Come sono diventata un’esperta di Cocktails

O meglio, da quando in qua sono diventata un’autorità in fatto di drink e cibo? Non per niente a lavoro mi chiamano “Caro Due Sorsi” – due sorsi di Corona e sono già in orbita.

Mi presento. Sono una Londinese di adozione vittima della FOMO, o Fear of Missing Out, ossia la paura che spinge miriadi dei miei coetanei a scaricare app, leggere riviste, stalkerare siti web e unirsi a gruppi sui social network per venire a sapere per primi quale sarà the next big thing nel mondo degli eventi della capitale britannica.

Sono una foodie, ossia una di quelle persone che fanno del mangiar fuori (quando il portafoglio lo permette) uno stile di vita. O, secondo una delle tante definizioni dell’Urban Dictionary, a douchebag who likes food. Sono – più o meno – quella a cui gli amici chiedono consigli per quali cocktail prendere.

Giuro che quando sono arrivata a Londra ero praticamente astemia. Tutte le mie più care amiche continuano a prendermi in giro per non essermi mai ubriacata durante la Fresher’s Week, la settimana che precede l’inizio dell’università inglese, durante la quale tutti gli studenti sono invitati a una distruttiva serie di eventi accomunati da una sola cosa: i fiumi di alcol.

Tutto quello che facevo era andare in giro per Londra, studiare e fare recensioni sul mio blog da studentessa, London’s Calling – Londra Chiama (eh, si, avevo un gran talento immaginativo al momento della scelta di quel nome).

Mandate il film avanti al terzo anno di università, passando per società studentesche con giochi di cui il mio fegato non va fiero, e si arriva alla mia scoperta della vita notturna londinese.

Reduce da un’estate di appuntamenti con un americano troppo bello per essere vero e stanca di vedere sempre la stessa gente al mio (pessimo) bar studentesco, ho deciso di iniziare a esplorare Hoxton, la zona dove vivevo. La mia scelta di dedicare il mio progetto giornalistico di fine anno alla crescente cultura dei pop-up che imperversano per East London è stata una conseguenza naturale.

Per chi non abbia mai avuto a che fare con un pop-up, si tratta di un bar/negozio/ristorante/bancarella che si stabilisce in un posto soltanto per un breve periodo, da un weekend a un mese a un’intera stagione. Ormai i pop-up sono talmente mainstream che pure chi ha esordito con un pop-up dice che fanno schifo: persino grandi marche come Tesco, Levi’s, Gap e chi dir si voglia adesso tentano la fortuna con un pop-up.

La mia prima e più significativa scoperta è stata il Dead Dolls Club, al tempo residente al 35 di Hoxton Square. Dopo una chiacchierata/intervista col padrone, Adam, mi sono innamorata del posto: un club per soli membri che non fa entrare i tamarri ubriachi da sabato sera? Un edificio abbandonato dipinto in stile vittoriano con clientela che include Draco Malfoy di Harry Potter? Feste di Halloween con stufato camuffato da zuppa di occhi e cocktail mascherati da boccette di veleno? Count me in!

Alla ricerca di bar e serate simili, ho finito per esplorare tutta la zona e per interessarmi ai cocktail bar, più per l’atmosfera che per i drink… Anche perché ancora non riesco a reggerli. Ho abbandonato London’s Calling per concentrarmi sulle recensioni di Couchsurfer Reviews… e ho dovuto crearmi una tabella di marcia killer in fatto di sport per compensare gli stravizi del weekend.

Contrariamente a quanto avevo pensato prima di trasferirmi, qui a Londra non ho fatto la fame. Anzi, ho scoperto che preferisco vivere qui piuttosto che in Italia per quanto riguarda la scelta in fatto di cibo, bevande e cose da fare. Non sono affatto un’autorità: sono solo una in bilico tra il combattere i chili di troppo e il godersi la vita. Se però pensate che Londra non sia divertente come la nostra madre patria, magari qualche consiglio ve lo posso dare!

Fotografia di Sara Giannitelli

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.