Cristina Carducci

Cristina Carducci, blogger, giornalista e communication manager.

“Vivere almeno un periodo della mia vita a Londra è sempre stato un mio desiderio fino a quando nel 2010 si sono create le giuste circostanze e così, ho deciso di tirare quel sogno fuori dal cassetto. Prenotare un biglietto solo andata è stata un emozione grandissima ma in quel momento della mia vita, non avevo ancora idea di quello che questa città avrebbe, successivamente, rappresentato per me. Mi manca la mia famiglia a cui sono molto legata e stare lontano da loro è una rinuncia quotidiana, mi mancano le serate con i miei amici e le chiacchiere a suon di spritz, i tramonti romani e quelle stelle così grandi che sembrano far parte solo del cielo del mio paese di origine. Mi mancano tanti profumi, molti sapori e decisamente i colori ma no, non mi manca vivere in Italia anche se so che forse, non sarà per sempre così.

Io sono arrivata a Londra un po’ all’avventura, avevo bisogno di sfidare me stessa e mettermi alla prova. Ho vissuto qualche giorno in un ostello prenotato prima di partire, poi due settimane a casa di “un amico di un amico di un amico” che mi ha dato un tetto sotto il quale dormire mentre cercavo di capire chi ero, dove andavo e cosa stavo facendo. Con un livello di inglese minimo, ho cercato un lavoretto che mi permettesse nell’immediato di sopravvivere e in due settimane ho iniziato a lavorare in un ristorante mentre, negli stessi giorni, firmavo il primo contratto di casa. Il mio è stato un vero salto nel buio che, per quanto mi abbia portato lontano, oggi non consiglierei di imitare. Non credo che la personalità cambi, ma di certo può evolvere, fortificarsi ed è quello che è successo a me. Le sfide che questa città ti mette davanti sono tante e grandi. Da subito hai la sensazione che devi tirar fuori una parte nuova di te, che devi andare oltre quei limiti entro i quali, fino a quel momento, sei stato tanto comodo. Londra ti fa capire che se guardi il mondo in bianco e nero sei nella città sbagliata, qui conosci miliardi di gradazioni per ogni tonalità e devi adeguarti a questa nuova visione se non vuoi rimanere accecato. Credo che ad oggi sono molto più conscia della vastità del mondo che mi circonda e quindi della molteplicità di opzioni da poter cogliere. La sfida è coglierle.

Prenotare un biglietto solo andata per Londra non include nessun libretto di istruzioni, credo che la difficoltà più grande sia capire come vivere al meglio qui senza sprecare le opportunità che ti si propongono ogni giorno, questa città è una macchina che va velocissimo e il rischio di dimenticarsi del perché si è qui, delle proprie ambizioni e desideri, è grande. Inoltre se si parte da soli, può essere molto difficile non sentirsi sopraffare dalle emozioni nei momenti  più duri. Questa è una città di passaggio, la gente viene, la gente va, così se è meraviglioso avere la possibilità di conoscere tantissime persone di ogni dove, la parte dolorosa è il dover essere pronti a salutarle da un momento all’altro. Per me è stato fondamentale l’incontro con l’amica di un’amica che avevo già incontrato a Roma in passato e che, successivamente, è diventata la mia famiglia a Londra. Londra è un posto del mondo dove è facile sentirsi soli, una città di passaggio, un non luogo emozionale: avere il sostegno emotivo di un amico vero può essere fondamentale. Quello che ho ad oggi, l’ho costruito da sola attraverso sacrifici, costanza, passione e determinazione che sono poi gli ingredienti secondo me fondamentali per raggiungere i propri obiettivi qui a Londra. Ci sono stati momenti molto difficili in cui inevitabilmente mi sono trovata a mettere in discussione le mie scelte ma chiunque voglia andare avanti nella vita, ad un certo punto deve fermarsi e fare il punto della situazione.

Non ho una vera settimana tipo. Oltre al mio blog www.londrachiamaitalia.com, nato per raccontare Londra attraverso i miei occhi, in questo momento della mia vita sto lavorando come free-lancer a diversi progetti in cui investo tutte le mie energie così, a volte, magari mi ritrovo a lavorare tutto il weekend per poi avere un lunedì che, invece, sa di domenica.

Se dovessi dare un consiglio ad un italiano con valigia pronta e biglietto prenotato gli direi di non dimenticarsi di portare con se un progetto e di lasciare a casa la convinzione che tutto sarà facile. Londra è tante cose belle ma non è facile affatto. Bisogna dimenticare i ritmi dolci della nostra bella Penisola, qui se si vuole succedere bisogna dimostrare ogni giorno di avere le carte giuste, la velocità è uno stile di vita e la competizione il pane quotidiano. Convinzione, determinazione, progetto e umiltà sono, a mio avviso, cose fondamentali da dover portare con sè, non  solo in valigia, ma in tasca, tutti i giorni.

Non ho una grande simpatia per la parola “pianificare”. Amo farmi sorprendere dalla vita: lasciare sempre una porta aperta all’imprevisto mi permette di cogliere opportunità che altrimenti, probabilmente, non avrei neanche visto. Mi piace l’idea di avere, ogni giorno, un nuovo quaderno bianco da scrivere.”

IK

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