Alessandra Quaranta

Alessandra Quaranta, au-pair e blogger. 

“Mi chiamo Alessandra, ho 26 anni e a marzo 2015 mi sono laureata in Scienze Politiche indirizzo Relazioni Internazionali a Bari, finendo il mio percorso universitario con passione e tanti sacrifici. Ho sempre cercato di lavorare mentre studiavo, e quando ho finito sapevo che trovare lavoro nella mia città sarebbe stata un’attività abbastanza impegnativa da essere paragonabile a un lavoro. Scrivevo gratuitamente per una testata nazionale articoli inerenti la politica estera e nel mentre avevo trovato lavoro presso un call center a Bari; pagata 2 euro l’ora, per carità, è stata una bella esperienza ma mi ha aperto gli occhi su cosa non volessi fare nella vita, e così ho iniziato a pensare di partire per Londra subito dopo i primi stipendi. Ci tenevo a pagarmi questa esperienza da sola, sebbene i miei genitori siano sempre stati disponibili nel darmi una mano, ma volevo farcela da sola. Sono una ragazza ambiziosa e curiosa e avevo voglia di testare i miei limiti e vivere in una realtà diversa dalla mia cercando, nel mio piccolo, uno spazio nel mondo. 

Avevo sempre messo da parte il sogno di partire, perché non ero mai abbastanza sicura, mai abbastanza determinata e sempre timorosa. Poi, dopo un grave lutto, ho capito quanto sia importante godersi la vita e viverla 360 gradi, senza ragionare troppo sul futuro; così ho deciso di buttarmi e senza dire niente a nessuno, ho organizzato la mia partenza. Ho cercato su internet un lavoro che mi permettesse di vivere e studiare a Londra, senza dovermi preoccupare troppo dell’aspetto economico; alla fine ho capito che fare la ragazza alla pari sarebbe stato perfetto: la mattina studio la lingua, vivendo in una famiglia inglese, e il pomeriggio mi occupo dei bambini fino al ritorno dei genitori. La sera sono libera di uscire e godermi la città o anche di trovare un altro lavoro. I miei primi passi quindi sono stati di ricerca, con un’accurata organizzazione cinque o sei mesi prima della partenza. È importante non sottovalutare nessun aspetto, come ad esempio riguardare tutti i documenti importanti con date di scadenza annesse, cercare, chiedere e capire cosa sia meglio fare per le proprie esigenze. Consiglio di prendere ripetizioni o studiare da prima la lingua, specialmente la pronuncia e lo speaking. Mettere da parte dei soldi è fondamentale perché a Londra non sai mai cosa può succedere e il cambio nuoce molto a noi che abbiamo l’euro. Poi consiglio di accettare che la solitudine diventi la tua migliore amica e di non avere paura di sé stessi, perché si scoprono cose su di noi e sul nostro carattere che mai avremmo immaginato. Dopo cinque mesi di ricerche ho trovato una famiglia che istintivamente sapevo essere quella giusta: non mi ero scoraggiata dopo due rifiuti mal digeriti ricevuti da altre famiglie, ho scritto diverse mail con la mamma e ci siamo accordate per un colloquio su Skype. Ci siamo piaciute già dalla prima intervista e con incredulità, dato che parlavo un pessimo inglese, mi hanno presa! 

Se mi permettete un consiglio, siate sempre voi stessi, non inventate mai nulla e siate sempre professionali nel raccontare di voi stessi. Tutti mi davano della pazza nel buttarmi in questa avventura, ma in cuor mio sapevo che era la cosa giusta per me… Sono arrivata di notte, dopo una giornata di attesa all’aeroporto di Milano, e non scorderò mai l’emozione di vedere Londra dall’alto, maestosa e regale, con le sue mille luci e la ruota che giganteggia sulla città. Io mi affidavo ai ricordi della mia vicina di posto, e piena di paure ma determinata mi affacciavo alla mia nuova vita. Ovviamente le difficoltà all’inizio sono tante, anzi…è un vero shock! Entri in una famiglia straniera, che ti travolge subito nella sua routine impegnatissima e tu sei lì, impalata, che non capisci nulla. Le prime due settimane ci saranno tanti pianti, tante telefonate a casa e tanta ma-chi-me-l-ha-fatto-fare, ma se resisti e tiri fuori tutta la creatività e la grinta che un italiano possiede, vivrai una esperienza fortissima e bellissima. Bisogna da subito rimboccarsi le maniche ed essere professionali soprattutto se parti dal gradino più basso, come capita a tutti, perché Londra non perdona niente a nessuno e sei tu che devi reggere i suoi frenetici ritmi non Lei i tuoi. Non è una città per tutti, devi essere lucida di testa e molto umile perché, come te, arrivano milioni di persone e la competizione è altissima. La cosa che più di tutte consiglio è di non partire con la mentalità italiana di chi magari ha studiato determinate cose e non vuole fare altro. No, la mentalità inglese è molto differente, devi cercare di capirla e rispettarla, lavando con professionalità e puntualità anche i bicchieri più sporchi di un bar di periferia. Non bisogna partire prevenuti, ma accettare all’inizio di capire cosa vogliono e pretendono loro da te, per poi metterci quel pizzico di tuo che noi italiani, creativi e simpatici, unici nel nostro genere, sappiamo fare benissimo. 

Sì, Londra mi sta cambiando, mi sta facendo capire quanto potenziale non ho mai saputo sfruttare in questi anni, e mi rende energica tutti i giorni perché so che se valgo posso costruirmi la carriera dei miei sogni. Amo la loro serietà verso tutti i tipi di lavoro e il loro essere puntuali e rispettosi dei tuoi spazi. Certo è difficile vivere in una città enorme e molto spesso avrei bisogno di quel calore che solo noi del Sud sappiamo regalarci ma no, al momento non ho nostalgia dell’Italia perché non soddisfa la mia ambizione in questo preciso momento della mia vita. Sto vivendo giorno per giorno, ed ora ho iniziato a scrivere della mia vita qui su un blog, con tanti consigli su chi abbia intenzione di trasferirsi o semplicemente abbia voglia di leggere le mie avventure o riflessioni. Ho iniziato da poco a dare ripetizioni di lingua italiana e collaboro con un’agenzia no profit della mia zona, un ottimo modo per crearsi nuovi contatti. Ho tanti sogni nel mio cassetto ma sicuramente una delle cose a cui tengo di più è di portare un contributo internazionale al mio paese e alla mia regione, la Puglia – di cui sono orgogliosissima – al mio ritorno. Inoltre vorrei che si desse maggiore importanza e ascolto a tutti i nostri connazionali residenti qui, invece di guardarli come traditori o ingrati. Su questo obiettivo ho tante idee e sto cercando collaborazioni per un progetto che sta sbocciando nella mia testa! 

Un luogo a me caro di Londra è il Kyoto Garden in Hollande Park: vado sempre a riflettere e passeggiare quando ho bisogno di meditare in solitudine. È fondamentale avere un posto del cuore in questa città perché lo vivrai sempre con affetto ed incanto. Ad un italiano che sta per partire gli direi «forza e coraggio», predisponi il tutto in modo accurato prima della partenza, prendi ripetizioni d’inglese o leggi libri e vedi tanti film lingua, e rimboccati le maniche. Il lavoro si trova ma devi guadagnartelo sul campo da vero attaccante e non da difensore. Londra non è una città per insicuri, o ti butti al 100% o meglio se non approdi”. 

IK

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