Pay and play: l’élite di Londra si rintana nei club per soli membri

Siete mai usciti in giro per il centro di Londra? Probabilmente sì. E siete dunque consapevoli del fatto che può diventare un incubo.

Forse, come me, siete abituati a vedere orde di ragazzi dell’Essex – con la fama di ‘caciaroni’ d’Inghilterra – che invadono Shoreditch High Street come una troupe di adolescenti in gita. «Let’s get wasted, innit!». Seguono rivoli di vomito ed “eau de birra”. O forse vi fermate ad ammirare i gruppi di turisti – italiani inclusi – che si lamentano del clima e del cibo, ma affollano poi le discoteche a buon prezzo di Soho e danno il peggio di loro in stile “tanto non ci conosce nessuno”.

Che fa, quindi, l’élite della vita notturna londonese? Si rintana in club per soli membri. E paga fior di quattrini. Il brand del momento è Soho House, con diverse sedi in capo al mondo e in tutta Londra. Tra quese, ricordiamo senza dubbio Soho House a Dean Street e Shoreditch House davanti al Boxpark Shoreditch.

Piscine sul tetto, ristoranti recensiti al top, palestre e spa sono il marchio di fabbrica di Soho House, che vanta tra le sue offerte l’eclettico Electric Cinema con tanto di poltrone, copertina e bicchiere di vino durante il film, gli hamburger ammazza-dieta di Dirty Burger e il pollo fritto stellare di Chicken Shop.

Miriadi di creativi affollano le varie sedi di Soho House durante la settimana, che sia per un paio di cocktail o per qualche talk interessante. L’unico problema? La membership costa £600 se hai meno di 27 anni, oltre £1000 se hai superato i 27. In più, devi farti raccomandare da due membri.

Io al Soho House di Dean Street ci sono stata – una delle mie colleghe ha la membership – e non vedevo l’ora di darvi uno sneak peek in questo mondo segreto di gente con fior di soldoni.

Soho House è nascosta dietro una porticina colorata all’inglese in una delle strade piú vivaci di Soho ma passa volutamente inosservata. Gli interni sono quelli di una casa inglese extra lusso: parquet e mogano ovunque, ritratti, quadri che ricoprono intere pareti. L’arredamento è un misto tra l’hipster – mobili di design volutamente spaiati – e il classico inglese post-vittoriano, con mobili antichi di varie ere.

Niente di che, direte. Ma fidatevi, gli inglesi – e chiunque sia stanco delle folle del venerdì sera – tireranno un sospiro di sollievo e tutti potranno liberarsi degli energumeni ubriachi al bancone del bar.

Da qui a potermi permettere di pagare la membership, comunque, ci vorrà ancora un bel po’.

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.