Elisa Muraro

Elisa Muraro, Au Pair.

Ho scelto Londra perché un anno e mezzo fa me ne sono completamente innamorata dopo esserci stata in vacanza. Da allora ho cercato in ogni modo di tornare per restarci e dopo aver conseguito il diploma classico a Verona, sono riuscita a realizzare questo obiettivo.

Appena trasferita mi sono sentita completamente in balia delle emozioni: ero euforica per essere nella città che sognavo e che avevo sognato per più di un anno, ma allo stesso tempo ero spaventata perché in fondo non è che la conoscessi così bene come pensavo. Sarò sincera, ho impiegato un po’ di tempo per entrare nella mentalità londinese ma sono stata, giorno dopo giorno, sempre più convinta della mia decisione. Fortunatamente la mia migliore amica abitava già qui e mi ha aiutata a conoscere altre persone.

Non direi che Londra abbia cambiato più di tanto la mia personalità, piuttosto credo che mi abbia dato i mezzi per essere me stessa. Sono senz’altro dovuta crescere e maturare velocemente perché sono passata dall’abitare con mia madre e mia sorella all’abitare da “sola”, con molte più responsabilità e in una città che potenzialmente può risucchiarti. La mia più grande difficoltà è stata sicuramente l’impatto con la lingua. Avevo praticamente finito la scuola da cinque minuti quando ho fatto i biglietti per trasferirmi e l’inglese che viene prevalentemente insegnato in Italia non è neanche lontanamente quello che poi si parla a Londra.

La mia soddisfazione più grande è quella di essermela saputa cavare sempre, finora. Ho dimostrato a me stessa che sono in grado di vivere all’estero, lontano dalla mia famiglia e dalla mia vita di sempre, senza particolari problemi. Sono soddisfatta del fatto che a 19 anni sto lavorando al mio futuro in una città che amo. Sicuramente sto facendo tanta fatica ma non sono mai stata così contenta e soddisfatta di farla.

Il mio luogo preferito di Londra è Southbank, amo passeggiare guardando il Tamigi e sentire il vento sul viso ma ho a cuore anche un pub vicino a Carnaby Street dove ogni sera ci suonano gruppi blues (che adoro).

Non direi di avere nostalgia dell’Italia, io qui sto molto bene. Mi sono trasferita perché sentivo proprio bisogno di andarmene e di vedere altri mondi, altre culture e provare cose nuove. Sono malinconica perché vorrei avere le stesse opportunità che ho qui nel Paese dove sono nata ma purtroppo non è possibile. Ad un italiano con la valigia pronta ed il biglietto per Londra in mano direi: “Perché non sei partito prima?!”

Il mio futuro al momento è un punto di domanda mastodontico. Sono sicura di voler fare l’università e sono altrettanto sicura di voler vivere qui a Londra nei prossimi anni, ora devo solo capire se posso fare entrambe le cose contemporaneamente!

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom