Giovanni Compagnoni

Giovanni Compagnoni, Freelance Filmmaker.

Scelsi Londra perché avevo voglia di fare un’esperienza all’estero. Parlavo già abbastanza bene l’Inglese (scoprendo poi che non fosse per niente così – ma è una lunga storia) e volendo iscrivermi a una scuola di cinema, ritenni a suo tempo che la London Film Academy fosse la scelta giusta per me. Scelta che ad oggi non rimpiango.

Mi trasferii due giorni prima dell’inizio dei corsi e anche senza molto tempo a disposizione la prima cosa che feci fu cercare casa, un inferno e ad oggi un incubo ricorrente. Dopo quasi due anni mi sono già trasferito sette volte.

Londra mi ha sicuramente fatto crescere, reso più indipendente e sicuro di me stesso. Sono partito da solo, non conoscevo nessuno che vivesse qui e ho cercato di non frequentare solo italiani. Oltretutto alla Film Academy sono stato per mesi l’unico italiano e me la sono cavata piuttosto bene, sopravvivendo e integrandomi sia a livello personale che professionale.

Come detto, pensavo di conoscere bene l’Inglese avendo fatto il test IELTS e preso un voto alto ma una volta qui, per un mese non sono riuscito a capire una parola, tanto meno a rispondere. Credo pensassero tutti che fossi sordomuto, o probabilmente solo scemo anche se poi con il tempo mi sono abituato. Adesso la maggior parte dei miei amici e colleghi sono inglesi e non ci sono problemi di comunicazione (e se anche ce ne fossero, basta annuire e aspettare che si cambi discorso). Entrare nel mondo professionale è stato altrettanto difficile, sopratutto lavorando come freelance visto che ci sono mesi in cui si lavora ogni giorno ed altri in cui non arriva uno straccio di lavoro. Basta ingranare.

Mi sono fatto valere lavorando sodo; ho vinto il premio come Student Of The Year quando mi sono laureato e questo sicuramente mi ha aiutato. Poco dopo aver finito gli studi mi hanno affidato un ruolo importante sul set per una serie televisiva e da allora tutto è andato per il meglio. Adesso sono felice di avvertire la stima delle persone con cui lavoro.

Non c’è un luogo di Londra a cui sono particolarmente legato, forse la London Film Academy dove ogni tanto ci torno ancora ma per lavoro tendo a spostarmi molto. C’era un pub a Fulham che adoravo, ma me l’hanno chiuso. Bastardi…

Nostalgia dell’Italia? Nope. Tornare mai. Finché va bene qui resto sicuramente, poi se le cose dovessero cambiare vedrò ma preferirei cambiare paese piuttosto che tornare in Italia. Poi un consiglio, a te che hai la valigia pronta e stai per partire: “vieni se hai un progetto, non perché Londra è di moda”.

FOTOGRAFIA DI MARGHERITA CASTRIOTA.

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom