Allegra Salvadori

Allegra Salvadori, giornalista, e altro ancora.

“Sono a Londra da Gennaio 2012, per la mia seconda volta. La mia prima è stata nel 1999, a 21 anni, spensierata e certa che la vita mi avrebbe sempre sorriso. Lo penso ancora. Lavoravo ed era dura, ero sola, non ero mantenuta ne aiutata, ero partita con 500 mila lire, il mio motorino e un capo a Firenze che mi aveva messo in aspettativa:” tesoro, vai, se non sei felice torna”. Dopo una settimana trovo un lavoro come commessa da Harvey Nichols di giorno e come cameriera di notte. Ero sfinita. Ho retto tre mesi, poi ho (scoperto) aperto le pagine gialle ed ho iniziato a mandare curriculum. Dopo 1 settimana ho ricevuto due offerte di lavoro, una di queste mi ha cambiato la vita. Qui ho imparato a lavorare, a viaggiare, a vivere, a convivere, a parlare tre lingue, a mescolarmi col mondo intero. Dopo 4 anni, un incidente e 9/11 mi hanno rispedita a casa, a Firenze. Un viaggio nel tempo. Un ritorno al passato. Nulla era cambiato la, mentre io ero una persona diversa. Mi sono adattata trovando un lavoro che mi faceva continuamente viaggiare. Firenze era diventata la mia base e così andava bene.

Quando ho incontrato il mio futuro marito, dopo 3 anni dal mio ritorno, ho fatto mettere una clausola nel matrimonio: che saremmo andati a vivere all’estero. E dopo 1,2,3…6 anni di matrimonio, arriva il momento. L’Italia inizia lentamente ad affondare, e i nostri cervelli con lei. Non va bene, mi dico. “O cerchi lavoro tu, o lo cerco io, il primo che lo trova, si parte” dico a mio marito che dopo una settimana, a Dicembre, torna a casa con 3 offerte: una in Finlandia, una in Germania, ed una in Inghilterra. Dopo un’altra settimana eravamo a Londra, con casa e lavoro. Dopo due, una scuola pubblica per nostra figlia. Non posso dire sia stato difficile, né scegliere, ne partire. Difficile è restare. Quando nel tempo, vieni colto dalla malinconia o quando la novità ti ha stufato. E allora ti obblighi ad essere razionale e a ricordarti perché in Italia non puoi più tornarci. Londra ti chiede tanto, vuole essere conquistata, è una donna dura e forte e se la lasci, resti solo. I rapporti con le persone sono diversi e solo dopo 3 anni inizio ad avere delle amiche inglesi, per lo più mamme di compagni di classe di Viola. Mi piace però essere sola ed anonima, venendo da una città molto piccola come Firenze. Solo il mio quartiere, Islington, ha 230.000 abitanti ed un sindaco. Potrei fare qualcosa di diverso ogni giorno per anni e non stancarmi mai. Le possibilità sono infinite, di lavoro, ma non solo: di espressione, di arte, di culture, di persone.

Come potrei tornare in Italia? Qui vedo il futuro, so che c’è, che posso addirittura scegliere tra più lavori, che non devo mettere nel curriculum se sono donna, se sono sposata ne quanti anni ho perché sono tutti dati discriminatori e verrò scelta per merito. Ecco, questo è il paese dove ho scelto di vivere e di crescere mia figlia finché ci sarà possibile restare. C’è sempre il rovescio della medaglia in ogni scelta, ma scegliere è fondamentale per la mia esistenza, è sinonimo di libertà. Spesso sono sola, intere settimane, mio marito viaggia tanto, tutte le persone che conosco abitano ad un’ora da casa nostra non perché siano lontane, ma perché queste sono le distanze delle grandi città. Non ho una famiglia, sono sola con mia figlia tutti i giorni e spesso tutte le sere. Il tempo è quello che è, ora per esempio ci sono 12 gradi ed ho il riscaldamento acceso, il cibo è disgustoso, usare la macchina è un attentato al conto in banca per le multe, e soprattutto, nessuno ha pietà di te, della tua solitudine, della corsia autobus che non avevi visto, del parcheggio scaduto da 28 secondi, del tuo ritardo, della coda saltata, di tua figlia che ha solo l’86% di presenza a scuola…questo è un paese duro, dove la civiltà è contagiosa e necessaria, ti insegna ad essere un cittadino per bene che rispetta le regole. Londra infondo mi rende una persona migliore. La certezza qua risiede nelle istituzioni, nel welfare, sai che le cose funzionano e che il paese farà di tutto per renderti la vita facile. E ci provano seriamente. Quindi non sei più così solo. Vige il buon senso, la libertà, valori che riscopri quotidianamente e che neanche il miglior lampredotto potrebbe sostituire (mio marito non la pensa così).

Purtroppo non bastano più il sole ed il buon cibo a fare dell’Italia un paese appetibile tanto da tornarci a vivere.
Come scrive Caterina Soffici nel suo libro “Italia Yes, Italia No”,  qui si sta un poco peggio forse, per stare molto meglio.”

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom
  • Simona De Leo

    “qui si sta un poco peggio forse, per stare molto meglio.” questa frase mi ha fatto venire la pelle d’oca! 😀 un bel racconto, emozionante, che descrive appieno la verità e quello che si prova vivendo in questa città. Quando penso di mollare, sono racconti come questo che mi ridanno tutta la forza che serve a proseguire questa ripida scalata 🙂 grazie Allegra!

    • Allegra

      Grazie Simona!

  • Andrea D’Ottavio

    Cibo disgustoso a londra non si puo’ sentire 🙂
    E’ una delle citta’ in cui si mangia meglio in assoluto, forse dovresti cambiare ristoranti

    • Iacopo

      forse si riferiva ai supermercati, piu’ che ai ristoranti

      • Andrea D’Ottavio

        perche’ i supermercati di londra cos’hanno?

        • Allegra

          fanno schifo! anche i migliori non sono paragonabili nemmeno alla coop o esselunga!

  • Marco

    Parliamo di Londra ma confrontiamola almeno con Milano… Londra NON e’ il Regno Unito.
    Scrivi bene pero’, complimenti.

    • Allegra

      grazie Marco! Hai ragione, Londra non e’ il Regno Unito!

  • Bandiera Bianca

    Ciao Allegra condivido ogni singola parola!
    Bravissima in poche righe hai centrato in pieno una scelta che sembra ovvia ma in realta passa da mille percorsi.!