I Negroni Sbagliati più buoni di Londra: The Manhattan project

Ah, il Negroni. Il cocktail nostrano tanto amato – e tanto storpiato – dai nostri cugini d’oltremanica. Ma ecco a voi una compagnia di creativi bartender pronta a preparare il Negroni con una marcia in più: The Manhattan Project, esperti di drink Made In East London che si sono appena stabiliti al ristorante Hawaiano POND Dalston.

The Manhattan Project è la creatura del barista Felix Cohen, che ha lanciato la compagnia nello scantinato di Off Broadway, il locale di Broadway Market che ora ospita Giacomo Smith e i suoi Kansas Smitty’s.

Non appena il barista ha saputo che yours truly era in realtà una dei tanti italiani a Londra, si è presentato con The Flight, una variante del Negroni sotto forma di ‘sliders alcolici’, ossia una selezione di mini-cocktail (invece che di mini hamburger) in fila l’uno dopo l’altro.

Questo flight – il nome dato ai cocktail messi in fila – si chiama Italian Dreams ed è fatto di Negroni classico, Negroni al brandy peruviano Pisco, Negroni al Malibu e Negroni con Corn Boulevardier. Inutile dire che mi sono sentita subito a casa e ho ordinato altri cocktail per la gratitudine.

State pure certi che qualsiasi drink del Manhattan Project scegliate sarà strambo e delizioso. Io ho scelto l’Orgasmo numero 2 (£8), un misto di liquore al caffè St George, Jim Beam Devil’s Cut e schiuma di latte condensato, strizzando l’occhio al trend del momento: il cocktail/dessert.

L’estate ha ormai abbandonato il suolo inglese, quindi ho scelto di riscaldarmi con un Boozy Hot Ribena (£8): un colpo di genio nato in una fredda serata all’aperto, mischia il succo Ribena caldo col gin.

Il premio al cocktail più strano della serata va però a The Eagle, per la descrizione che vedete anche in foto. «Liquori di lusso, mischiati e serviti in un’aquila di vetro. Un’aquila di vetro. Una cazzo di aquila di vetro. Non hai mai provato un vero drink fino a quando non l’hai bevuto da un’aquila di vetro. In quantità limitate perché abbiamo un’aquila sola.”

Non sarei riuscita a tornare a casa se nel frattempo non mi fossi riempita la pancia col cibo Hawaiano di POND, ristorante che ospita il Manhattan Project.

I camerieri di POND saranno pure lenti, ma il cibo del ristorante è unico: abbiamo iniziato con un piatto di Hurricane Popcorn (£1.50) – popcorn salati con croccanti piselli al Wasabi – e patatine fritte ai gamberetti con maionese yuzu (£4.50). Ci siamo poi divisi tre tapas: la piccante ma gustosa Beef Poke (£11, che si pronuncia /poʊˈkeɪ/), un’insalata cruda di tartare di manzo, funghi shiitake, uovo, sesamo e carta di riso; la Poke Pines (£12.5), un’altra insalata cruda di tonno ahi’ e salmone con tobiko (caviale, per noi ignoranti), olio tailandese al basilico, cocco e lime, simile a una ceviche rinfrescante; abbiamo concluso il tutto con degli impeccabili maki al salmone piccante (£3.5).

Insomma, chi l’avrebbe detto che questi Negroni un po’ sbagliati potessero dare inizio a una serata così.

Fotografie di The Manhattan Project, Kapranos PR, Carolina Are

POND DALSTON
Unit G2, Stamford Works, 3 Gillett St
London N16 8JH

Carolina Are

Sono un'ex pubblicitaria con una laurea in giornalismo della City University di Londra. Da poco ho lasciato il mondo dei "Mad Men" per trasferirmi a Sydney e realizzare il mio sogno da teenager: studiare criminologia. Sono una viaggiatrice di professione, avendo percorso gli USA coast to coast tramite Couchsurfing, una storia che racconterò presto con un eBook per Italian Kingdom. Dopo anni di vita da lifestyle blogger londinese tra recensioni, di viaggi, cene e bevute in italiano e in inglese, ora scrivo per l'Huffington Post. Ho scritto 3 libri fallimentari e spero di pubblicarne presto uno. Amo American Psycho, Alice Cooper, le cupcakes e non mi fido di chi non ama Harry Potter.