The looking Glass Cocktail Club: un barman italiano nel paese delle meraviglie

Se seguite la mia rubrica settimanale Città Speakeasy avrete sicuramente letto del fiabesco e decadente Looking Glass Cocktail Bar di Hackney Road. Oggi intervisto per voi il loro bar manager, l’italianissimo Michele Reina, che crea unici cocktail ispirati ad Alice Nel Paese delle Meraviglie. Ma com’è nata la sua passione?

All’inizio di Hackney Road, quando arrivate dalla parte di Shoreditch, c’è un bar all’apparenza piccolo, ma tutto da scoprire. Entrate e il bar manager, Michele, vi accoglierà vestito di tutto punto con completi gessati in stile dandy. È dietro lo specchio però che la vera anima del Looking Glass prende forma: dopo aver ricevuto una sculacciata dalla hostess burlesque del locale, vi troverete in una spaziosa stanza con un bar tutto suo, carta da parati bordeaux e, ogni lunedì, musica dal vivo a lume di candela accompagnata da cocktails da fine del mondo.

Arrivare al Looking Glass nei piovosi weekend londinesi e vedere le finestre del locale appannate e le luci danzanti, sentendo le voci alte dei clienti e dei creativi che lo hanno scelto come destinazione per il loro fine settimana, è uno dei miei passatempi preferiti. Perché al Looking Glass non corri mai il pericolo di passare una brutta serata.

Michele Reina

«Credo che il merito del nostro successo sia dovuto al duro lavoro dei ‘miei ragazzi’ che, con la loro passione e fantasia, rendono questo posto una delle migliori mete per chi vuole esplorare la vera essenza del saper bere».

Il team di Michele è quasi rigorosamente made in Italy, ma non si tratta di una scelta studiata a tavolino. «Non è facile trovare ragazzi con così tanta fantasia e voglia di crescere. Il servizio che offrono non si limita al cocktail, ma parte da un’accurata ricerca delle esigenze del cliente al fine di creare una vera e propria esperienza del palato: per loro non si tratta più di un lavoro ma di un’occasione per esprimere se stessi».

Per Michele, il locale è molto più che un posto di lavoro: «Chi lavora qui non lavora per me, ma con me: la passione e la voglia di crescere ci rende uniti come una famiglia e il percorso che seguiamo risale alle fondamenta del bar: dalla storia dei drink alla moderna preparazione di prodotti fatti in casa».

Il Looking Glass è ormai recensito su tutti i giornali come un eccellente cocktail bar e questa fama è stata confermata dal recente lancio di un libro che raccoglie i cocktail e che celebra 150° anniversario della nascita di Lewis Carroll. Michele spiega: «Abbiamo messo insieme una raccolta dei cocktail che sono, in tutto e per tutto, i protagonisti nella nostra storia, scritta alla vecchia maniera di Carroll e riportata in chiave moderna da Tim Burton. Il libro raccoglie in 10 capitoli tutta l’essenza del Looking Glass Cocktail Club: dalla fantasia nel servizio alla creazione dei nostri ingredienti».

La storia dell’amore di Michele per l’arte del bere comincia tra Milano, Roma e Saronno. Ha iniziato il suo percorso nel settore alberghiero con suo padre a Milano, dopo essersi trasferito da Roma all’età di 18 anni. Durante i suoi studi a Saronno ha scoperto di avere una vocazione per tutto ciò che riguarda l’esperienza culinaria accompagnata dal buon servizio. «Credo che la serietà nel lavoro sia una delle cose che più mi distingue – non è facile lavorare con me! Sono in continua ricerca di stimoli, un perfezionista o come direbbero loro ‘pignolo’».

Ma cosa ha portato Michele a trasferirsi qui a Londra e lasciare quello che, secondo lui, è «probabilmente il più bel Paese del mondo»?

«Non esiste altro posto al mondo dove potersi misurare e apprendere da così tante etnie e tradizioni», ci dice. Certo, l’Italia gli manca: «Mi manca vedere Roma illuminata dall’alto, l’aperitivo a Milano con gli amici prima di cenare in famiglia. Vedere le città del sud riempirsi d’estate e svuotarsi d’inverno… mi mancano la musica, la poesia e l’arte, la cucina e i profumi.

Mi manca questo e altro ancora, ma ci sono cose che mi spingono, al momento, a non tornare. L’Italia è il Paese dove tutto inizia, ma non si conclude: la cena che ti appaga ma non ti sazia, la donna bella e giovane ma che non balla e non si mette in gioco… e poi il mondo è troppo grande e pieno di opportunità per fermarsi, da giovane, nella tua terra natìa!”

L’Italia rimane comunque uno dei fattori influenzanti del Looking Glass e «il tocco italiano da noi non passa inosservato». Il cocktail bar di Shoreditch è infatti il primo bar di Londra a offrire 4 Vermouth e Montenegro come shot della casa – beccati questo, Little Italy!

La vera anima italiana è dunque qui a Looking Glass, ma con un English twist. E per finire, diamo un’occhiata al programma del bar.

La settimana si apre il lunedì con Session 58, dove giovani talenti si scoprono grazie alla rassegna settimanale di musica live sotto le luci soffuse della sala nascosta in un’atmosfera intima e magica. Il martedì Michele si occupa di trovare nuovi prodotti per il bar, mentre il mercoledì è la giornata del Lab, ovvero della selezione di nuove scoperte alcoliche di cui il manager va particolarmente fiero: dal liquore al Panettone al primo Vermouth sugar free per diabetici, dalle reazioni al Ph che cambiano colore ai drink, fino ad arrivare alla loro selezione di oltre 100 bitter diversi.

Il giovedì è la serata jazz e blues, accompagnata dai classici drink in stile Looking Glass al bancone e da presentazioni scenografiche al tavolo. Il venerdì e il sabato il locale si riempie dei clienti più creativi di Shoreditch, mentre la domenica finalmente si riposa… «Io, intendo!» aggiunge Michele, «Il bar è sempre aperto!»

Per Michele, Londra non è l’ultima fermata. Ma non lo è nemmeno l’Italia: «Il mondo è pieno di meraviglie e, come dico nel libro, la curiosità ha bisogno di viaggiare».

Che cosa aspettate? Attraversate lo specchio e fatevi una chiacchierata con uno dei bar manager più originali di Londra – e provate il liquore al Panettone. Vi garantisco che ne vale la pena.

Per informazioni e prenotazioni: http://www.lookingglasslondon.co.uk/

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.