Fulvio Calogiuri

Fulvio Calogiuri, CEO di Sentio Consulting.

“Al momento sono il CEO di questa compagnia, che ha come valore fondante il dare supporto e assistenza a compagnie interessate al mercato UK e internazionale. Il tipo di supporto va dalla pianificazione aziendale e creazione di una strategia precisa, a trovare il personale necessario per lo sviluppo e business leads. Ho collaboratori specializzati in diversi settori in modo tale da poter fornire il giusto know how.
Sono originario di Roma, dove ho sempre riscontrato un grosso divario tra il turista e l’autoctono. Londra invece è realmente cosmopolita. L’ho scelta perché comunque conoscevo bene l’inglese, e poi volevo riuscire a guardare i film in lingua originale (ride n.d.r.). Avevo un solo contatto su Londra, e destino ha voluto che quella persona fosse in viaggio proprio il giorno in cui sono atterrato, per cui sono stato costretto a cercare in breve tempo un ostello. Quando ho capito come trovare lavoro e avere tutte le informazioni necessarie, ho scoperto il triangolo magico dell’emigrato:

  1. Lavoro
  2. Casa
  3. Trasporti

Bisogna trovare il giusto bilanciamento tra i tre per poter procedere. La mia strategia è stata di rimanere inizialmente in abitazioni temporanee, per poi trovare una casa vicino al lavoro e, una volta fatto questo, bisogna cercare la soluzione di trasporto più veloce ed economica. Un esempio di “extreme commute” che ho fatto è stato quando, mentre lavoravo come cocktail bartender al Digress (ora chiamato Gem), ho finito all’una del mattino, per cui ho dovuto prendere due night bus per tornare a casa ad Acton.
Ho cambiato molti lavori, specialmente prima di divenire un tecnico delle telecomunicazioni nel 2004: ho lavorato da cocktail bartender, bartender in uno dei ristoranti di lusso a Knights Bridge, come checkout supervisor. Quello che col tempo ho capito è che il team fa la differenza: non sono tanto il salario o il lavoro in sé, ma se trovi dei colleghi interessanti il tempo passato lavorando è più piacevole e puoi sempre imparare qualcosa di nuovo.
Vivere a Londra mi ha reso capace di gestire molteplici attività allo stesso momento. Spesso mi sento come uno dei gemelli dell’esempio di Alber Enstein sul tempo e il viaggio all velocità della luce. Agendo e lavorando a questo ritmo quasi non percepisco il passare del tempo: ogni tanto mi fermo a riflettere su cosa ho fatto negli periodi e sono sempre più impressionato degli sviluppi positivi.
Forse la difficoltà maggiore che ho avuto è stata il riuscire a capire i modi di dire e diversi accenti: mi piace poter fare battute e trovare il lato comico delle situazioni, ma prima di fare delle battute che non risultassero offensive a nessuno c’è voluto del tempo. Ci sono così tante comunità e persone provenienti da diversi background (…)
Al momento la mia soddisfazione maggiore è riuscire ad aiutare tante compagnie ad espandersi, e gli imprenditori a realizzare i propri progetti. Ho lavorato per tanti anni per compagnie molto grandi, dove la struttura organizzativa è molto limitata da contratti e KPI. Finalmente posso risolvere i problemi che emergono in maniera permanente, e vedere concetti realizzati in tempi brevi.
(C’è un luogo di Londra a te caro o che ha un’importanza particolare per te? n.d.r.) Camden è cambiata moltissimo: ora è anche più turistica di prima, ma ha sempre il suo fascino così come Soho, dove ho speso anche troppi pomeriggi portando cv o nei vari locali. Ad ogni modo sono più attratto da East London. Ho vissuto anche nel sud, a Vauxhall e Oval, e nel West a Ruislip e Acton, e infine nel nord a Kilburn.
Non penso di avere nostalgia dell’Italia. Il problema è che l’Italia dei miei ricordi non coincide più con quella reale. Mi mancano alcune cose, ma sono ben contento di non dover avere a che fare con altre. Sicuramente il vivere a Londra è un esperienza da fare, e se una persona è arrivata a questo punto non posso far altro che augurarle buona fortuna. Io sono venuto qui nel periodo pre-Google Maps e social media, e sono comunque riuscito a crescere e fare amicizie. Ora è molto più semplice anche se Londra è ancora una città molto dispersiva.
(Progetti per il futuro? n.d.r.) Ho letteralmente una valanga di progetti in fase di sviluppo.”

IK

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