Camminare a testa in giù, cronache del mio primo mese in Australia

Parte 1

Che fine ho fatto…?
Cari fedelissimi di Italian Kingdom, sono la vostra Cosmopolitalian. Vi ricordate di me? Dai, ammettetelo: pensavate che il mio fegato avesse ceduto a vini, cocktail e birre artigianali e che fossi morta in qualche tombino di Shoreditch, vero? Non vi do torto: avevo esagerato.

They tried to make me go to rehab, but I said no, no, no…

Sono tornata, anche se in versione meno allegra, meno ubriaca. Vi scrivo, dovete sapere, da quella che gli Inglesi chiamano “down under”: l’Australia, dove si cammina a testa in giù. Sono finita qui per disintossicarmi da Londra, per cambiare vita, per tornare a studiare e abbracciare koala invece di pinte di birra.

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Ecco un introduzione da questo lato del mondo, a testa in giù direttamente da quel di Coogee Bay, Sydney. Le prime impressioni? Arriveranno anche quelle, nel prossimo articolo!

Un po’ di tutto e un po’ di niente

Sono una nomade di professione. Dopo due mesi negli Stati Uniti in giro sui divani altrui (tramite Couchsurfing, eh, mica a fine di lucro) e vari altri viaggi tra l’Europa e Cuba, ho lasciato un pezzo di cuore (e delle scarpe, e dei libri, e dei vestiti) un po’ dappertutto. Qui a Sydney mi sento di aver ritrovato almeno un po’ dei posti che mi sono lasciata alle spalle. Coogee e Bondi sono a metà tra San Francisco e San Diego: fa caldo e ci sono spiagge lunghe e incontaminate, con case coloniali, baretti che vendono iced coffee e surfisti mozzafiato. Ma ci sono anche delle scogliere a strapiombo con vista sull’ acqua cristallina del Pacifico, con scenari non troppo diversi da Cala Luna o da altre zone della mia natia Sardegna.

Basta muoversi verso il centro per trovare un misto unico di architettura asiatica, americana e inglese. Surry Hills, la Shoreditch di Sydney, è a metà tra i caffé hipster di Brooklyn e le ringhiere coloniali, e ospita la maggior parte delle aziende creative di PR e marketing della città.

Ultimo, la zona intorno Central Station, è una Manhattan più asiatica, con una Chinatown da prezzi stracciati e manicaretti da non perdere all’interno di ristoranti dall’apparenza poco raccomandabile. Perché una cosa è certa: appena arriverete a Sydney vi renderete conto dell’influenza che l’Asia ha avuto sulla città. La maggior parte della popolazione ha antenati vietnamiti, cinesi, giapponesi e malesi – gli altri vengono qui a studiare o lavorare.

Opera House e Harbour BridgeBasta fare qualche passo verso la baia e l’Opera House per rimanere intimiditi dagli enormi grattacieli a metà strada tra le industrial cities americane e le luci di Shangai. Poco più in là però ci sono i Royal Botanic Gardens non diversi dai giardini più regali di Londra, mentre i mercatini di The Rocks sanno tanto di paesino casareccio del Sud Italia.
Mi sono trasferita a Londra a diciotto anni pensando di non muovermi più, di aver trovato la mia Mecca. Eppure, eccomi qui, dopo una decisione presa un po’ random nata dalla voglia di esplorare e dal bisogno di staccare.

E’ difficile far passare la Londonite ad una come me. Non so se resisterò qui in Australia per tutta la vita o se vorrò tornare. Mi basta passare per Liverpool Street per dire: “Ma non è la mia Liverpool Street!” o per Hyde Park per dire: “Seh, come no, ti piacerebbe!”. Mi basta passare per le strade un po’ dodgy di alcuni quartierini di Sydney per dire: non è la mia sporca, pericolosa Hackney. Sembra strano essere sveglia quando tutti dormono e dormire quando tutti sono svegli. Per ora mi sento tagliata fuori.

You can take a girl out of London but you can’t take London out of the girl.

Nel frattempo, seguitemi in questo viaggio attraverso questa terra sconosciuta, alla scoperta di Italiani in Australia, nuovi ristoranti, nuovi eventi e nuove vite. Scriverò recensioni on and off, nel tentativo di non rovinare il risultato di settimane di sport e di due mesi senza alcool. Partirò alla ricerca di nuovi Italians da presentarvi.

G’day mates!

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.