Carola Savinetti

Carola Savinetti, cameriera nel ristorante/cocktail bar ArchDuke.

Faccio la cameriera in un meraviglioso ristorante/cocktail bar di Waterloo, precisamente al ArchDuke. Lavoro sotto l’occhio attento del London Eye, il ticchettio silenzioso del Big Ben e vengo deliziata da musica jazz ogni sera.

Sono nata e cresciuta a Roma, ho vissuto sempre la mia città circondata da amici e da una famiglia meravigliosa. Era da anni che desideravo partire, avevo bisogno di “perdermi” e trovare una dimensione tutta mia. Ho deciso di partire per Londra perché volevo soprattutto migliorare il mio livello d’inglese, troppo timido ed impacciato per l’attuale mondo del lavoro. Insomma.. Londra era la meta giusta, la città dalle mille opportunità, dove si ha l’occasione di trovare la famosa “svolta” dietro l’angolo. La spinta decisiva è avvenuta dopo la laurea, una mattina di Settembre, quando ho capito che era proprio quello il momento giusto per “perdermi”.

Ad Ottobre sono atterrata in terra inglese, con in mano il biglietto aereo come unica certezza. Appena arrivata, mi sono appoggiata da un amico e, dopo soli due giorni, avevo una casa ed un lavoro a Wimbledon. Contrariamente alle speranze ed aspettative, i primi mesi sono stati difficilissimi, paragonabili ad una vera e propria odissea: una convivenza con coinquilini troppo diversi da me, tanto nervosismo, un lavoro in un lussuoso albergo ma gestito da un manager italiano fuori di testa e lo sfratto da casa dopo poco.

In quel periodo ho pensato più di una volta di dover fare un passo indietro, di mollare tutto e di ritornare a casa. Sentivo che non era quello il percorso che avevo immaginato e desideravo ricominciare da zero. Non era facile, soprattutto avendo sulle spalle il peso di un affitto alto e le relative spese. Anche il gap linguistico è stato un grosso problema: l’inglese che si studia sui banchi di scuola o all’università, non è quello che si parla qui! Inizialmente capivo la metà dei discorsi, avevo difficoltà nell’esprimermi con i clienti e chiedevo di ripetere ciò che mi era stato chiesto almeno due volte. 

Sento che sono e sto ancora crescendo, la trasformazione è ancora in atto. Londra è energia, gigante, giovane, frenetica, veloce, pazzesca ed ordinata nella sua caoticità. Londra mi sta facendo diventare una persona grande ed indipendente, regala un immenso senso di libertà che non pensavo di poter provare. Credo che sia la città che più di tutte ti insegna a vivere e stare nel mondo.

La mia soddisfazione è quella di essere rimasta e di aver raggiunto un equilibrio inaspettato. In poco tempo ho voltato pagina ed ho avuto la forza di rivoluzionare tutto: mi sono trasferita dall’altra parte di Londra, ho una stanza bellissima in un piccolo appartamento che condivido con una ragazza irlandese ed un lavoro che mi fa vivere serenamente. In questo momento ammetto di sentirmi veramente in pace e libera.

Sembrerà strano ma ogni volta che esco di casa mi ritrovo sempre al supermercato in cerca di qualcosa da cucinare o solo per farmi un giretto e vedere le offerte del giorno. Si, il mio luogo preferito di Londra può essere considerato proprio Sainsbury’s!

Mi manca la mia famiglia ed il mio ragazzo che sono la mia “curva sud”, mi manca Roma e la sua bellezza eterna, mi manca non preoccuparmi di orari della metro, mi mancano i gustosi sapori del cibo, mi manca guidare il motorino, mi manca il caldo, mi mancano le uscite serali in compagnia, mi manca l’attenzione e la cura che si ha nei confronti delle piccole cose e mi manca il calore della gente che gli inglesi non sempre possiedono.

Ad un ragazzo con la valigia in mano direi di non essere pigro e di venire a vivere in questa affascinante giungla inglese perché qui la ruota della fortuna gira in continuazione. E’ importante avere le ossa abbastanza dure ed essere molto motivati, soprattutto durante i primi mesi. Direi di credere sempre in quello che si sta facendo perché il cambiamento arriva sempre. E’ una città che regala tante soddisfazioni e gratificazioni, dove non è necessario possedere titoli di studi o diplomi. Agli inglesi viene insegnato sin da bambini che l’essere competitivi è la chiave di tutto. Quel che conta è ciò che sei e dimostri di avere valore.

Credo che tornerò in Italia. Ora sono serena ma non sto facendo quello per cui ho propriamente studiato per anni. Anche se so che non sarà facile ed incontrerò altri generi di problemi, cercherò la mia strada in Italia. Londra non la sento come casa mia. Per me “casa” è da un’altra parte.

Fotografia di Margherita Castriota.

IK

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