Storia di un ritorno – Introduzione

Decidere di partire per Londra è stata la scelta più coraggiosa che abbia mai preso in tutta la mia vita.
Almeno fino a quando, nel momento in cui ho deciso di tornare a Biella – piccola cittadina piemontese -, non ho capito che di coraggio me ne sarebbe servito molto di più.

Più di due anni vissuti nella capitale inglese. Io che l’avevo tanto sognata ma che non era ancora mai riuscita ad avermi totalmente, se non per brevissimi periodi. Solo quando ho deciso di seguire l’amore, quello per un uomo e non per la città, ho davvero fatto la valigia senza alcuna idea di cosa potesse riservarmi il futuro in terra inglese.

Dicono che “…i giovani devono partire. Partire per curiosità, non per disperazione. Partire e poi tornare, per capire il mondo e soprattutto sé stessi”. Ed è proprio ciò che ho fatto.

Nessuno però mi ha spiegato cosa avrebbe significato nel dettaglio rientrare in Italia. Nessun libretto d’istruzioni mi è stato utile per ricostruire, pezzo dopo pezzo, quel mondo che era sempre stato la mia casa e che ora riusciva a farmi sentire un’estranea.

Londra cambia i punti di vista, cambia gli assetti emotivi di chiunque, anche dei peggiori insensibili sulla terra.
Londra può cambiare le persone. Le cambia in maniera così indelebile che quella città – pazza, cara all’inverosimile e magica città – non riesce più ad andarsene dai loro occhi.

Lasciare Londra poi è stato come lasciare l’Italia. Come allontanarsi dai luoghi che dopo due anni erano diventati i posti del cuore e dove mi sentivo al sicuro, per tornare verso quelli che non mi davano più la certezza di un tempo, se mai questa certezza ci fosse stata. Eppure, passo dopo passo, come in un puzzle un po’ distrutto – dopo quasi un anno dal mio rientro – posso dire di aver ritrovato tutti i pezzi ed iniziato a ricomporli, felicemente.

Ora le mie giornate sono scandite dalle più classiche attività che riempiono la vita di una trentenne. Ciò che più mi mancava a Londra è ciò che adesso mi godo pienamente, giorno dopo giorno; la mia famiglia, i miei amici, le abitudini ritrovate e le usanze che – imparate là – sto cercando di mantenere.
Tornare è stato qualcosa che ho fortemente voluto, nonostante le difficoltà di un paese allo sbaraglio, esattamente quanto fortemente ho voluto partire. Per ritornare ed avere una valigia ricolma di cambiamenti: nuovi occhi con cui guardare, nuovi modi di pensare e – oserei dire – di vivere la vita. Eppure quando vedo un tramonto dal mio balcone ripenso a quanto era stupenda St. Paul quando il sole iniziava a scendere. Uscendo la sera con i miei amici mi vengono in mente le passeggiate a Southbank dopo una cena da Wahaca, e andando al pub mi chiedo per quale assurdo motivo qui non ne esista uno aperto a mezzogiorno che serva Sunday Roast.

A Londra ho imparato ad apprezzare la semplicità, a sorprendermi delle piccole cose e a non dare nulla per scontato. Ecco cosa sto facendo ora: sto imparando a farmi stupire della mia Italia, dalle cose di cui non mi sono mai accorta fino a quando non le ho più avute vicine a me.

E’ anche in questo senso che Londra ti cambia, ed è un cambiamento che farà parte di me per il resto della vita.

In fondo è questo che fanno le esperienze no?

Marta Gianotti

Blogger at The LondonHer
Mi occupo di educazione e bilinguismo ma coltivo la sempre più grande passione per il blogging e i nuovi media. Alcuni anni a Londra mi hanno spinta ad aprire il mio blog The LondonHer dove tratto di viaggi ed ovviamente della capitale inglese, condividendo ogni nuova esperienza in giro per il mondo.