Felice Privitera

Felice Privitera, Supervisor in un Retail Shop, nel tempo libero si dedica alla fotografia, la sua passione.

“La scelta di trasferirmi a Londra è stata determinata da diversi fattori. Le maggiori opportunità dal punto di vista lavorativo, la possibilità di poter perfezionare la lingua inglese e ultima, ma non per importanza, raggiungere mia sorella che qui frequenta l’università.

Un po’ di nostalgia dell’ Italia c’é, ed è normale che ci sia, soprattutto all’inizio. Ti manca tutto quello a cui eri abituato, la famiglia, gli amici e un po’ anche il cibo, ma per mia fortuna me la cavo abbastanza bene ai fornelli. La nostalgia che non può esserci, anche perché motivo della mia partenza, è verso l’Italia intesa nel vero senso di stato, perché non è in grado di offrire opportunità dal punto di vista lavorativo e stimoli culturali.

Mi sono trasferito a Londra nell’agosto 2013, decisione presa circa un mese prima. I primi passi qui a Londra penso che siano un po’ per tutti gli stessi: la ricerca della casa, sbrigare pratiche come il Nin ed il conto in banca. La prima cosa che si può constatare è la semplicità con cui si ottengono questi documenti rispetto all’Italia.

Non so se Londra abbia cambiato la mia personalità, di certo ha accentuato alcune caratteristiche che già possedevo, ad esempio la creatività. Avere questa città come background ti aiuta molto, ti stimola a fare di più e meglio, e di conseguenza ti porta ad alzare i tuoi standard.

Una difficoltà da affrontare all’inizio per me è stata la lingua. Avendo un livello di inglese scolastico è stato (difficile quantomeno all’inizio) sentirsi coinvolto nelle discussioni sia al lavoro che con gli amici nel tempo libero. Ma trascorsi i primi mesi il problema non sussiste più.

La mia soddisfazione più grande invece, è stata quando ho partecipato ad un contest fotografico internazionale: un progetto della durata di 24 ore dove si doveva rappresentare la condizione umana nella propria città. Una delle mie foto è stata scelta dalla pagina ufficiale del progetto, mentre sul noto magazine “Timeout”, per raccontare Londra nelle 24 ore, hanno scelto 4 delle mie foto.

Come la maggior parte dei londinesi, la mia settimana lavorativa va dal Lunedì al Venerdì, e nei giorni lavorativi non lascia molto spazio al tempo libero. Nel fine settimana bisogna concentrare tutte le passioni e lo svago. Il segreto è incastrare gli appuntamenti come pezzi del puzzle e riuscire a sfruttare al meglio il proprio tempo. Serate in giro con gli amici a bere qualche pinta, uscite fotografiche ed eventi di socializzazione come “free hugs”.

Il primo consiglio che darei  a qualcuno in procinto di partire è quello di sfruttare al massimo quello che questa città può offrire. In questa città piena di opportunità tutto è possibile, bisogna solo essere convinti di ciò che  si vuole ottenere ed inseguirlo. Non bisogna abbattersi ai primi ostacoli e non demordere.

Il mio progetto per il futuro è quello di viaggiare. Unendo la passione della fotografia con quella dell’aiutare gli altri, prendendo parte a progetti di volontariato in giro per il mondo. Lascerò Londra a breve, ma non sarà un addio, bensì un arrivederci. Anche perché dopo quasi due anni la considero la mia seconda casa.”

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom