Ad un italiano con la valigia pronta augurerei buona fortuna. Forse ci vorrà più tempo di quanto immagini per trovare un lavoro, purtroppo la stampa italiana riporta solo storie di successo ma la realtà è ben diversa. Continua a studiare l’inglese perché insieme alle tue capacità personali sarà la tua chiave d’accesso a mille opportunità. 

Per quanto mi riguarda penso di restare. Londra è la mia città. Sono totalmente integrata. Amo il popolo inglese ed il loro senso civico. È qui che ho messo su famiglia e ho deciso di lavorare e crescere i miei figli, ai quali posso assicurare un futuro migliore che in Italia.”

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom