Antonio Spirito

Antonio Spirito, chef e fotografo freelance.

“Nella vita di tutti i giorni mi cimento nel lavoro che Londra mi ha permesso di fare e dove posso realizzarmi, mentre nel tempo libero cerco di creare immagini della città sotto l’aspetto artistico e fotografico. A volte è difficile compensare le due cose perché entrambe richiedono molto tempo, anche se un giorno mi sono ripromesso esporre le mie foto in una mostra personale.

Londra per me è stata una scelta e una necessità. Sarei dovuto partire insieme ad alcuni amici ma alla fine mi son ritrovato da solo: prima città estera, primo volo, prima esperienza solitaria e, come al solito sulle scelte più difficili, ho deciso di andare avanti e affrontarle nel modo giusto. Dopo otto anni penso ne sia valsa la pena.

Appena arrivato ho iniziato a lavorare come lavapiatti in un piccolo ristorante italiano nella periferia nord di Londra, e piano piano mi son fatto strada da me. Sono poi passato a cucinare per ristoranti, matrimoni – non dimenticherò mai quello per la figlia di Mick Jagger ad Oxford – compagnie di catering fino ad arrivare all’enoteca a St. Paul’s in cui lavoro adesso. Londra mi ha cambiato, mi ha cresciuto e fatto diventare la persona che sono adesso; sicuramente se fossi rimasto in Italia sarebbe stata più dura. Durante la mia infanzia ho sempre vissuto in giro per l’Italia e ne ho viste di tutti i colori, ma espatriare e iniziare una nuova avventura penso che mi abbia fatto solo che bene.

Le difficoltà avute all’inizio a dir la verità non son state tante. Un po’ la lingua e un po’ ambientarsi in una città straniera: queste sono state le uniche problematiche serie che ho risolto con grande impegno e volontà, anche perché una volta partito dall’Italia sei tu il solo responsabile di te stesso.

La soddisfazione più grande è stata quella di diventare per una certa signora lo chef più bravo del mondo; questo mi ha reso molto orgoglioso perché in ogni cosa che faccio cerco di metterci tutto il buono di cui sono capace, e quando a volte hai un riscontro positivo non puoi non essere che fiero di te stesso. 

Il luogo di Londra che mi è più caro rimarrà senza ombra di dubbio Highgate, dove ho lasciato metà del mio cuore e appena mi sarà possibile mi piacerebbe tornarci. Nostalgia dell’Italia c’è sicuramente, ma ai tempi d’oggi è un paese dove amo trascorrere alcune delle mie vacanze e però dove non penso di tornare. Sicuramente un giorno lo farò, mai dire mai nella vita.

A un italiano che sta per trasferirsi a Londra direi di farlo, senza ombra di dubbio. E nella valigia pronta di mettere anche tanta volontà e impegno perché appena arrivato ne avrà bisogno.

In futuro vorrei realizzare il mio sogno, cioè aprire una piccola trattoria a Roma – città che amo – e penso di potercela fare. Voglio vivere la vita senza rimorsi, bensì con la consapevolezza che tutto ciò fatto fino adesso mi ha reso una persona in costante evoluzione”.

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IK

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