Alessia Camera

Alessia Camera, community manager per Sony PlayStation, consulente di startup e blogger.

Nella vita faccio un sacco di cose, tutte collegate da un unico filo conduttore: la mia passione per l’online marketing, le startup e la tecnologia. Principalmente sono community manager per Sony PlayStation, per la quale seguo i canali di social media marketing, la community di gamers online, i progetti, gli eventi e le campagne a livello italiano ed europeo. Quando esco dall’ufficio inizia il mio secondo lavoro come consulente di startups e creativi, partecipo ad eventi, hacktahon, incontro persone, collaboro con diversi progetti e raccolgo materiale per il mio blog (alessiacamera.com). Infine da quattro anni seguo un progetto che si chiama “Questa Non È Arte” (questanonearte.com), una community di artisti italiani e internazionali dove mi occupo del blog, degli eventi e di contaminazione tra arte e tecnologia. 

Credo che nel momento in cui si fanno esperienze diverse nella propria vita, siano quelle più belle a rimanere impresse nella nostra memoria e che poi, inevitabilmente, ci sia della nostalgia. L’Italia è il paese dove ho passato la maggior parte della mia vita, ma sono cosciente del fatto che la vita a Londra sia diversa e sono contenta che lo sia. 

Ho scelto di trasferirmi a Londra per sviluppare le mie competenze in online marketing in un ambiente che tre anni fa lo permetteva, senza richiedere lauree in ingegneria informatica, programmazione o 5 anni di esperienza in social media marketing come invece era successo in Italia. Appena arrivata a Londra mosso i primi passi intorno al quartiere dove abitavo, per capire, conoscere, ascoltare le persone e adattarmi all’ambiente circostante. A dire la verità, i miei primi passi in questa città sono durati circa un anno e mezzo: la multiculturalità affascina e contemporaneamente disorienta, ma credo sia imprescindibile per capire la vera Londra. 

Questa città mi ha resa più cosciente delle mie capacità, fiduciosa e ancora più curiosa. Non vorrei mai smettere di imparare e di conoscere nuove persone e nuovi progetti, e qui potenzialmente non ci sono limiti. Pur partendo da un livello medio-alto di inglese, i primi mesi si tratta di perfezionare le proprie competenze linguistiche e di capire come posizionarsi in un mercato del lavoro molto competitivo. La cosa più importante è quella di trovare alleati, ma non ho voluto ancorarmi alle sole amicizie italiane, una scelta difficile ma vincente. 

La mia soddisfazione più grande è proprio il fatto di essere riuscita a costruirmi un network internazionale di persone e professionisti nel campo in cui lavoro, che mi permette non solo di lavorare ma di collaborare a progetti, e organizzare e partecipare a iniziative molto interessanti. Ad esempio a settembre prenderò parte come organizzatrice e relatrice ad un paio di eventi legati al growth hacking, la nuova frontiera del digital marketing, e ne sono davvero entusiasta anche perché non saranno solo a Londra. 

La mia settimana londinese dipende molto dagli eventi a cui partecipo e dalle persone che incontro. In genere sono impegnata 2-3 sere a settimana, con eventi e panel nel mondo tech e startup, magari ci mettiamo un concerto ed una birra con un amico ed ecco che arriva il weekend, che adoro passare a esplorare e a leggere al parco. 

Ad un italiano con la valigia pronta direi di non venire a Londra se non ha già un livello medio di inglese perché non è la città ideale dove impararlo, di venire a Londra avendo le idee chiare di quello che si vuole fare, e una volta qui di non seguire esclusivamente i consigli degli amici italiani perché la ricchezza di questa città è proprio la multiculturalità e la contaminazione di idee. Inoltre, un consiglio per tutti, ovunque nel mondo: non accontentatevi e seguite sempre il vostro istinto, anche se a volte è difficile e qualcuno potrebbe dirvi di non farlo. 

Per il futuro ho solo alcuni piani a breve termine. Diciamo che so cosa voglio fare nei prossimi 6-7 mesi: sarò ancora a Londra e so che ci saranno tante nuove sfide. Non voglio abbandonare il mio contatto con l’Italia e vorrei sviluppare nuove collaborazioni con progetti internazionali, ampliando le mie conoscenze e competenze nel marketing digitale. 

Seguitemi e lo scoprirete! ;-)”

IK

Italian Kingdom è una startup comunitaria che con un magazine e una radio racconta le storie degli italiani all’estero. #ItalianKingdom