Giovanni Triassi

Giovanni Triassi, receptionist al Bread Street Kitchen di Gordon Ramsay.

Mio padre da giovane ha vissuto a Londra e i suoi racconti di questa città mi hanno sempre affascinato. L’ho immaginata attraverso i film, i video musicali ed è come se avessi sentito un richiamo verso Londra, anche perché la mia personalità è più incline alla grande città, con un “bel caos” intorno.

Appena arrivato ho subito cercato di fare nuove amicizie, indipendentemente dalla nazionalità. Avendo lavorato nei villaggi turistici come animatore, ho sempre frequentato gente estroversa. Una delle difficoltà iniziali è stata senz’altro l’impatto culturale con il freddo carattere degli inglesi: la loro poca confidenza, i pochi sorrisi e la timidezza. Adeguarmi allo stile di vita frenetico e veloce di Londra mi ha reso molto più paziente e riflessivo.

Questo mi ha permesso di affrontare le difficoltà e di mettermi continuamente in gioco, imparando un mestiere nella ristorazione nel quale ancora non avevo esperienza. La costanza e l’impegno, mi hanno fatto crescere e trovare lavoro in uno dei ristoranti più noti del mondo.

Il quartiere di Soho ha per me un significato particolare; oltre ad averci lavorato per 2 anni, è per me un luogo di ritrovo e divertimento con i miei amici con i quali spesso durante l’estate faccio anche dei picnic a Green Park, il primo parco che ho visitato una volta a Londra. 

A te che pensi di partire per Londra, pensaci bene. Valuta i pro e i contro; questa città non è per tutti. Se pensi ad un’esperienza a tempo determinato, resta almeno un anno, così da viverla a 360 gradi. Se poi la puntualità e la tenacia non sono il tuo forte, magari questo non è il posto che fa per te. 

Se devo essere sincero non ho nostalgia dell’Italia. Per ora penso solo a migliorarmi e crescere professionalmente, sperando di piantare le mie radici qui.

IK

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